Editoriali
Sole e temperature in aumento fino almeno a domenica 27 agosto poi probabile nuovo break temporalesc
martedì 22 agosto 2017
Estate molto calda per l’Italia ed un po’ per tutto il bacino centrale del mar Mediterranea, per la nostra penisola, in termini di temperature medie, seconda solo al 2003, anche se bisognerà attendere settembre per i dati definitivi. In questa stagione però, durante la prima decade del mese di agosto, sono stati battuti più volte i record di caldo almeno degli ultimi 50 anni su molte località, al nord ma soprattutto sulle regioni centro meridionali. Solo delle veloci perturbazioni, con cadenza di 8-10 giorni, sono riuscite ad interrompere la lunga serie di ondate di caldo che si sono finora succedute da giugno. Le stesse perturbazioni hanno portato precipitazioni, prevalentemente temporalesche, soprattutto al nord, mentre al centro sud solo aria un po’ più fresca ma scarse precipitazioni. Al caldo infatti si aggiunge una lunga fase siccitosa che si protrae almeno dal novembre scorso e che sta colpendo duramente soprattutto le regioni centrali tirreniche.
Durante la seconda decade di agosto la sequenza si è ripetuta, ancora un’ondata di caldo, la sesta della stagione, interrotta durante l’ultimo fine settimana ancora una volta da una veloce perturbazione nord atlantica che ha portato precipitazioni soprattutto al nord ed in quantità molto minori anche sul centro adriatico ed Appennino meridionale. In generale il calo termico prodotto dalle correnti settentrionali post perturbazione, è risultato mediamente intorno ai 10°C, tra giovedì 17 e lunedì 21 agosto, un po’ più sensibile al nord grazie anche alla nuvolosità ed alle precipitazioni, più contenuto al sud ma comunque avvertibile.
Image Ora però la situazione torna ad essere quella vista più volte da giugno ad oggi, un altro giro che ci porterà fino alla settima ondata di caldo di questa stagione estiva 2017. In queste ore infatti l’anticiclone stazionante sopra l’Europa occidentale sta avanzando sull’Italia riportando cielo sereno o poco nuvoloso dalle Alpi alla Sicilia. La stessa area anticiclonica che si consoliderà nelle prossime ore sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo, inizierà ad assumere ancora una volta caratteristiche afro mediterranee, specie a partire da venerdì 25 agosto, supportata da un flusso di correnti sud occidentali che porteranno sulla nostra penisola masse d’aria calda provenienti dall’Algeria. Le temperature, specie quelle massime, torneranno quindi ad aumentare fin su valori superiori alle medie del periodo, su molte aree urbane delle regioni tirreniche si supereranno i 35°C con punte tra 38°C e 39°C tra domenica 27 e lunedì 28 agosto, quando anche questa nuova ondata di caldo della stagione dovrebbe raggiungere l’apice.< br> Lungo l’Appennino la situazione non sarà molto diversa, molto sole ed assenza di precipitazioni almeno fino a domenica 27 agosto con temperature fino a circa 6°C superiori alle medie del periodo. Successivamente, nella giornata di lunedì 28 agosto, qualcosa potrebbe cambiare, o meglio c’è la possibilità che una perturbazione in transito sulle regioni alpine possa causare un lieve aumento dell’instabilità atmosferica anche lungo l’Appennino con qualche locale rovescio ed isolato temporale soprattutto sui settori centro settentrionali della dorsale appenninica, conseguentemente le temperature potrebbero calare di circa 5°C. Per quanto riguarda invece precipitazioni più consistenti, molto probabilmente ne riparleremo a settembre ma attualmente non ci sono date specifiche a cui far riferimento in maniera concreta< br> < br>
 
Prima metà di luglio con intensa ondata di caldo, siccità che si accentua soprattutto al centro sud
giovedì 06 luglio 2017
Negli ultimi giorni anche i modelli climatici europei o nord americani che fino a fine giugno ipotizzavano un luglio più piovoso di giugno e non molto caldo, stanno rivedendo le loro valutazioni. Queste ultime erano basate essenzialmente sul fatto che il fenomeno “El Nino”, garanzia di estati molto calde, correlazione quasi sempre rispettata nell’ultimo trentennio, non dovesse intervenire sullo scenario climatico globale fino almeno al prossimo autunno. Il caldo ben sopra le medie, secondo solo al 2003, avuto nel giugno appena terminato, ed il caldo, con valori massimi anche superiori, atteso per i prossimi giorni di luglio, sembrano oramai non tener conto di nulla in particolare, se non ad un trend globale che vede il nostro pianeta “surriscaldarsi”. E naturalmente quanto gli equilibri vengono meno, specie verso il caldo, i fenomeni atmosferici tendono ad estremizzarsi, in estate ciò risulta evidente con ondate di caldo più numerose ed intense.
La fase siccitosa in Italia si trascina da fine 2016, buona parte della dorsale appenninica finora si è difesa grazie alle abbondanti nevicate di gennaio ed a qualche perturbazione primaverile che a ridosso dei rilievi montuosi ha dato il meglio di se in termini di precipitazioni. Ma ora, o meglio fin da maggio e giugno, anche le fasi temporalesche si sono ridotte sia come frequenza che come intensità, il tutto accompagnato da temperature ampiamente sopra le medie del periodo. Tutto ciò risulta evidente dalla chiara diminuzione di portata delle sorgenti appenniniche e dal livello delle falde, ancor più stressate dall’enorme richiesta di acqua dei fondovalle agricoli e dei centri urbani che ancor di più risentono della siccità.
Ricostruendo quello che è successo da inizio luglio ricordiamo come una circolazione depressionaria ha interessato l’Italia tra venerdì 30 giugno e domenica 2 luglio, con alcuni deboli impulsi perturbati ma soprattutto con aria più fresca nord atlantica che ha riportato le temperature su valori prossimi alle medie del periodo. Nella giornata di lunedì 3 luglio l’ultimo debole impulso perturbato che dalla Francia ha raggiunto l’Italia si è allontanato ad oriente, contemporaneamente l’anticiclone atlantico è avanzato da ovest sui settori euro mediterranei centro occidentali. Nelle ultime 48 ore poi, l’anticiclone è andato consolidandosi sull’intero bacino centrale del mar Mediterraneo garantendo condizioni stabili con cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso praticamente su tutta l’Italia, solo qualche isolato temporale termoconvettivo pomeridiano sulle Alpi.
Image Nei prossimi giorni, grazie ad un flusso di correnti calde meridionali attivato da un piccolo sistema depressionario in arrivo dall’oceano Atlantico sulla penisola iberica, l’anticiclone sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo acquisirà sempre più, al suolo ed in quota, una componente afro mediterranea. Questa fase calda, o meglio ancor più calda dell’attuale, dovrebbe raggiungere il proprio apice tra sabato 8 e mercoledì 12 luglio anche se temperature massime su valori simili a quelli registrati durante l’ultima decade di giugno si raggiungeranno già nella giornata di domani venerdì 7 luglio. Le regioni che soffriranno più il caldo saranno quelle centro meridionali ed in particolare quelle tirreniche dove nell’entroterra si raggiungeranno valori massimi anche superiori ai 40°C con punte di 43°C/44°C su Sicilia e Sardegna. In pratica un’ondata di caldo di quelle pesanti. Sul nord Italia le temperature raggiungeranno valori meno elevati ma l’umidità in aumento, soprattutto sui settori padani, porterà la percezione del caldo sui livelli delle aree più calde del centro sud. Solo sulle Alpi, localmente e temporaneamente, si respirerà aria un po’ più fresca grazie al verificarsi di qualche temporale pomeridiano e serale.
Anche in Appennino farà caldo, a 1500 metri di quota saranno superati i 25°C e nei centri urbani di fondovalle saranno superati i 30°C con scarsa ventilazione. I temporali pomeridiani che potranno smorzare localmente e temporaneamente il caldo saranno davvero pochi, isolati, possibili praticamente solo sui settori centro settentrionali della dorsale appenninica.
Quando cesserà questa pesante ondata di caldo? Attualmente le ultime proiezioni di modelli meteorologici a lungo termine ipotizzano una “rinfrescata”, o per meglio dire un calo delle temperature fin su valori poco superiori alle medie del periodo, intorno al 15 luglio, senza comunque precipitazioni significative. Quindi, dato che la mancanza di piogge continuerà probabilmente ancora per molti giorni, per ultima cosa chiediamo la massima attenzione e vigilanza per quanto riguarda il rischio incendi, la siccità si sta aggravando e la vegetazione è sempre più in affanno.

 
Estate calda e siccitosa per l’Appennino. Già nei prossimi giorni sole con temperature elevate
martedì 06 giugno 2017
Dopo le nevicate record di gennaio l’inverno è andato concludendosi con temperature sopra la norma e precipitazioni sotto le medie, anche la primavera, sostanzialmente mite nonostante il “colpo di coda” freddo di metà aprile, ha registrato precipitazioni spesso inferiori alle medie stagionali su gran parte della dorsale appenninica. Le perturbazioni che hanno raggiunto l’Italia sono state infatti mai molto intense s non per aree localizzate ma soprattutto con durata limitata e quindi non in grado d’incidere in maniera significativa sul trend sostanzialmente siccitoso in atto. Dall’ultima decade di maggio poi, alla scarsità di precipitazioni si sono aggiunte le prime ondate di caldo dalle caratteristiche estive con temperature che nei fondovalle si sono portate intorno ai 30°C. Naturalmente qualche locale rovescio o temporale non è mancato ma sia per la circoscritta area interessata che per la limitata durata, risultano praticamente ininfluenti. Le attuali proiezioni dei principali modelli meteo climatici statunitensi ed europei poi non lasciano fondate speranze che tale trend possa essere invertito o quantomeno interrotto, per l’intera dorsale appenninica è attesa un’estate calda e siccitosa, quindi ancora scarse precipitazioni e temperature oltre le medie. Probabilmente, purtroppo, ci attendiamo che le cronache dei prossimi tre mesi tratteranno spesso di siccità ed incendi, quindi rivolgiamo un appello a tutti i nostri lettori di mantenere alta la vigilanza per proteggere le nostre montagne.
Intanto, come ipotizzato nei nostri ultimi bollettini meteorologici quotidiani, i due deboli impulsi perturbati atlantici che hanno attraversato l’Italia negli ultimi tre giorni, hanno portato molte nubi, piogge e temporali soprattutto sulle regioni alpine mentre più a sud le precipitazioni risultano piuttosto isolate e di breve durata, solo sulla Sardegna qualche pioggia un po’ più consistente nella giornata di ieri lunedì 5 giugno. Le temperature stanno calando lievemente, specie nei valori massimi, principalmente per la copertura nuvolosa e quindi lo scarso soleggiamento più che per l’afflusso di aria più fresca nord atlantica seguente i due deboli impulsi perturbati. Naturalmente le isolate precipitazioni a sud del Po sono concentrate a ridosso della dorsale appenninica, i rilievi montuosi agevolano il sollevamento della masse d’aria e quindi la loco condensazione in nubi con formazione di addensamenti cumuliformi, in grado di produrre rovesci e/o temporali
Image Domani mercoledì 7 giugno anche quest’ultima debole perturbazione atlantica si allontanerà verso oriente mentre da ovest un anticiclone avanzerà sull’Italia riportando un cielo sereno o poco nuvoloso su tutto il territorio italiano. Giovedì 8 giugno l’anticiclone si rafforzerà sopra i settori euro mediterranei centrali con massimi di pressione sopra l’Italia dove avremo cielo sereno o poco nuvoloso e temperature in deciso aumento, venti deboli nord orientali con qualche rinforzo al sud. Nel fine settimana l’alta pressione sul bacino centrale del mar mediterraneo riceverà il supporto di correnti sud occidentali che trasporteranno aria calda, proveniente dall’entroterra nord africano, a tutte le quote. Ciò determinerà un ulteriore aumento delle temperature con valori massimi oltre i 32°C su gran parte dei centri urbani delle regioni centro settentrionali ed oltre 35°C sulle regioni meridionali. In Appennino le temperature massime saliranno su valori compresi tra i 20°C ed i 25°C a 1500 metri di quota. Venti deboli sud occidentali.
A metà della prossima settimana è possibile un lieve aumento dell’instabilità atmosferica prodotto da deboli infiltrazioni di aria umida e più fresca atlantica ma, ad oggi, non sembra ci siano le condizioni per precipitazioni consistenti in grado di interrompere, almeno temporaneamente, questa fase siccitosa. Nella migliore delle ipotesi lungo l’Appennino avremo qualche rovescio o temporale tra mercoledì 14 e venerdì 16 giugno con un lieve o localmente moderato calo delle temperature che comunque resteranno su valori elevati.
 
Fine prima decade di maggio con perturbazioni atlantiche poi anticiclone afro mediterraneo
mercoledì 03 maggio 2017
L’Appennino, rispetto ai fondovalle, le pianure e le aree costiere sta soffrendo di meno la fase siccitosa che oramai si protrae da fine 2016, per questo si devono ringraziare soprattutto le abbondanti nevicate invernali e qualche pioggia in più, spesso a carattere di rovescio o temporale, durante la prima metà della primavera 2017. Naturalmente ci sono delle differenze da nord a sud, sull’Appennino settentrionale è nevicato di meno ma sta piovendo un po’ di più, mentre sull’Appennino centro meridionale è nevicato di più ma piovuto di meno, comunque sia il livello delle falde acquifere, in generale, non sembra messo male e con una seconda metà della primavera sufficientemente piovosa potremo affrontare la stagione estiva senza particolari preoccupazioni a meno che il trimestre giugno – agosto non si contraddistinguerà per condizioni siccitose accentuate e caldo ben sopra la norma.
In queste ore lo scenario meteorologico euro atlantico mediterraneo vede la presenza di una circolazione depressionaria di origine atlantica centrata tra la Francia e la Germania, circondata, per non dire isolata, da una fascia di aree con pressione più elevata, specie sull’Europa nord occidentale e sul nord Africa. Questo sistema depressionario interessa con nubi e precipitazioni soprattutto i settori alpini ed il nord Italia, mentre sulle regioni centrali al nuvolosità è meno organizzata e produce solo qualche locale, breve pioggia, infine, sulle regioni meridionali, la pressione resta sostanzialmente su valori elevati ed il cielo si presenta per lo più poco nuvoloso o temporaneamente nuvoloso per il transito di nuvolosità poco consistente. Nelle prossime ore il sistema depressionario centrato tra Francia e Germania scenderà un po’ di latitudine portando il suo nucleo di aria fredda presente in quota, a ridosso delle Alpi occidentali. Ciò causerà un ulteriore incremento dell’instabilità atmosferica sulle regioni settentrionali con molte nubi, piogge sparse e nevicate che, specie nella giornata di giovedì 4 maggio, scenderanno temporaneamente a quote comprese tra i 1200 ed i 1600 metri sulle Alpi, 1600 – 1800 metri sull’Appennino settentrionale. Sul centro Italia instabilità atmosferica in lieve aumento con nubi e qualche isolata, breve pioggia possibile soprattutto su Toscana, Umbria e Marche, ancora poche nubi sulle regioni meridionali. Venerdì 5 maggio il sistema depressionario, indebolito, si sposterà più ad oriente, favorendo un aumento della pressione atmosferica sul bacino centrale del mar Mediterraneo e quindi un generale miglioramento atmosferico sull’Italia con ritorno ad un cielo sereno o poco nuvoloso da nord a sud.
Image Sabato 6 maggio un nuovo sistema depressionario atlantico raggiungerà l’Italia attraverso la Francia causando un più deciso e generalizzato peggioramento atmosferico, posizionando il proprio minimo di pressione sabato 6 sopra la Corsica, domenica 7 sopra le regioni centrali e lunedì 8 maggio sopra il sud Italia, martedì 9 maggio sopra la Grecia ma in indebolimento. Avremo quindi molte nubi e piogge, spesso a carattere di rovescio o temporale, prima sulle regioni centro settentrionali poi, da domenica 7 maggio, anche al sud. Lunedì 8 maggio nubi e piogge, anche a carattere di rovescio o temporale, soprattutto sulle regioni settentrionali e tirreniche mentre martedì 9 maggio migliora definitivamente al centro nord con nubi e residue piogge concentrate al sud. Entro mercoledì 10 maggio, il sistema depressionario, notevolmente indebolito, si allontanerà definitivamente sull’Europa orientale e contemporaneamente sul bacino centrale del mar Mediterraneo si affermerà, rafforzandosi, un anticiclone che riporterà il cielo sereno o poco nuvoloso su tutta l’Italia, da nord a sud. Le temperature diminuiranno soprattutto tra domenica 7 e lunedì 8 maggio poi torneranno ad aumentare, specie da mercoledì 10 maggio. Venti deboli o moderati, inizialmente sud occidentali poi nord orientali.
Probabilmente l’anticiclone che da mercoledì 10 maggio si rafforzerà sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo riportando condizioni atmosferiche stabili e cielo sereno o poco nuvoloso sull’Italia, tenderà, durante la seconda metà della prossima settimana, ad acquisire chiare caratteristiche afro mediterranee con correnti calde meridionali sull’Italia attivate da una vasta area depressionaria centrata poco a nord ovest della Spagna. Il notevole soleggiamento e questo flusso di aria calda, tra venerdì 12 e domenica 14 maggio, potrebbero contribuire ad avere su gran parte del territorio italiano, specie sulle regioni centro meridionali, la prima seria ondata caldo dai connotati estivi della stagione. Attendiamo ulteriori dati per confermare queste ultime ipotesi.
 
Prossimi giorni con sole e clima mite, a Pasqua probabile aria fresca sull’Italia ma scarse piogge
venerdì 07 aprile 2017
Il mese di marzo si chiude con un bilancio pluviometrico negativo per gran parte d’Italia, specie sulle regioni centro settentrionali dove, tra l’altro, questo trend si protrae dagli ultimi mesi del 2016, per quanto riguarda invece l’andamento termico il terzo mese dell’anno è risultato sostanzialmente mite. Qualche nevicata fino a quote medio basse lungo l’Appennino ma in generale le giornate soleggiate e con temperature sopra le medie hanno chiaramente prevalso. Tal situazione persiste anche durante la prima decade di aprile con l’unica novità di qualche breve fase temporalesca termoconvettiva dovuta essenzialmente al transito di veloci impulsi di aria fredda in quota. Secondo le ultime proiezioni dei modelli meteo climatici a più lungo termine, fino agli ultimi giorni di aprile i cambiamenti saranno limitati, per ora non s’intravedono lunghi periodi piovosi in grado di controbilanciare l’ampio gap pluviometrico delle ultime settimane, potrebbe essere solo un po’ più fresco, naturalmente il tutto da inserire in ottica primaverile.
Nelle ultime ore la nostra penisola è stata marginalmente interessata da un ultimo ma più consistente impulso di aria fredda proveniente dal nord Europa e diretto sull’area dei Balcani, ciò ha prodotto l’attivazione di una debole o localmente moderata instabilità atmosferica con rovesci sparsi e locali temporali che hanno interessato soprattutto l’alto Triveneto ed il centro sud Italia. Ora l’intera circolazione a carattere freddo centrata sull’Ucraina tende a spostarsi più ad oriente mentre da occidente un anticiclone con massimi di pressione tra Inghilterra e Francia, tende ad espandersi sul bacino centrale del mar Mediterraneo. Sull’Italia quindi, stiamo assistendo ad un aumento della pressione atmosferica con conseguente deciso miglioramento atmosferico e ritorno ad un cielo sereno o poco nuvoloso da nord a sud. Lo stesso anticiclone, nel fine settimana, posizionerà i massimi di pressione sopra la Germania poi sopra la penisola balcanica irrobustendosi anche sopra l’Italia dove garantirà ancora, fino almeno a lunedì 10 aprile, cielo sereno o poco nuvoloso con temperature in aumento fin su valori superiori alle medie del periodo.
Anche lungo la dorsale appenninica il cielo si presenterà prevalentemente sereno o poco nuvoloso con solo qualche addensamento cumuliforme pomeridiano, non in grado comunque di produrre precipitazioni significative. Farà ancora fresco d notte ed al primo mattino, mentre durante le ore centrali del giorno il tepore primaverile si farà sentire. Venti deboli o temporaneamente moderati provenienti in prevalenza dai quadranti nord orientali.
Image Nella giornata di martedì 11 aprile poi, l’anticiclone si sposterà ancora più ad oriente tanto che i settori euro mediterranei centrali saranno l’obbiettivo di una circolazione depressionaria nord atlantica che, grazie anche sonda fornita dal fianco orientale all’anticiclone atlantico, piloterà un primo moderato fronte freddo nord atlantico fin sul bacino centrale del mar Mediterraneo. Gli effetti sull’Italia e lungo l’Appennino non sono ancora perfettamente inquadrabili ma sembra abbastanza probabile che tra il pomeriggio di martedì 11 e la mattinata di mercoledì 12 aprile avremo, da nord a sud, un passaggio di nubi e precipitazioni con temperature in calo tanto che potremo rivedere qualche nevicate fin sui 1500 – 1800 metri di quota. Le condizioni atmosferiche dovrebbero rapidamente migliorare già dal pomeriggio di mercoledì 12 al nord ed in serata al centro sud, giovedì 13 aprile probabile giornata soleggiata e mite con correnti fredde nord orientali rapidamente sostituite da più miti correnti occidentali.
Per il fine settimana di Pasqua c’è stata finora molta incertezza tra i modelli meteorologici, dettata dal fatto che si metteva in preventivo una nuova e più corposa discesa di aria fredda artica dal nord Europa, o meglio dal mar di Norvegia. Questa discesa di aria fredda veniva inizialmente inquadrata ad ovest del bacino centrale del mar Mediterraneo con formazione di un centro depressionario sopra i mari occidentali italiani e conseguentemente condizioni atmosferiche instabili o perturbate sulla nostra penisola. Poi, negli ultimi giorni, si è virato verso un’ipotesi ben diversa, molto più orientale, con aria fredda tutta sull’est Europa mentre sul bacino centrale del mar mediterraneo irrobustimento di un anticiclone a garantire sole e temperature nella norma sull’Italia. Nelle ultime ore invece, sta acquisendo maggior credito una terza via, la classica “via di mezzo”, con discesa di aria fredda verso l’Italia che protetta dalle Alpi risentirà solo di un lieve aumento dell’instabilità con qualche annuvolamento ma poche precipitazioni, concentrate soprattutto al sud. Le temperature invece, tra venerdì 14 e lunedì 16 aprile, potrebbero calare fin su valori inferiori alle medie del periodo tanto che non si esclude che possano esserci nevicate fin sui 1200 metri di quota sull’Appennino centro meridionale.
Qualcosa di più sostanzioso, in termini di precipitazioni, si potrebbe vedere tra martedì 18 e giovedì 20 aprile, specie se l’aria fredda presente sull’Europa centro orientale dovesse interagire sia con l’aria più mite presente sul bacino centrale del mar Mediterraneo che soprattutto con aria ben più umida atlantica proveniente dalla Spagna, ma di quest’ultima possibilità è il caso di riparlarne tra qualche giorno quando avremo maggiori dati a nostra disposizione.
 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 25 di 95
Abbiamo 4 visitatori online






| Home | Chi siamo | Editoriali | Meteo | Stazioni sciistiche | Webcam | Gallery | Sponsor |
© 2007 meteoappennino.it - powered by Umbriameteo snc, P. IVA 02824210542
Web design: danielefazzioli.com