Editoriali
La primavera inizia con freddo e nevicate abbondanti in Appennino
mercoledì 14 marzo 2018
Negli ultimi articoli abbiamo più volte parlato di quanto accaduto in stratosfera durante le prime due decadi di febbraio e delle successive, dirette ripercussioni di questi eventi anche in troposfera nell’ultima decade dello stesso mese. Abbiamo allo stesso tempo sottolineato come tutto ciò sta condizionando pesantemente la parte finale dell’inverno e probabilmente condizionerà anche gran parte della stagione primaverile. I due consecutivi, intensi stratwarming, con split del Vortice Polare, hanno infatti prodotto una sostanziale modifica della posizione delle aree di maggior concentrazione dell’aria fredda polare e dei nuclei di vorticità dello stesso Vortice Polare. Come primaria conseguenza, questa nuova disposizione del Vortice Polare nel nostro emisfero, agevola e probabilmente agevolerà ancora per molto tempo, anche se non in maniera continuativa, la formazione di una robusta ed ampia circolazione anticiclonica a latitudini polari e sub polari nord atlantiche, tra Canada orientale e Scandinavia. Da ciò ne deriva anche il transito di aree depressionarie alle medie latitudini, spesso alimentate da aria fredda in discesa sul fianco orientale e meridionale delle aree anticicloniche prima descritte, quindi sull’Europa centro orientale con successiva retrogressione fin sull’Inghilterra e la Francia. Anche le frequenti piogge sull’Italia della prima decina di giorni del mese di marzo non sono altro che la conseguenza di questo schema circolatorio. L’aria gelida artico siberiana discesa fin nel cuore dell’Europa a fine febbraio, dopo aver interessato in parte anche l’Italia, muovendosi verso occidente, è andata ad intensificare una vasta area depressionaria atlantica stazionante poco ad ovest delle coste occidentali europee. Quest’area di bassa pressione poi, a più riprese, senza nessun ostacolo, ha inviato una serie di perturbazioni verso il bacino centrale del Mar Mediterraneo con precipitazioni abbondanti anche sul territorio italiano. Questo tipo di circolazione atmosferica, con circolazione prevalentemente anticiclonica dalla costa orientale del Nord America fino alla Scandinavia, ed aree di bassa pressione alle medie latitudini atlantiche fin sui settori euro mediterranei, probabilmente persisterà per l’intero mese di marzo attenuandosi progressivamente nel mese di aprile ed ancor più in maggio, ciò andrebbe d’accordo con le proiezioni climatiche attuali che ipotizzano un trimestre primaverile abbastanza piovoso.
Image Attualmente un vasto ed intenso sistema di bassa pressione, centrato poco ad ovest dell’Irlanda, tende ad intensificarsi ed a produrre una rotazione del proprio asse che si dispone temporaneamente lungo i meridiani. Ciò determinerà un altrettanto temporaneo aumento della pressione atmosferica sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo con una conseguente significativa attenuazione dell’instabilità atmosferica sull’Italia dove comunque, nelle prossime ore, persisteranno correnti umide e relativamente miti meridionali in grado di produrre locali addensamenti ed isolate piogge a ridosso dei rilievi montuosi prealpini ed appenninici. Giovedì 15 marzo l’intenso ed esteso sistema depressionario atlantico ruoterà ulteriormente in senso antiorario il proprio asse, espandendosi verso sud est e quindi pilotando verso l’Italia una nuova perturbazione con conseguente nuovo generale peggioramento atmosferico a partire dalle regioni settentrionali e centrali tirreniche. La perturbazione sarà accompagnata da un’intensificazione delle correnti miti ed umide meridionali con neve a quote medie sulle Alpi ed a quote alte in Appennino. Venerdì 16 marzo temporanea attenuazione dell’instabilità atmosferica che rimarrà comunque presente soprattutto sulle regioni tirreniche, quota neve in lieve calo al centro nord. Sabato 17 marzo formazione di un centro depressionario tra la penisola italiana e la penisola balcanica, questo si approfondirà grazie al contributo di aria fredda in discesa dall’artico russo nord occidentale e dalla Finlandia fin sull’Europa centro orientale, con conseguente nuovo generale, intenso peggioramento delle condizioni atmosferiche sull’Italia. Sabato 17 marzo precipitazioni abbondanti al nord ovest, centro Italia e sud tirrenico, meno frequenti sul reto d’Italia, domenica generale attenuazione delle precipitazioni ma ancora instabilità atmosferica debole o moderata da nord a sud. Temperature e quota neve in generale calo nel fine settimana, già da sabato 17 maro fino a quote basse al nord, a quote medio basse al centro, a quote medie al sud. Durante la prima metà della prossima settimana, molto probabilmente, l’Italia sarà più direttamente interessata dall’aria fredda in discesa dal nord Europa, le regioni italiane diverranno il crocevia di masse d’aria dalle caratteristiche molto differenti con conseguente circolazione depressionaria e frequenti precipitazioni, nevose in Appennino fino a quote basse, fino a fondovalle sui settori settentrionali e localmente centrali, a quote collinari sul resto dell’Appennino centrale e su gran parte di quello meridionale. Durante la seconda metà della prossima settimana invece, molto probabilmente il centri depressionari sis sposteranno più ad oriente, l’Italia sarà ancora investita da correnti fredde nord orientali con precipitazioni che tenderanno a concentrarsi sui settori adriatici e sulle regioni meridionali.
Concludiamo il nostro articolo ipotizzando una risalita delle temperature intorno al 25 di marzo anche se attualmente non pensiamo si possa passare rapidamente a temperature stabilmente su valori miti primaverili, anzi potremo avere ulteriori ricadute invernali e, come abbiamo sottolineato in precedenza, altre fasi con frequenti ed abbondanti precipitazioni.
 
Nevicate abbondanti in Appennino durante la seconda decade di gennaio
martedì 09 gennaio 2018
Durante i primi 8-10 giorni del 2018 sull’Italia sono tornate le correnti calde meridionali, prima da sud/sud ovest, poi da sud sud/sud est, uno scirocco che con sole o pioggia in qualche caso fino a quote elevate, ha messo a dura prova il manto nevoso accumulatosi durante un dicembre 2017 nella norma termica e con buone precipitazioni nevose, più abbondanti sull’Appenino settentrionale e parte di quello centrale, meno cospicue sui settori umbro marchigiani e sull’Appennino meridionale. Ora però la circolazione atmosferica sullo scenario meteorologico euro atlantico mediterraneo sta nuovamente mutando tanto che sull’Italia tenderanno a prevalere correnti più fresche occidentali od a tratti orientali con frequenti occasioni per precipitazioni nevose fino a quote medie, tra alta collina e montagna.
Nelle ultime ore un sistema depressionario proveniente dalla Spagna, seppur indebolito, ha raggiunto l’Italia, portando molte nubi e precipitazioni, oltre che ancora sulle regioni alpine, anche al centro. A breve poi, il centro dell’area di bassa pressione si posizionerà sopra il sud Italia portando nubi e piogge anche sulle regioni meridionali. La neve per ora sta cadendo fin sui 1200/1400 metri di quota solo sulle Alpi occidentali, mentre sulle Alpi centro orientali ed in Appennino a quote variabili tra i 1400 ed i 1800 metri. Domani mercoledì 10 gennaio il centro depressionario si porterà sopra il mar Ionio favorendo un generale, temporaneo miglioramento atmosferico prima al centro nord poi, nel pomeriggio, anche al sud. In serata comunque, sopraggiungerà una nuova perturbazione nord atlantica con peggioramento atmosferico ad iniziare dalle regioni nord occidentali e Toscana dove assisteremo ad un aumento delle nubi con prime precipitazioni. Giovedì 11 gennaio ritroveremo il nuovo centro depressionario sopra il medio mar Tirreno con nubi e precipitazioni su gran parte del territorio italiano, solo su Alpi, Prealpi e parte dei settori padani non avremo precipitazioni significative. Il maggiore afflusso di aria fresca riporterà la neve a quote più basse anche in Appennino, fin sugli 800/1000 metri sui settori settentrionali, 1000/1300 metri di quota sui settori centrali e 1300/1500 metri su quelli meridionali. Venerdì 12 gennaio il centro depressionario si posizionerà tra sud Italia e mar Ionio con correnti che tenderanno a provenire da oriente su gran part d’Italia, nubi e precipitazioni si concentreranno progressivamente sulle regioni centrali adriatiche ed al sud attenuandosi, quota neve pressoché stazionaria. Sabato 13 gennaio sistema depressionario in allontanamento sulla Grecia e pressione atmosferica in moderato, temporaneo aumento sull’Italia tanto da garantire una giornata prevalentemente soleggiata su gran parte del territorio italiano, qualche nube in più sulle regioni adriatiche e, tra il pomeriggio e la serata, nubi in aumento sulle regioni nord occidentali. Temperature minime in calo e massime in aumento, venti deboli o moderati orientali.
Image In Appennino quindi, tra giovedì 11 e venerdì 12 gennaio, potremo misurare accumuli di neve fresca anche di alcune decine di centimetri sopra i 1000/1200 metri sull’Appennino settentrionale, 1200/1400 metri sull’Appennino centrale e 1400/1600 metri sull’Appennino meridionale, specie sui versanti padani ed adriatici, sabato 13 gennaio, nonostante il sole, zero termico che stazionerà tra i 1100 metri di alcuni settori dell’Appennino settentrionale fino ai 1600 metri dell’Appennino meridionale.
Domenica 14 e martedì 16 gennaio altre due perturbazioni provenienti dall’oceano nord atlantico raggiungeranno il bacino centrale del mar Mediterraneo attraverso la Francia portando ancora molte nubi e frequenti precipitazioni lungo l’intera dorsale appenninica, a quote ancora comprese tra i 1000 ed i 1500 metri da nord a sud, localmente anche più in basso sui settori padani. Ulteriori impulsi di aria fredda provenienti dai settori euro atlantici settentrionali potrebbero poi raggiungere l’Italia tra mercoledì 17 e sabato 20 gennaio con temperature e quota neve in ulteriore, lieve calo ma di questa possibilità parleremo nei nostri prossimi bollettini ed aggiornamenti.
 
Neve appenninica in notevole sofferenza ma a breve torneranno neve e freddo
venerdì 15 dicembre 2017
Le nevicate, localmente abbondanti, tra fine novembre ed inizio dicembre, hanno permesso l’apertura anticipata di alcuni impianti sciistici di località montane dell’Appennino centro settentrionale. Tutto quindi stava procedendo bene in ottica turismo invernale, con la dorsale appenninica ben imbiancata e spolverate fino a quote basse a testimoniare valori termici piuttosto bassi, poi, però, dopo il ponte dell’Immacolata, le fredde correnti settentrionali sono state prepotentemente sostituite da correnti miti ed umide meridionali che hanno praticamente vanificato tutti gli sforzi fatti finora, fondendo la quasi totalità del manto nevoso, specie sui settori centrali. Per quanto ci riguarda comunque, non è svanito il moderato ottimismo consolidatosi nelle ultime settimane, consapevoli che come impostazione delle principali variabili climatiche, quest’inverno 2017/2018 sarà sicuramente diverso rispetto agli ultimi.
Responsabile del ritorno di temperature decisamente più miti rispetto al fine settimana dell’Immacolata, è una vasta ed intensa area depressionaria nord atlantica, centrata Tra Inghilterra e Scandinavia, che tuttora interessa gran parte del continente europeo e dei settori mediterranei centro occidentali con nubi e frequenti precipitazioni, nevose sui rilievi montuosi alpini e sulle regioni europee centro settentrionali. L’Italia è quindi investita da un flusso di correnti miti ed umide sud occidentali, instabili o perturbate, soprattutto sui settori tirrenici. Tali correnti hanno determinato una risalita della quota delle nevicate anche sopra i 2000 metri con fusione del manto nevoso a quote inferiori.
Nelle ultime ore il centro di bassa pressione della vasta area depressionaria nord atlantica si è spostato dall’Inghilterra sopra la Scandinavia, contemporaneamente quindi, anche tutto il sistema di bassa pressione si è mosso verso est. Il primo effetto di queste dinamiche è che le correnti presenti sui settori centro occidentali del nostro continente si sono orientate da nord favorendo l’afflusso di aria fredda artica nord atlantica fin sulle regioni alpine. Inoltre, l’arrivo sulla nostra penisola di un nuovo consistente impulso perturbato nord atlantico, seguito dall’aria fredda prima menzionata, ha favorito la formazione di un nuovo centro depressionario secondario sopra la pianura Padana. In queste ore quindi, sono presenti molte nubi e precipitazioni su gran parte del territorio italiano, localmente intense ed abbondanti sul centro sud tirrenico e Sardegna, più localizzate sulle regioni tirreniche settentrionali, Triveneto, Emilia e centro sud adriatico, poche nubi al nord ovest. Sabato 16 dicembre il centro di bassa pressione italico si sposterà verso sud, portandosi prima sopra le regioni centrali ed in serata sopra il Gargano, migliora in maniera decisa sulle regioni alpine e successivamente sulla Sardegna, ancora molte nubi con precipitazioni sparse sull’Appennino settentrionale ed al centro sud con neve in calo fino a quote collinari. Domenica 17 dicembre centro di bassa pressione in spostamento sopra la Grecia, sull’Italia si attiveranno correnti fredde nord orientali con pressione atmosferica in temporaneo aumento e miglioramento atmosferico in estensione dal nord Italia e Sardegna al centro tirrenico e successivamente, dalla sera, al centro adriatico e sud. Temperature in ulteriore calo al sud e centro adriatico, in lieve aumento al nord e centro tirrenico, soprattutto per il maggior soleggiamento.
Image In Appennino precipitazioni frequenti, più intense sui settori tirrenici, ancora per qualche ora, inoltre già in queste ore assisteremo ad un progressivo calo della quota delle nevicate, in serata fin sui 900/1000 metri sui settori settentrionali, 1000/1300 metri sull’Appennino centrale, oltre 1600 metri di quota sull’Appennino meridionale. Domani sabato 16 dicembre ancora moderata instabilità atmosferica lungo l’intera dorsale appenninica con presenza di molte nubi e precipitazioni sparse, nevose fino a quote collinari sui settori settentrionali dove comunque assisteremo ad un miglioramento nel pomeriggio, sui settori centrali quota neve iniziale intorno agli 800 /1000 metri ma in calo fin sui 500/700 metri entro il tardo pomeriggio, sull’Appennino meridionale quota neve al mattino intorno ai 1100/1400 metri ma in progressivo calo fin sui 900/1200 metri tra il pomeriggio e la serata. Domenica 17 dicembre nubi e residue isolate precipitazioni sui settori centro meridionali, nevose fin sui 500/700 metri di quota, sereno o poco nuvoloso sui settori settentrionali.
Lunedì 18 dicembre inizieremo la giornata con una circolazione sostanzialmente anticiclonica sull’Italia, con cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso, specie al centro nord, e gelate estese. Poi però, nel corso del pomeriggio, sopraggiungerà da nord un piccolo ma intenso nucleo di aria molto fredda di origine artica, presente soprattutto in quota, che penetrerà nella circolazione anticiclonica presente sopra l’Italia come “un coltello nel burro”. Alla nuova, stretta circolazione depressionaria in quota, si aggiungerà probabilmente una circolazione depressionaria, a livello del mare, sopra il medio alto mar Tirreno con conseguente richiamo di aria più mite ed umida verso le regioni centrali. Questo incrocio di correnti sembra poter favorire una certa instabilità atmosferica con formazione di nubi e precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, a partire da basso Veneto, Romagna ed Appennino settentrionale, in discesa verso il centro Italia. Nella giornata di martedì 19 dicembre poi, il centro di bassa pressione a livello del mare seguito dal nucleo di aria fredda in quota, si muoverà velocemente verso sud fino a raggiungere la Tunisia, sull’Italia le condizioni atmosferiche miglioreranno rapidamente e resteranno più asciutte ma ancora fredde correnti nord orientali. Evoluzione atmosferica ancora incerta per il fine settimana che precede il Natale.
Se i prossimi aggiornamenti dei modelli meteorologici dovessero confermare l’evoluzione appena descritta, nubi e precipitazioni, nevose fin sui fondovalle, dovrebbero interessare essenzialmente l’Appennino centro settentrionale, tra il pomeriggio di lunedì 18 e la prima mattinata di martedì 19 dicembre. Successivamente, con correnti fredde nord orientali, debole, residua instabilità sui settori adriatici dell’appennino centro meridionale dove avremo ancora qualche rovescio nevoso fino a quote basse.
 
Inverno meteorologico che parte con tanta neve in Appennino come mai negli ultimi anni
mercoledì 29 novembre 2017
L’inverno meteorologico sta per iniziare e dando uno sguardo alle proiezioni a medio lungo termine dei modelli meteorologici sembra che quest’anno per l’Appennino l’evoluzione atmosferica riservi scenari ben differenti rispetto agli ultimi anni. In realtà già dalla fine della seconda decade di novembre la dorsale appenninica ha potuto beneficiare di nevicate, localmente abbondanti soprattutto sui settori settentrionali tanto che alcune località sciistiche dell’Appennino tosco emiliano romagnolo sono riuscite ad aprire la stagione con largo anticipo, cosa che non accadeva da alcuni anni. Negli ultimissimi giorni altre nevicate da nord a sud hanno imbiancato l’Appennino, in alcuni casi fino a quote basse, seguite da giornate soleggiate ma fredde, in poche parole un clima tipicamente invernale.
In queste ore un l’arrivo sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo di una nuovo esteso fronte freddo artico nord atlantico determina l’approfondimento sopra l’Italia di un nuovo centro depressionario che sta già producendo nubi e precipitazioni al centro nord, più frequenti ed intense sui settori tirrenici centrali. La quota delle nevicate è in aumento, a causa dell’attivazione di venti più miti ed umidi sud occidentali, attestandosi tra i 1100 – 1400 metri sull’Appennino settentrionale, 1300 – 1600 metri sull’Appennino centrale. Giovedì 30 novembre il sistema depressionario sposterà il proprio centro principale dall’Italia verso nord est fin sull’Europa orientale, sulla nostra penisola affluiranno correnti settentrionali, più fredde ma anche decisamente meno instabili, con conseguente generale, parziale miglioramento atmosferico. Venerdì 1° dicembre l’arrivo sulle regioni nord occidentali italiane di un più corposo impulso di aria fredda artica causerà la formazione di un nuovo centro depressionario sopra il mar Tirreno settentrionale con generale peggioramento atmosferico che si protrarrà anche nella giornata di sabato 2 dicembre, caratterizzato dalla presenza di molte nubi da nord a sud, precipitazioni frequenti e localmente intense, nevose fino a quote basse al centro nord, a quote medie al sud. Sull’Appennino settentrionale la neve potrà cadere anche fin sui 200-400 metri di quota, su quello centrale 400 – 600 metri di quota, meridionale 700 – 1000 metri di quota.

Image Domenica 3 dicembre il centro di bassa pressione sarà posizionato sul medio mar Tirreno e richiamerà a se ulteriore aria fredda con correnti nord orientali sulle regioni centro settentrionali, mentre al sud ancora correnti instabili mediamente occidentali, nord occidentali sulla Sardegna. Miglioramento atmosferico quindi sulle regioni alpine e gran parte dei settori padani in estensione alle regioni centrali tirreniche, ancora molte nubi e precipitazioni su Romagna, centro adriatico ed al sud con nevicate a quote basse sull’Appennino centro settentrionale, 900 – 1100 metri sull’Appennino meridionale. Lunedì 4 dicembre il sistema depressionario tenderà ad allontanarsi ad oriente, il miglioramento atmosferico si estenderà a tutto il centro nord Italia ed alla Sardegna mentre nubi e residue precipitazioni insisteranno al sud, nevose sull’appennino meridionale fin sui 600 – 800 metri di quota. Martedì 5 dicembre la pressione atmosferica aumenterà da ovest un po’ su tutta l’Italia garantendo un miglioramento atmosferico anche al sud e cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso al centro nord, con scarsa ventilazione settentrionale e gelate mattutine.
Quanto invece potrà accadere da mercoledì 6 e soprattutto nei giorni successivi, quelli del ponte dell’Immacolata, per ora non è possibile stabilirlo con certezza dato che le elaborazioni modellistiche non sono molto concordi, possiamo quindi proporre solo delle ipotesi. Quella attualmente, da noi, più “accreditata” vede ancora resistere la posizione di blocco dell’anticiclone atlantico con discesa di un nuovo fronte freddo artico fin sull’Italia tra mercoledì 6 e giovedì 7 con formazione dell’ennesimo centro depressionario sopra la nostra penisola tra giovedì 7 e venerdì 8 dicembre. Questa nuova perturbazione non sembra poter produrre precipitazioni abbondanti se non temporaneamente al sud e sulle regioni adriatiche nel momento in cui, con centro depressionario in rapido spostamento verso sud, si attiveranno le fredde correnti nord orientali. Di relativamente certo sembra però che fino almeno a domenica 10 dicembre le temperature sull’Italia si manterranno su valori inferiori alle medie del periodo con correnti prevalentemente settentrionali a farla da padrone.

 
Piogge e nevicate abbondanti in Appennino, novembre si prospetta ben più dinamico di ottobre
mercoledì 08 novembre 2017
Dopo un ottobre che in termini di precipitazioni è sembrato più un luglio e per quanto riguarda le temperature un settembre, il mese di novembre è iniziato all’insegna di una significativa svolta, una cambio di circolazione che ha riportato basse temperature su gran parte d’Europa e precipitazioni frequenti, localmente abbondanti, sui settori mediterranei, prima in Spagna, poi in Francia, Italia e Balcani. Durante il primo fine settimana del mese infatti, sul bacino centrale del mar mediterraneo, ancora con superficie marina molto calda e quindi capace di fornire molta energia ai sistemi perturbati, si sono incontrati un’area depressionaria in indebolimento proveniente dalla Spagna ed un corposo impulso perturbato a carattere freddo proveniente dai settori europei nord atlantici. La fusione di queste due perturbazioni ha favorito l’approfondimento nei pressi del mar Ligure di un nuovo centro depressionario che da circa 48 ore si sta lentamente muovendo verso sud tanto da essersi posizionato in queste ore tra Sardegna e Lazio. Durante il tragitto appena descritto, il nuovo centro depressionario ha prodotto nubi e precipitazioni che hanno interessato un po’ tutto il territorio italiano, in qualche caso con quantitativi abbondanti, sulle alpi con neve a quote generalmente comprese tra i 1000 ed i 1500 metri, sui gli Appennini tra i 1100 ed i 1600 metri. Nevicate più abbondanti nelle ultime ore sull’Appennino settentrionale, meno significative sull’Appennino centrale, a quote più elevate sull’Appennino meridionale.
Nelle prossime ore comunque in sistema depressionario si muoverà ulteriormente verso sud est portando il proprio centro sopra la Campania e la Basilicata ma allo stesso tempo s’indebolirà sensibilmente, ciò favorirà un generale, parziale miglioramento atmosferico con attenuazione delle precipitazioni e nubi in calo su tutta l’Italia nella giornata di mercoledì 8 novembre. Il miglioramento atmosferico però durerà poco, specie al nord ovest ed al centro sud. Nella stessa giornata di mercoledì 8 novembre infatti, un nuovo corposo impulso di aria fredda nord atlantica scenderà sulla Francia per poi gettarsi sul bacino occidentale del mar Mediterraneo. Giovedì 9 novembre l’intero sistema depressionario si rinvigorirà e darà vita ad un nuovo centro di bassa pressione, a livello del mare, tra Corsica e Sardegna. La bassa pressione tornerà a produrre nubi e precipitazioni più consistenti che, tra giovedì 9 e venerdì 10 novembre, interesseranno prima basso Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna, centro Italia e Campania, poi anche tutto il resto del sud Italia. Sabato 11 novembre il centro della bassa pressione, in indebolimento, si porterà sul basso mar Tirreno, deciso miglioramento quindi, con schiarite e rasserenamenti, al nord, centro tirrenico e Sardegna, ancora molte nubi e piogge abbastanza frequenti sul centro adriatico e soprattutto al sud. Tra mercoledì 8 e venerdì 10 novembre le temperature non varieranno di molto mentre sabato 11 novembre saliranno un po’, soprattutto al centro nord. Venti deboli o moderati, prima meridionali poi nord orientali, con dei rinforzi soprattutto lungo le coste dei mari occidentali e meridionali.
Image Lungo la dorsale appenninica precipitazioni intermittenti nei prossimi tre giorni con quota neve in rialzo rispetto ad oggi, specie tra giovedì 9 e venerdì 10 novembre, mentre sabato 11 novembre schiarite e successivi rasserenamenti prima sull’Appennino settentrionale poi su quello centrale con nubi e residue precipitazioni sull’Appennino meridionale dove la quota neve salirà fin sopra i 2000 metri.
Domenica 12 novembre invece, mentre il sistema depressionario precedentemente descritto, centrato sul mar Ionio, continuerà ad interessare le estreme regioni meridionali, un nuovo intenso fronte freddo artico nord atlantico, legato ad una vasta ed intensa area depressionaria di origine artica centrata sulla Lapponia, raggiungerà e valicherà le Alpi. Stavolta le correnti fredde settentrionali che accompagnano il fronte freddo, favoriranno la formazione di un nuovo centro depressionario, a livello del mare, sopra le regioni sette che subito si muoverà verso il centro Italia approfondendosi rapidamente e richiamando a se ulteriore aria fredda dal nord Europa. Attualmente viene stimato che durante le prime ore di lunedì 13 novembre avremo un minimo di bassa pressione, a livello del mare, di circa 993 hPa sopra l’Umbria, nel pomeriggio 990 hPa sopra il Molise mentre martedì mattina 14 novembre il centro depressionario dovrebbe poi raggiungere la Basilicata con minimo di pressione risalito fin sui 995 hPa ma solo tra il pomeriggio e la serata, quando il centro depressionario si sarà portato sopra il mar Ionio, l’intero sistema perturbato inizierà un progressivo indebolimento. Mercoledì 15 novembre il centro di bassa pressione dal mar Ionio dovrebbe spostarsi verso la Grecia con tutta l’Italia investita ancora da intense correnti nord orientali ma meno fredde, specie al centro nord. Le precipitazioni inizieranno ad intensificarsi notevolmente già dalla serata di domenica 12 novembre a partire da Triveneto, Emilia Romagna, Liguria ed alta Toscana, lunedì 13 novembre nubi e precipitazioni più frequenti ed intense sull’Emilia Romagna, centro Italia, Sardegna e soprattutto Sicilia, martedì 14 novembre con correnti prevalentemente nord orientali, nubi e precipitazioni intense concentrate su medio adriatico, Sardegna orientale e sud Italia mentre migliorerà al nord e centro tirrenico. Mercoledì 15 novembre migliora anche su Sardegna, Marche successivamente sulla Sicilia, ancora nubi e qualche precipitazione sulle regioni ioniche peninsulari. Temperature in deciso calo tra domenica 12 e lunedì 13 novembre, in rialzo a partire da martedì 14 e soprattutto mercoledì 15 novembre.
In Appennino le precipitazioni tra domenica 12 e mercoledì 15 novembre potranno risultare veramente abbondanti, specie sui versanti adriatici, lunedì 13 novembre la neve potrebbe scendere fin sui 400/600 metri di quota sull’Appennino settentrionale, 700/1000 metri di quota sull’Appennino centrale e 1100/1400 metri sull’Appennino meridionale. Ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni sui nostri bollettini quotidiani e sulle news nella nostra pagina Facebook.
 
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