Editoriali
Piogge e nevicate abbondanti in Appennino, novembre si prospetta ben più dinamico di ottobre
mercoledì 08 novembre 2017
Dopo un ottobre che in termini di precipitazioni è sembrato più un luglio e per quanto riguarda le temperature un settembre, il mese di novembre è iniziato all’insegna di una significativa svolta, una cambio di circolazione che ha riportato basse temperature su gran parte d’Europa e precipitazioni frequenti, localmente abbondanti, sui settori mediterranei, prima in Spagna, poi in Francia, Italia e Balcani. Durante il primo fine settimana del mese infatti, sul bacino centrale del mar mediterraneo, ancora con superficie marina molto calda e quindi capace di fornire molta energia ai sistemi perturbati, si sono incontrati un’area depressionaria in indebolimento proveniente dalla Spagna ed un corposo impulso perturbato a carattere freddo proveniente dai settori europei nord atlantici. La fusione di queste due perturbazioni ha favorito l’approfondimento nei pressi del mar Ligure di un nuovo centro depressionario che da circa 48 ore si sta lentamente muovendo verso sud tanto da essersi posizionato in queste ore tra Sardegna e Lazio. Durante il tragitto appena descritto, il nuovo centro depressionario ha prodotto nubi e precipitazioni che hanno interessato un po’ tutto il territorio italiano, in qualche caso con quantitativi abbondanti, sulle alpi con neve a quote generalmente comprese tra i 1000 ed i 1500 metri, sui gli Appennini tra i 1100 ed i 1600 metri. Nevicate più abbondanti nelle ultime ore sull’Appennino settentrionale, meno significative sull’Appennino centrale, a quote più elevate sull’Appennino meridionale.
Nelle prossime ore comunque in sistema depressionario si muoverà ulteriormente verso sud est portando il proprio centro sopra la Campania e la Basilicata ma allo stesso tempo s’indebolirà sensibilmente, ciò favorirà un generale, parziale miglioramento atmosferico con attenuazione delle precipitazioni e nubi in calo su tutta l’Italia nella giornata di mercoledì 8 novembre. Il miglioramento atmosferico però durerà poco, specie al nord ovest ed al centro sud. Nella stessa giornata di mercoledì 8 novembre infatti, un nuovo corposo impulso di aria fredda nord atlantica scenderà sulla Francia per poi gettarsi sul bacino occidentale del mar Mediterraneo. Giovedì 9 novembre l’intero sistema depressionario si rinvigorirà e darà vita ad un nuovo centro di bassa pressione, a livello del mare, tra Corsica e Sardegna. La bassa pressione tornerà a produrre nubi e precipitazioni più consistenti che, tra giovedì 9 e venerdì 10 novembre, interesseranno prima basso Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna, centro Italia e Campania, poi anche tutto il resto del sud Italia. Sabato 11 novembre il centro della bassa pressione, in indebolimento, si porterà sul basso mar Tirreno, deciso miglioramento quindi, con schiarite e rasserenamenti, al nord, centro tirrenico e Sardegna, ancora molte nubi e piogge abbastanza frequenti sul centro adriatico e soprattutto al sud. Tra mercoledì 8 e venerdì 10 novembre le temperature non varieranno di molto mentre sabato 11 novembre saliranno un po’, soprattutto al centro nord. Venti deboli o moderati, prima meridionali poi nord orientali, con dei rinforzi soprattutto lungo le coste dei mari occidentali e meridionali.
Image Lungo la dorsale appenninica precipitazioni intermittenti nei prossimi tre giorni con quota neve in rialzo rispetto ad oggi, specie tra giovedì 9 e venerdì 10 novembre, mentre sabato 11 novembre schiarite e successivi rasserenamenti prima sull’Appennino settentrionale poi su quello centrale con nubi e residue precipitazioni sull’Appennino meridionale dove la quota neve salirà fin sopra i 2000 metri.
Domenica 12 novembre invece, mentre il sistema depressionario precedentemente descritto, centrato sul mar Ionio, continuerà ad interessare le estreme regioni meridionali, un nuovo intenso fronte freddo artico nord atlantico, legato ad una vasta ed intensa area depressionaria di origine artica centrata sulla Lapponia, raggiungerà e valicherà le Alpi. Stavolta le correnti fredde settentrionali che accompagnano il fronte freddo, favoriranno la formazione di un nuovo centro depressionario, a livello del mare, sopra le regioni sette che subito si muoverà verso il centro Italia approfondendosi rapidamente e richiamando a se ulteriore aria fredda dal nord Europa. Attualmente viene stimato che durante le prime ore di lunedì 13 novembre avremo un minimo di bassa pressione, a livello del mare, di circa 993 hPa sopra l’Umbria, nel pomeriggio 990 hPa sopra il Molise mentre martedì mattina 14 novembre il centro depressionario dovrebbe poi raggiungere la Basilicata con minimo di pressione risalito fin sui 995 hPa ma solo tra il pomeriggio e la serata, quando il centro depressionario si sarà portato sopra il mar Ionio, l’intero sistema perturbato inizierà un progressivo indebolimento. Mercoledì 15 novembre il centro di bassa pressione dal mar Ionio dovrebbe spostarsi verso la Grecia con tutta l’Italia investita ancora da intense correnti nord orientali ma meno fredde, specie al centro nord. Le precipitazioni inizieranno ad intensificarsi notevolmente già dalla serata di domenica 12 novembre a partire da Triveneto, Emilia Romagna, Liguria ed alta Toscana, lunedì 13 novembre nubi e precipitazioni più frequenti ed intense sull’Emilia Romagna, centro Italia, Sardegna e soprattutto Sicilia, martedì 14 novembre con correnti prevalentemente nord orientali, nubi e precipitazioni intense concentrate su medio adriatico, Sardegna orientale e sud Italia mentre migliorerà al nord e centro tirrenico. Mercoledì 15 novembre migliora anche su Sardegna, Marche successivamente sulla Sicilia, ancora nubi e qualche precipitazione sulle regioni ioniche peninsulari. Temperature in deciso calo tra domenica 12 e lunedì 13 novembre, in rialzo a partire da martedì 14 e soprattutto mercoledì 15 novembre.
In Appennino le precipitazioni tra domenica 12 e mercoledì 15 novembre potranno risultare veramente abbondanti, specie sui versanti adriatici, lunedì 13 novembre la neve potrebbe scendere fin sui 400/600 metri di quota sull’Appennino settentrionale, 700/1000 metri di quota sull’Appennino centrale e 1100/1400 metri sull’Appennino meridionale. Ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni sui nostri bollettini quotidiani e sulle news nella nostra pagina Facebook.
 
Dopo un settembre nella norma, in ottobre ancora poca pioggia e temperature sopra le medie
mercoledì 18 ottobre 2017
Le prime due decadi di ottobre sono state caratterizzate dalla mancanza di piogge di una certa consistenza. Nei primi dieci giorni del mese alcune perturbazioni hanno raggiunto l’Italia provenienti da nord ovest ma, già deboli in partenza ed ulteriormente indebolite dall’impatto con l’arco alpino, la loro parte più attiva è stata poi deviata ad oriente da un invadente anticiclone atlantico. All’inizio della seconda decade di ottobre, invece, un robusto anticiclone subtropicale si è insediato sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo tenendo lontane le perturbazione dall’Italia e regalando più di una settimana di caldo anomalo su tutta la nostra penisola. Nei prossimi giorni è atteso un ritorno alla normalità, ma anche in questo caso sarà temporaneo, purtroppo la circolazione atmosferica, a livello generale, quando prende una certa “strada” ci vuole poi tempo affinché inverta il trend e si orienti verso un deciso e duraturo cambiamento. Anche le piogge del mese di settembre, in alcuni casi abbondanti, avevano fatto pensare ad un reale ritorno alla normalità con un trend più piovoso e fresco dopo un anno prevalentemente siccitoso e caldo, ad ottobre poi tutto è tornato come prima.
Tornando all’attualità, osserviamo come entro le prossime 48 ore è attesa un’espansione verso sud est della grande circolazione depressionaria semipermanente nord atlantica che riuscirà ad insidiare il robusto anticiclone presente ora sopra i settori euro mediterranei, pilotando perturbazioni fin sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo. Una prima debole perturbazione tenterà di vincere la resistenza dell’anticiclone venerdì 20 ottobre, purtroppo però anche questa verrà deviata verso sud, transitando sopra mari occidentali italiani ed interessando con nubi e precipitazioni quasi esclusivamente le isole maggiori italiane mentre sul resto delle regioni italiane peninsulari occidentali assisteremo solo ad un lieve aumento delle nubi. Sabato 21 ottobre generale miglioramento e ritorno ad un cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso un po’ su tutta l’Italia. Una seconda ed un po’ più consistente perturbazione arriverà sulla nostra penisola domenica 22 ottobre, questa sarà seguita ad aria più fredda nord atlantica che favorirà la formazione di un centro di bassa pressione sopra le regioni nord occidentali italiane.
Image Il nuovo minimo depressionario si muoverà velocemente verso sud attraversando la penisola italiana dove dispenderà qua e la, non in maniera uniforme, qualche pioggia, anche a carattere di rovescio o temporale. Nelle prime ore di lunedì 23 ottobre nubi e residue, locali piogge al sud e regioni adriatiche, poi da martedì 24 ottobre l’anticiclone tornerà a riaffermarsi da ovest sull’Italia garantendo cielo sereno o poco nuvoloso prima al nord e centro tirrenico poi, da metà della prossima settimana anche sul centro adriatico ed al sud. Più uniforme e generalizzato sarà invece il calo termico tra domenica 22 e lunedì 23 ottobre, inizialmente dovuto a nubi e piogge, quindi al limitato soleggiamento, poi dall’attivazione di correnti più fredde nord orientali. Mediamente, tra sabato 21 e lunedì 23 ottobre è atteso un calo termico di almeno 6°C/7°C nei valori massimi, calo minore per quanto riguarda i valori minimi. Venti moderati o forti nord orientali nella giornata di lunedì 23 ottobre, specie al centro sud, in progressiva attenuazione nei giorni successivi.
Lungo la dorsale appenninica le precipitazioni sono attese in quantità non elevate ma comunque spesso maggiori rispetto alle aree pianeggianti e collinari sia tirreniche che adriatiche, specie per quanto riguarda i versanti adriatici centro meridionali, il calo termico sarà uniforme, probabilmente lo zero termico tra la tarda serata di domenica 22 e la mattinata di lunedì 23 ottobre scenderà fin sotto i 2000 metri di quota, specie sui settori centro settentrionali adriatici dove potremo assistere a qualche spolverata di neve fin sui 1800 metri di quota. Rialzo termico a partire da martedì 24 ottobre.
Nei giorni compresi tra mercoledì 25 e domenica 29 ottobre dovremmo ancora avere alta pressione con sole, nebbie e temperature sopra le medie, specie nei valori massimi, mentre per quanto riguarda il mese di novembre le attuali proiezioni ipotizzano che possa risultare un po’ più dinamico, piovoso e con medie termiche meno “calde” rispetto ad ottobre, vedremo se poi il tutto verrà confermato dagli eventi reali.
 
Sole e temperature in aumento fino almeno a domenica 27 agosto poi probabile nuovo break temporalesc
martedì 22 agosto 2017
Estate molto calda per l’Italia ed un po’ per tutto il bacino centrale del mar Mediterranea, per la nostra penisola, in termini di temperature medie, seconda solo al 2003, anche se bisognerà attendere settembre per i dati definitivi. In questa stagione però, durante la prima decade del mese di agosto, sono stati battuti più volte i record di caldo almeno degli ultimi 50 anni su molte località, al nord ma soprattutto sulle regioni centro meridionali. Solo delle veloci perturbazioni, con cadenza di 8-10 giorni, sono riuscite ad interrompere la lunga serie di ondate di caldo che si sono finora succedute da giugno. Le stesse perturbazioni hanno portato precipitazioni, prevalentemente temporalesche, soprattutto al nord, mentre al centro sud solo aria un po’ più fresca ma scarse precipitazioni. Al caldo infatti si aggiunge una lunga fase siccitosa che si protrae almeno dal novembre scorso e che sta colpendo duramente soprattutto le regioni centrali tirreniche.
Durante la seconda decade di agosto la sequenza si è ripetuta, ancora un’ondata di caldo, la sesta della stagione, interrotta durante l’ultimo fine settimana ancora una volta da una veloce perturbazione nord atlantica che ha portato precipitazioni soprattutto al nord ed in quantità molto minori anche sul centro adriatico ed Appennino meridionale. In generale il calo termico prodotto dalle correnti settentrionali post perturbazione, è risultato mediamente intorno ai 10°C, tra giovedì 17 e lunedì 21 agosto, un po’ più sensibile al nord grazie anche alla nuvolosità ed alle precipitazioni, più contenuto al sud ma comunque avvertibile.
Image Ora però la situazione torna ad essere quella vista più volte da giugno ad oggi, un altro giro che ci porterà fino alla settima ondata di caldo di questa stagione estiva 2017. In queste ore infatti l’anticiclone stazionante sopra l’Europa occidentale sta avanzando sull’Italia riportando cielo sereno o poco nuvoloso dalle Alpi alla Sicilia. La stessa area anticiclonica che si consoliderà nelle prossime ore sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo, inizierà ad assumere ancora una volta caratteristiche afro mediterranee, specie a partire da venerdì 25 agosto, supportata da un flusso di correnti sud occidentali che porteranno sulla nostra penisola masse d’aria calda provenienti dall’Algeria. Le temperature, specie quelle massime, torneranno quindi ad aumentare fin su valori superiori alle medie del periodo, su molte aree urbane delle regioni tirreniche si supereranno i 35°C con punte tra 38°C e 39°C tra domenica 27 e lunedì 28 agosto, quando anche questa nuova ondata di caldo della stagione dovrebbe raggiungere l’apice.< br> Lungo l’Appennino la situazione non sarà molto diversa, molto sole ed assenza di precipitazioni almeno fino a domenica 27 agosto con temperature fino a circa 6°C superiori alle medie del periodo. Successivamente, nella giornata di lunedì 28 agosto, qualcosa potrebbe cambiare, o meglio c’è la possibilità che una perturbazione in transito sulle regioni alpine possa causare un lieve aumento dell’instabilità atmosferica anche lungo l’Appennino con qualche locale rovescio ed isolato temporale soprattutto sui settori centro settentrionali della dorsale appenninica, conseguentemente le temperature potrebbero calare di circa 5°C. Per quanto riguarda invece precipitazioni più consistenti, molto probabilmente ne riparleremo a settembre ma attualmente non ci sono date specifiche a cui far riferimento in maniera concreta< br> < br>
 
Prima metà di luglio con intensa ondata di caldo, siccità che si accentua soprattutto al centro sud
giovedì 06 luglio 2017
Negli ultimi giorni anche i modelli climatici europei o nord americani che fino a fine giugno ipotizzavano un luglio più piovoso di giugno e non molto caldo, stanno rivedendo le loro valutazioni. Queste ultime erano basate essenzialmente sul fatto che il fenomeno “El Nino”, garanzia di estati molto calde, correlazione quasi sempre rispettata nell’ultimo trentennio, non dovesse intervenire sullo scenario climatico globale fino almeno al prossimo autunno. Il caldo ben sopra le medie, secondo solo al 2003, avuto nel giugno appena terminato, ed il caldo, con valori massimi anche superiori, atteso per i prossimi giorni di luglio, sembrano oramai non tener conto di nulla in particolare, se non ad un trend globale che vede il nostro pianeta “surriscaldarsi”. E naturalmente quanto gli equilibri vengono meno, specie verso il caldo, i fenomeni atmosferici tendono ad estremizzarsi, in estate ciò risulta evidente con ondate di caldo più numerose ed intense.
La fase siccitosa in Italia si trascina da fine 2016, buona parte della dorsale appenninica finora si è difesa grazie alle abbondanti nevicate di gennaio ed a qualche perturbazione primaverile che a ridosso dei rilievi montuosi ha dato il meglio di se in termini di precipitazioni. Ma ora, o meglio fin da maggio e giugno, anche le fasi temporalesche si sono ridotte sia come frequenza che come intensità, il tutto accompagnato da temperature ampiamente sopra le medie del periodo. Tutto ciò risulta evidente dalla chiara diminuzione di portata delle sorgenti appenniniche e dal livello delle falde, ancor più stressate dall’enorme richiesta di acqua dei fondovalle agricoli e dei centri urbani che ancor di più risentono della siccità.
Ricostruendo quello che è successo da inizio luglio ricordiamo come una circolazione depressionaria ha interessato l’Italia tra venerdì 30 giugno e domenica 2 luglio, con alcuni deboli impulsi perturbati ma soprattutto con aria più fresca nord atlantica che ha riportato le temperature su valori prossimi alle medie del periodo. Nella giornata di lunedì 3 luglio l’ultimo debole impulso perturbato che dalla Francia ha raggiunto l’Italia si è allontanato ad oriente, contemporaneamente l’anticiclone atlantico è avanzato da ovest sui settori euro mediterranei centro occidentali. Nelle ultime 48 ore poi, l’anticiclone è andato consolidandosi sull’intero bacino centrale del mar Mediterraneo garantendo condizioni stabili con cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso praticamente su tutta l’Italia, solo qualche isolato temporale termoconvettivo pomeridiano sulle Alpi.
Image Nei prossimi giorni, grazie ad un flusso di correnti calde meridionali attivato da un piccolo sistema depressionario in arrivo dall’oceano Atlantico sulla penisola iberica, l’anticiclone sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo acquisirà sempre più, al suolo ed in quota, una componente afro mediterranea. Questa fase calda, o meglio ancor più calda dell’attuale, dovrebbe raggiungere il proprio apice tra sabato 8 e mercoledì 12 luglio anche se temperature massime su valori simili a quelli registrati durante l’ultima decade di giugno si raggiungeranno già nella giornata di domani venerdì 7 luglio. Le regioni che soffriranno più il caldo saranno quelle centro meridionali ed in particolare quelle tirreniche dove nell’entroterra si raggiungeranno valori massimi anche superiori ai 40°C con punte di 43°C/44°C su Sicilia e Sardegna. In pratica un’ondata di caldo di quelle pesanti. Sul nord Italia le temperature raggiungeranno valori meno elevati ma l’umidità in aumento, soprattutto sui settori padani, porterà la percezione del caldo sui livelli delle aree più calde del centro sud. Solo sulle Alpi, localmente e temporaneamente, si respirerà aria un po’ più fresca grazie al verificarsi di qualche temporale pomeridiano e serale.
Anche in Appennino farà caldo, a 1500 metri di quota saranno superati i 25°C e nei centri urbani di fondovalle saranno superati i 30°C con scarsa ventilazione. I temporali pomeridiani che potranno smorzare localmente e temporaneamente il caldo saranno davvero pochi, isolati, possibili praticamente solo sui settori centro settentrionali della dorsale appenninica.
Quando cesserà questa pesante ondata di caldo? Attualmente le ultime proiezioni di modelli meteorologici a lungo termine ipotizzano una “rinfrescata”, o per meglio dire un calo delle temperature fin su valori poco superiori alle medie del periodo, intorno al 15 luglio, senza comunque precipitazioni significative. Quindi, dato che la mancanza di piogge continuerà probabilmente ancora per molti giorni, per ultima cosa chiediamo la massima attenzione e vigilanza per quanto riguarda il rischio incendi, la siccità si sta aggravando e la vegetazione è sempre più in affanno.

 
Estate calda e siccitosa per l’Appennino. Già nei prossimi giorni sole con temperature elevate
martedì 06 giugno 2017
Dopo le nevicate record di gennaio l’inverno è andato concludendosi con temperature sopra la norma e precipitazioni sotto le medie, anche la primavera, sostanzialmente mite nonostante il “colpo di coda” freddo di metà aprile, ha registrato precipitazioni spesso inferiori alle medie stagionali su gran parte della dorsale appenninica. Le perturbazioni che hanno raggiunto l’Italia sono state infatti mai molto intense s non per aree localizzate ma soprattutto con durata limitata e quindi non in grado d’incidere in maniera significativa sul trend sostanzialmente siccitoso in atto. Dall’ultima decade di maggio poi, alla scarsità di precipitazioni si sono aggiunte le prime ondate di caldo dalle caratteristiche estive con temperature che nei fondovalle si sono portate intorno ai 30°C. Naturalmente qualche locale rovescio o temporale non è mancato ma sia per la circoscritta area interessata che per la limitata durata, risultano praticamente ininfluenti. Le attuali proiezioni dei principali modelli meteo climatici statunitensi ed europei poi non lasciano fondate speranze che tale trend possa essere invertito o quantomeno interrotto, per l’intera dorsale appenninica è attesa un’estate calda e siccitosa, quindi ancora scarse precipitazioni e temperature oltre le medie. Probabilmente, purtroppo, ci attendiamo che le cronache dei prossimi tre mesi tratteranno spesso di siccità ed incendi, quindi rivolgiamo un appello a tutti i nostri lettori di mantenere alta la vigilanza per proteggere le nostre montagne.
Intanto, come ipotizzato nei nostri ultimi bollettini meteorologici quotidiani, i due deboli impulsi perturbati atlantici che hanno attraversato l’Italia negli ultimi tre giorni, hanno portato molte nubi, piogge e temporali soprattutto sulle regioni alpine mentre più a sud le precipitazioni risultano piuttosto isolate e di breve durata, solo sulla Sardegna qualche pioggia un po’ più consistente nella giornata di ieri lunedì 5 giugno. Le temperature stanno calando lievemente, specie nei valori massimi, principalmente per la copertura nuvolosa e quindi lo scarso soleggiamento più che per l’afflusso di aria più fresca nord atlantica seguente i due deboli impulsi perturbati. Naturalmente le isolate precipitazioni a sud del Po sono concentrate a ridosso della dorsale appenninica, i rilievi montuosi agevolano il sollevamento della masse d’aria e quindi la loco condensazione in nubi con formazione di addensamenti cumuliformi, in grado di produrre rovesci e/o temporali
Image Domani mercoledì 7 giugno anche quest’ultima debole perturbazione atlantica si allontanerà verso oriente mentre da ovest un anticiclone avanzerà sull’Italia riportando un cielo sereno o poco nuvoloso su tutto il territorio italiano. Giovedì 8 giugno l’anticiclone si rafforzerà sopra i settori euro mediterranei centrali con massimi di pressione sopra l’Italia dove avremo cielo sereno o poco nuvoloso e temperature in deciso aumento, venti deboli nord orientali con qualche rinforzo al sud. Nel fine settimana l’alta pressione sul bacino centrale del mar mediterraneo riceverà il supporto di correnti sud occidentali che trasporteranno aria calda, proveniente dall’entroterra nord africano, a tutte le quote. Ciò determinerà un ulteriore aumento delle temperature con valori massimi oltre i 32°C su gran parte dei centri urbani delle regioni centro settentrionali ed oltre 35°C sulle regioni meridionali. In Appennino le temperature massime saliranno su valori compresi tra i 20°C ed i 25°C a 1500 metri di quota. Venti deboli sud occidentali.
A metà della prossima settimana è possibile un lieve aumento dell’instabilità atmosferica prodotto da deboli infiltrazioni di aria umida e più fresca atlantica ma, ad oggi, non sembra ci siano le condizioni per precipitazioni consistenti in grado di interrompere, almeno temporaneamente, questa fase siccitosa. Nella migliore delle ipotesi lungo l’Appennino avremo qualche rovescio o temporale tra mercoledì 14 e venerdì 16 giugno con un lieve o localmente moderato calo delle temperature che comunque resteranno su valori elevati.
 
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