Editoriali
In arrivo un primo assaggio di tepore primaverile ma da metà marzo ancora neve in Appennino
mercoledì 08 marzo 2017
Con il mese di marzo siamo entrati in uno dei periodi dell’anno con condizioni atmosferiche più variabili, una vivacità meteorologica dovuta al passaggio dalla stagione fredda alla primavera, spesso con un’evoluzione atmosferica caratterizzata da assaggi mitezza quasi estiva e rapide ricadute invernali. L’aria fredda infatti è ancora ben presente alle latitudini settentrionali, contemporaneamente l’aria alle medie latitudini è in fase di rapido riscaldamento per il deciso incremento delle ore con presenza di sole durante il giorno. Pensiamo solo che sul centro Italia, a metà marzo, la durata della notte scende sotto le 12 ore mentre a metà dicembre è intorno alle 15 ore, quindi dal clou della notte invernale abbiamo attualmente circa 3 ore di soleggiamento in più in giornate con cielo sereno o poco nuvoloso. Nei prossimi giorni questa estrema variabilità marzolina sarà piuttosto evidente, in sole 48/72 ore passeremo infatti da giornate nuvolose e piovose con neve fin sugli 800/1000 metri di quota, temperature spesso inferiori agli 6°C/8°C in alcuni dei principali centri cittadini appenninici e sensazione di freddo acuita da una vivace ventilazione, a giornate con sole, scarsa ventilazione e temperature che negli stessi centri cittadini sfioreranno i 16°/18°C.
Attualmente l’Italia è ancora interessata da una circolazione depressionaria di origine nord atlantica e seguita da aria fredda artica che, nelle ultime 48 ore, ha portato molte nubi, piogge, temporali e nevicate fin sui 600/800 metri di quota, localmente abbondanti sopra i 1300 metri di quota. Nelle prossime ore il centro depressionario si porterà nei pressi della Grecia mentre da ovest avanzerà sulle regioni alpine l’anticiclone atlantico. Il cielo tornerà quindi a presentarsi sereno o poco nuvoloso sul nord Italia, Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, migliora con rasserenamenti anche sulle Marche mentre su Abruzzo, Molise e sud Italia dovremo attendere il pomeriggio/sera per registrare un miglioramento atmosferico più significativo con tendenza cessazione delle precipitazioni, nubi in calo e schiarite. Sull’Appennino abruzzese e molisano continuerà a nevicare ancora per qualche ora sopra gli 800-1000 metri di quota, sull’Appennino meridionale oltre i 1200 – 1400 metri di quota. Giovedì 9 marzo correnti sostanzialmente asciutte settentrionali con cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte d’Italia, transito di banchi di nubi stratificate sul Triveneto e sulle Alpi. Tra venerdì 10 e sabato 11 marzo correnti ancora settentrionali con curvatura anticiclonica garantiranno cielo sereno o poco nuvoloso su tutta l’Italia. Temperature in deciso aumento soprattutto giovedì 9 marzo poi in lento calo. Venti settentrionali, deboli o moderati al nord, moderati o forti al sud , ovunque in attenuazione.
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Nella giornata di domenica 12 marzo però, l’anticiclone presente sopra i settori euro mediterranei ei centro occidentali tenderà a retrocedere verso ovest portandosi in aperto oceano Atlantico, aprendo la strada verso l’Italia ad un impulso perturbato freddo nord atlantico che attraverso la Francia raggiungerà l’alto mar Tirreno dove favorirà l’approfondimento di un nuovo centro depressionario. Quest’ultimo si muoverà, lunedì 13 marzo, verso la Sardegna poi, martedì 14 marzo, verso oriente, raggiungendo il basso mar Adriatico dove insisterà in loco per l’intera giornata di mercoledì 15 marzo. Durante questo tragitto produrrà molte nubi e precipitazioni che interesseranno soprattutto il centro sud, inoltre richiamerà a se a ria fredda proveniente dall’Europa orientale con quota neve che scenderà lungo l’Appennino fin sui 1000 – 1300 metri.
Un parziale, temporaneo miglioramento atmosferico, soprattutto sull’Italia centro settentrionale, è probabile nella giornata di giovedì 16 marzo, in attesa dell’arrivo sulla nostra penisola di una seconda e forse più intensa perturbazione nord atlantica a carattere freddo che, lungo l’Appennino, potrebbe prolungare la fase con condizioni atmosferiche instabili o perturbate fino a domenica 19 marzo. Soprattutto sopra i 1300/1500 metri di quota potremo quindi avere accumuli nevosi abbondanti, tra lunedì 13 e sabato 18 marzo, specie sui versanti adriatici, ciò permetterebbe un prolungamento della stagione sciistica appenninica fino a fine marzo, in particolare se venisse confermata una possibile fase anticiclonica a partire da lunedì 20 marzo fino a gran parte dell’ultima decade del mese in corso.
 
Fino a meta' febbraio temperature nelle medie ed alcune perturbazioni, ancora neve in Appennino
lunedì 06 febbraio 2017
L’inverno 2016/2017 ha superato la metà della propria durata, sia per quanto riguarda la statistica meteorologica che in ambito astronomico, ed in ottica appenninica possiamo finora classificare la stagione come sostanzialmente fredda e nevosa. Naturalmente non abbiamo avuto 45/60 giorni con le nostre montagne costantemente innevate e con temperature sotto gli 0°C, ma certamente, grazie ad un manto nevoso in qualche caso più che abbondante ed a temperature mai eccessivamente calde, neanche durante la pause con correnti atlantiche o mediterranee, l’innevamento sopra i 1400 metri di quota, dopo essere stato presente praticamente per l’intero mese di gennaio lo sarà anche per gran parte di febbraio. In generale ed anche in prospettiva, un Vortice Polare così debilitato com’è ora, per nulla quindi paragonabile alle condizioni di notevole attività dell’inverno 2015/2106, tende a favorire le irruzioni di aria fredda artica verso le medie latitudine, però mentre nelle ultime settimane il Vortice Polare ha mantenuto un asse tutto sommato favorevole alle discese di aria fredda verso l’Europa orientale ed in seconda battuta verso i settori euro mediterranei centrali, nei prossimi giorni, probabilmente almeno fino alla fine della seconda decade del mese, il dislocamento della masse d’aria artica favorirà irruzioni di aria fredda sui settori asiatici e nord americani orientali, con interessamento più limitato dell’Europa orientale e forse del nord Europa. L’Italia, nella migliore delle ipotesi, sarà interessata solo da qualche debole refolo di aria fredda proveniente dalla penisola Balcanica. Solo durante l’ultima decade di febbraio il Vortice Polare potrebbe tornare a dislocarsi in maniera più favorevole ad irruzione di aria fredda più direttamente indirizzate verso il bacino centrale del mar Mediterraneo, ma per ora resta solo un’ipotesi.
Tornando alla situazione attuale, sullo scenario meteorologico euro atlantico mediterraneo si riscontra la presenza di una robusta area anticiclonica sulla Scandinavia che divide un’ampia circolazione depressionaria nord atlantica che interessa l’Europa centro occidentale ed un’area depressionaria a carattere freddo stazionante sulla Russia e che interessa l’Europa orientale. Sull’Italia è in azione una terza area depressionaria, un vortice approfonditosi nelle ultime ore sopra il medio alto mar Tirreno ed alimentato soprattutto da aria umida atlantica ma anche da aria più mite mediterranea refoli di aria fredda provenienti dall’Europa nord orientale. Sulla nostra penisola quindi sono presenti molte nubi con precipitazioni frequenti, più intense al centro nord e sulla Sardegna, con nevicate fin sugli 800 - 1000 metri di quota sulle Alpi, oltre i 1300 – 1500 metri di quota in Appennino.
Image Nelle prossime ore il centro depressionario dal medio mar Tirreno si sposterà abbastanza rapidamente verso sud est, indebolendosi, fino a raggiungere il mar Ionio nella giornata di domani martedì 7 febbraio, mentre mercoledì 8 febbraio un nuovo impulso perturbato nord atlantico proveniente dall’Inghilterra si getterà sul bacino centro occidentale del mar mediterraneo favorendo l’approfondimento di un nuovo centro depressionario sopra la Sardegna. Quest’ultimo, nella giornata di giovedì 9 febbraio, si porterà sul canale di Sicilia, poi venerdì 10 febbraio sopra il mar Ionio indebolendosi notevolmente. Sull’Italia quindi, assisteremo ad un temporaneo, generale miglioramento atmosferico nella giornata di domani martedì 7 febbraio con cessazione delle precipitazioni, nubi in calo e rasserenamenti prima al nord, Sardegna e centro tirrenico, poi al sud ed infine sul centro adriatico. Mercoledì 8 febbraio nuovo peggioramento atmosferico ad iniziare dal nord ovest ed in estensione entro la serata a gran parte del nord, alla Sardegna ed al centro Italia, mentre al sud inizialmente sereno o poche nubi con nuvolosità in aumento solo dal pomeriggio/sera. Sono attese nevicate fin sul fondovalle al nord ovest, oltre i 1000 – 1200 metri di quota al centro. Giovedì 9 febbraio nubi e precipitazioni si concentreranno su Emilia Romagna e centro sud Italia mentre migliorerà parzialmente al nord, tra venerdì 10 e sabato 11 febbraio ulteriore miglioramento al nord, ancora molte nubi con precipitazioni sparse al centro sud, nevose a quote medie, generalmente tra i 1300 – 1500 metri di quota.
In particolare per l’Appennino sono attese nevicate frequenti e localmente abbondanti, specie sui settori centro settentrionali e soprattutto sui versanti adriatici. Le giornate con maggiore presenza di sole, in generale, saranno quelle di martedì 7 e mercoledì 8 febbraio, le giornate invece con più nubi e maggiori precipitazioni saranno quella odierna e giovedì 9 febbraio, localmente anche sabato 11 febbraio. Temperature in calo nelle prossime ore, in lieve aumento tra giovedì 9 e venerdì 10 febbraio sui settori centro meridionali della dorsale, poi in lieve calo nel fine settimana. Venti inizialmente occidentali o settentrionali ina attenuazione, poi orientali in intensificazione.
Tra domenica 12 e lunedì 13 febbraio un nuovo ampio ed intenso sistema depressionario, centrato nei pressi del canale di Gibilterra, tenderà a muoversi verso oriente e ad interessare l’Italia. Il nuovo sistema depressionario comunque, muovendosi verso la Sardegna, s’indebolirà rapidamente, le correnti che interesseranno la nostra penisola saranno mediamente orientali ed oltre a determinare un nuovo generale aumento della nuvolosità al nord con qualche precipitazioni, favorirà un ulteriore lieve afflusso di aria fredda proveniente dalla penisola Balcanica con temperature che si manterranno in linea o poco inferiori alle medie del periodo.
 
Inizio 2017 con tanta neve per l’Appennino, ancora freddo e nevicate fino almeno al 22 gennaio
domenica 15 gennaio 2017
Dopo un autunno caratterizzato dalla anomala debolezza del Vortice Polare quest’ultimo è andato improvvisamente rafforzandosi durante le prime due decadi di dicembre smorzando in pochi giorni le ottimistiche previsioni di un inverno potenzialmente freddo e nevoso fin dalle primissime settimane. Tutto poi è di nuovo precipitosamente cambiato tra fine dicembre ed inizio gennaio quando il Vortice Polare ha iniziato a subire una serie di attacchi “caldi”, dei flussi di calore provenienti generalmente provenienti dalle medie latitudini che ne hanno minato la compattezza aumentandone in maniera significativa le ondulazioni planetarie e quindi i corposi scambi di masse d’aria tra latitudini artiche e medie latitudini. Le corpose discese di aria fredda, grazie anche alla disposizione dello stesso Vortice Polare, hanno preferito fin da subito l’area europea rispetto a quella nord americana tant’è che tra Capodanno e l’Epifania un primo corposo ed intenso flusso di correnti fredde provenienti dall’artico russo scandinavo hanno riportato l’inverno, quello rigido, su gran parte del nostro continente fin sul bacino del mar Mediterraneo. Ricordiamo infatti le abbondantissime nevicate sulla Puglia ma anche sulla Sicilia, fin sul lungomare. La debolezza del Vortice continua tuttora e come abbiamo avuto la possibilità di constatare i flussi di aria fredda insistono anche sull’Italia, in particolare al centro sud, mentre il nord risulta più riparato dall’arco alpino in fasi con correnti settentrionali.
Proprio in queste ore stiamo assistendo all’inizio di una nuova fase fredda per l’Italia, dopo quella dell’Epifania, stavolta con prospettive maggiormente nevose anche per l’Appennino settentrionale, specie per i versanti adriatici, finora praticamente escluso. Una prima veloce perturbazione nordatlantica tra giovedì 12 e venerdì 13 gennaio ha interessato l’Italia con piogge e nevicate in Appennino, da nord a sud, fino a quote basse sui settori centro settentrionali. La perturbazione poi, nella giornata di sabato 14 gennaio, si è rapidamente allontanata ad oriente favorendo un generale, temporaneo miglioramento atmosferico, con ritorno ad un cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte del territorio italiano a partire dalle regioni settentrionali e centrali tirreniche. Ora è atteso un secondo e più intenso peggioramento atmosferico prodotto da un fronte freddo nord atlantico in discesa sul bacino centrale del mar Mediterraneo attraverso la Francia. L’aria fredda al seguito del fronte ha infatti favorito la formazione e l’approfondimento, sul medio mar Tirreno, di un nuovo centro depressionario. Tale sistema depressionario, con minimo di pressione in movimento tra Sardegna, Campania e Sicilia settentrionale, sarà alimentato da aria mite umida mediterranea ed aria fredda di origine artica. Sull’Italia centro meridionale quindi, avremo per più giorni nubi e precipitazioni, più frequenti ed intense su Emilia Romagna, regioni centrali adriatiche e regioni meridionali, nevose fino a quote medio basse lungo l’Appennino.
Image Scendendo ancor più nelle specifico, per quanto riguarda l’Appennino, tra la tarda mattinata di domani domenica 15 e domenica 22 gennaio, avremo frequenti precipitazioni, più intense ed abbondanti sulel regioni adriatiche. In particolare avremo accumuli anche superiori ad 1,5/2 metri oltre i 1200 metri di quota sull’Appennino umbro marchigiano, abruzzese e molisano, che in alcuni casi si aggiungeranno ad un manto nevoso già abbondante, specie tra Abruzzo e Molise. Sull’Appennino settentrionale gli accumuli saranno praticamente nulli sui settori liguri, pochi centimetri sui settori toscani nord occidentali, poche decine di centimetri sui settori emiliani e Toscani orientali mentre si potranno superare i 50 centimetri sui settori romagnoli. Abbondanti le precipitazioni anche sull’Appennino meridionale, anche oltre i 100 centimetri sopra i 1500 metri di quota, qui però la quota neve tenderà lentamente ad aumentare portandosi dagli iniziali 400/600 metri ad oltre 1400 metri durante il prossimo fine settimana.
Probabilmente un’attenuazione se non una totale cessazione delle precipitazioni, è attesa non prima del 26 gennaio con l’ultima parte del mese che potrebbe segnare anche un rialzo delle temperature fin sopra le medie del periodo, è però altrettanto probabile che con un Vortice Polare ulteriormente indebolito da febbraio tornino le irruzioni di aria artica con altre nevicate fino a quote basse e prolungate fasi fredde.
 
Natale e Capodanno senza neve su gran parte dell’Appennino, qualche possibilità per l’Epifania
venerdì 23 dicembre 2016
La stagione autunnale è stata caratterizzata dalla debolezza del Vortice Polare che ha condizionato soprattutto i mesi di ottobre e novembre, abbastanza dinamici sia come temperature ma soprattutto come episodi precipitativi. Le ipotesi per l’inizio inverno da noi formulate nel mese di novembre si basavano, erroneamente, sul protrarsi di tale situazione, nettamente diversa rispetto a quanto avuto durante la stagione autunnale del 2015. Ci attendevamo un dicembre abbastanza dinamico, non proprio freddo ed instabile, ma con buone probabilità di avere alcuni impulsi perturbati, anche a carattere freddo, in grado di mantenere le medie termiche e pluviometriche prossime alla norma. Tutto ciò è andato perdendosi a causa di un rapido raffreddamento e ricompattamento del Vortice Polare con notevole diminuzione delle oscillazioni della corrente a getto e conseguente riduzione delle discese di aria fredda artica verso le medie latitudini a favore di una sempre maggiore invadenza degli anticicloni sui settori euro mediterranei. Anche quelle due o tre irruzioni di aria fredda artica che hanno interessato il continente europeo, proprio grazie ad una prevalente circolazione anticiclonica sui settori euro mediterranei centro occidentali, hanno finito per interessare direttamente l’Europa orientale e solo piuttosto marginalmente l’Italia. Tutto ciò si è tradotto nella quasi totale assenza di precipitazioni e di neve al suolo sulle Alpi orientali e lungo l’Appennino, solo i settori alpini centrali e soprattutto occidentali sono ben innevati, grazie ad un episodio nevoso abbastanza intenso ad inizio mese e qualche altra nevicata negli ultimi giorni con correnti sud orientali “orograficamente” favorevoli.
Tale situazione è destinata a protrarsi ancora per alcuni giorni, probabilmente fino ad inizio gennaio 2017, il Vortice Polare infatti resta in fase di raffreddamento e si presenta piuttosto compatto. Quindi se si escludono circolazioni depressionarie secondaria a carattere freddo con correnti orientali provenienti direttamente dalla steppe russe, molto improbabili, o contenute ondulazioni nord atlantiche in grado di condurre brevi impulsi freddi da nord/nord ovest verso l’Italia, ben più probabili, sul bacino centrale del mar Mediterraneo avremo ancora una circolazione atmosferica prevalentemente anticiclonica con sole, nebbie e gelate, per il resto poche nubi e scarsissime precipitazioni concentrate per lo più sul centro sud adriatico.
Image Scendendo ancor più nelle specifico, questo è quanto previsto attualmente per i prossimi giorni. Nelle prossime ore assisteremo ad un’espansione dell’anticiclone atlantico sui settori euro mediterranei centro occidentali mentre la grande circolazione depressionaria semipermanente nord atlantica interesserà l’Europa settentrionale. Sull’Italia quindi, fino alla giornata di Natale, la pressione atmosferica in aumento garantirà condizioni atmosferiche stabili con cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso, nebbie e gelate notturne nelle valli ed aree pianeggianti soprattutto del centro nord. Temperature minime in calo e massime in lieve aumento, venti deboli o temporaneamente moderati provenienti in prevalenza dai quadranti nord orientali. Lunedì 26 dicembre, l’avvicinamento all’arco alpino di un fronte freddo nord atlantico, causerà la temporanea attivazione di correnti sud occidentali di richiamo, miti ed umide, che come primo effetto avranno quello di produrre banchi di nubi basse sulle regioni tirreniche centro settentrionali ed un più generale aumento delle nebbie. Martedì 27 dicembre il fronte freddo raggiungerà l’Italia causando una rotazione delle correnti da sud ovest a nord est con afflusso di aria fredda di origine artica, si formeranno nubi soprattutto lungo l’Appennino e sulle regioni adriatiche con qualche locale, breve precipitazioni, nevose fino a quote medio basse. Temperature in calo e venti nord orientali in intensificazione. Mercoledì 28 dicembre ulteriore afflusso di aria fredda ma più asciutta con ampi rasserenamenti da nord verso sud, temperature in ulteriore calo e venti di tramontana in intensificazione.
Successivamente, ancora alta pressione con correnti da nord est in attenuazione tra il 29 ed il 30 dicembre tanto che torneranno gelate e nebbie nelle valli del centro nord. L’anticiclone sopra l’Italia probabilmente toccherà la sua massima forza nella giornata di sabato 31 dicembre con nebbie anche persistenti nelle valli fino a domenica 1° gennaio 2017, temperature in aumento in collina e montagna, in calo nei fondovalle, scarsa ventilazione nord orientale.
Qualcosa potrebbe cambiare ad inizio gennaio, prima dell’Epifania, con correnti fredde settentrionali che potrebbero investire più direttamente il bacino centrale del mar Mediterraneo dando luogo alla formazione sopra l’Italia di un sistema depressionario con inizio di una fase fredda invernale più seria e buone precipitazioni, ma per ora restiamo nel campo delle ipotesi, ne riparleremo nei prossimi giorni.
 
Seconda metà di dicembre con probabile neve in Appennino, localmente anche abbondante
mercoledì 14 dicembre 2016
Prima metà di dicembre trascorsa, per l’Appennino, tra alta pressione ed occasioni mancate. Nel precedente editoriale abbiamo descritto la debolezza del Vortice Polare tra fine autunno ed inizio inverno come garanzia di ampie ondulazioni della corrente a getto con conseguenti corpose discese di aria fredda dalla latitudine artiche alle medie latitudini. Tutto ciò è stato finora confermato nei fatti, purtroppo però per gli amanti del freddo invernale e della neve sull’Italia, tali discese di aria fredda sono tutte finite per interessare direttamente l’Europa orientale, con molto freddo e neve ad est del mar Adriatico, mentre sull’Italia solo debolissime correnti orientali relativamente fredde, con calo termico contenuto e scarsissime precipitazioni. Nei prossimi giorni tale trend dovrebbe mutare, con un’alta pressione meno invadente sull’Italia e correnti decisamente più instabili sulle regioni centrali adriatiche, lungo l’Appennino e soprattutto al sud.
Attualmente un anticiclone si estende dal bacino centrale del mar Mediterraneo fino alla Norvegia meridionale, più ad est ona vasta circolazione depressionaria a carattere freddo alimentata da correnti artiche mentre più ad ovest, sopra la penisola iberica, è presente una perturbazione di origine atlantica. Ciò garantisce sull’Italia condizioni atmosferiche prevalentemente stabili con una certa nuvolosità presente al centro nord tirrenico e sulla Sardegna, nubi un po’ più compatte sulla Sicilia ma senza precipitazioni significative. Nelle prossime 24/36 ore le circolazione atmosferica su gran parte d’Italia resterà invariata, mentre le isole maggiori inizieranno ad essere interessate da una nuvolosità più consistente, con qualche pioggia, prodotta da un’area depressionaria in formazione sul bacino occidentale del mar Mediterraneo con il contributo della perturbazione nord atlantica attualmente sopra la penisola iberica ed una piccola circolazione depressionaria stazionante sull’entroterra algerino.
Nel fine settimana il sistema depressionario formatosi sopra il bacino occidentale del mar Mediterraneo si posizionerà sopra Algeria e Tunisia interessando più direttamente Sardegna e Sicilia prima poi anche la Calabria, con molte nubi e piogge anche abbondanti sui versanti orientali delle isole maggiori ed i versanti ionici della Calabria. Sul resto d’Italia, con la presenza comunque di una circolazione anticiclonica, si attiveranno correnti orientali che richiameranno verso la nostra penisola correnti moderatamente fredde dalla penisola balcanica con formazione di nubi e locali precipitazioni sulle regioni adriatiche, in Appennino e temporaneamente sui versanti orientali della Alpi occidentali. La neve cadrà a quote variabili tra i 1000 ed i 1500 metri di quota sia sulle Alpi che in Appennino, nevicate deboli su Alpi ed Appennino centro settentrionale, poco più consistenti sull’Appennino meridionale.
Image Durante la prima metà della prossima settimana, anche se qui entriamo un po’ più nel campo delle ipotesi probabili, quindi con minori certezze, una nuova corposa discesa di aria fredda, proveniente dall’Artico russo, dovrebbe interessare l’Europa orientale, tale flusso di aria fredda sembra poter essere “agganciato” dal sistema depressionario stazionante tra Tunisia ed Algeria che a quel punte potrebbe risalire rapidamente verso nord est intensificandosi notevolmente e posizionando il proprio centro sopra l’Italia nella giornata di martedì 20 dicembre con conseguente deciso peggioramento atmosferico soprattutto al sud e centro adriatico. L’ulteriore afflusso di aria fredda verso l’Italia potrebbe favorire nevicate a quote basse ma deboli/moderate sull’Appennino tosco romagnolo, a quote medio basse sull’Appennino centrale, anche abbondanti sui versanti adriatici, ancora abbondanti ma oltre i 1300 metri di quota sull’Appennino meridionale.
Nei giorni che precedono il Natale è poi atteso un generale miglioramento atmosferico a partire dal centro nord Italia ed accompagnato da un rialzo termico, ancor più incerta invece la tendenza per i giorni subito a ridosso del Natale, attualmente non sembra possano esserci particolari scossoni termici o perturbazioni particolarmente intense ma preferiamo tornare a parlare del Natale e dell’ultima settimana dell’anno nei nostri prossimi aggiornamenti.
 
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