Editoriali
Breve fase fredda primaverile nel secondo fine settimana di aprile poi ancora un’ondata di caldo
mercoledì 06 aprile 2016
Il Vortice Polare Artico, com’è naturale che sia, condiziona l’evoluzione atmosferica e l’andamento climatico del nostro emisfero e quindi anche dell’area euro atlantica mediterranea. Quando il Vortice Polare si presenta piuttosto attivo e compatto, come durante lo scorso inverno, sono notevolmente limitate le ondulazioni della corrente a getto nord atlantica, mentre quando s’indebolisce e tende a disgregarsi, come è avvenuto nell’ultimo mese di marzo le ondulazioni diventano frequenti e marcate con sostanziosi scambi di masse d’aria tra le alte e medio/basse latitudini. Le abbondanti nevicate in Appennino dell’ultima decade di marzo ed il caldo degli ultimi giorni sono una chiara testimonianza di quanto questi scambi meridiani di masse d‘aria, calda e fredda, possono risultare profondi ed incisivi.
Probabilmente questo trend non è destinato a concludersi a breve ed avrà ancora ripercussioni abbastanza evidenti durante l’intera prima metà della stagione primaverile, anche se, com’è nella natura delle cose, man mano che avanzeremo con la stagione ed il soleggiamento si farà più lungo, saranno sempre meno consistenti le fasi fredde a vantaggio di quelle più miti od addirittura calde. Nelle prossime settimane lo schema barico ricorrente vedrà una vasta area depressionaria nord atlantica centrata poco ad ovest dell’Europa che, di tanto in tanto, tenderà ad espandersi verso oriente, riuscendo a pilotare impulsi perturbati fin nel cuore del mar Mediterraneo centrale e dell’Europa. Durante le fasi in cui tale area depressionaria si manterrà sufficientemente ad ovest, lontana dall’Italia, sul bacino centrale del mar Mediterraneo prevarranno le correnti meridionali che favoriranno la strutturazione di un promontorio anticiclonico afro mediterraneo che, specie sul centro sud della nostra penisola, garantirà giornate soleggiate e calde con temperature superiori alle medie del periodo.
Attualmente tra l’Italia e la penisola Balcanica è presente una blanda circolazione anticiclonica che comunque riesce a garantire condizioni atmosferiche stabili con prevalenza di sole e temperature elevate soprattutto al centro sud, mentre al nord, specie sui settori alpini occidentali, le correnti miti ed umide meridionali producono molte nubi e qualche pioggia. Tale situazione è destinata comunque a cambiare nell’arco delle prossime 36/48 ore quando sul bacino centrale del mar Mediterraneo convergeranno due perturbazione, un vortice depressionario proveniente dal nord Africa ed un fronte freddo Nord Atlantico proveniente dall’Inghilterra. In pratica queste due perturbazioni si fonderanno in un’unica area depressionaria che nel pomeriggio di venerdì 8 aprile sarà centrata più o meno sulla Toscana con produzione di nubi e precipitazioni un po’ su tutte le regioni. Per quanto riguarda la neve, a differenza di quanto ipotizzato inizialmente, scenderà fino a quote tra i 1500 ed i 2000 metri prima sulle Alpi centro occidentali nella giornata di venerdì 8 aprile, grazie all’aria fredda che segue la perturbazione nord atlantica, poi sull’Appennino centro meridionale nel pomeriggio di sabato 9 aprile, sempre grazie alla medesima aria un po’ più fredda in entrata da ovest per lo spostamento del centro di bassa pressione sulla Repubblica Ceca. Domenica 10 aprile generale miglioramento atmosferico grazie al definitivo allontanamento verso oriente della bassa pressione ed all’arrivo da ovest di un piccolo promontorio anticiclonico afro mediterraneo. Il ritorno del sole coinciderà anche con un rapido rialzo delle temperature dopo il calo di oltre 10°C atteso tra domani giovedì 7 e venerdì 8 aprile.
Image Successivamente, durante la prima metà della prossima settimana, la vasta area depressionaria nord atlantica posizionerà il proprio centro ad ovest delle coste francesi, piuttosto lontana dall’Italia. Sul bacino centrale del mar Mediterraneo, grazie ad un flusso di correnti calde ed umide sud occidentali, si rafforzerà un promontorio anticiclonico afro mediterraneo con temperature che potranno portarsi, entro mercoledì 13 marzo, fin oltre 30°C sul sud tirrenico ed isole maggiori, oltre 25°C al centro. Probabile debole/moderata perturbazione atlantica in transito al centro nord tra giovedì 14 e venerdì 15 aprile con calo termico significativo.
 
Altre nevicate abbondanti in arrivo, specie sull’Appennino centrale. Si potrà sciare anche a Pasqua.
lunedì 21 marzo 2016
Gli ultimi dati proposti dai modelli meteorologici ci fanno ipotizzare un ultimo colpo di coda dell’inverno, stavolta proprio fuori tempo massimo e del quale, in ottica neve e sport invernali, ne beneficeranno soprattutto le località sciistiche dell’Appennino centrale.
Durante l’Ultimo fine settimana si è potuto sciare quasi ovunque lungo la dorsale appenninica, grazie alle nevicate abbondanti di metà marzo ed a condizioni atmosferiche tutto sommato favorevoli. Nonostante il caldo infatti, siamo a fine marzo e le ore di soleggiamento fanno la differenza, la neve ha resistito sufficientemente bene alla fusione sia per la bassa umidità dell’aria che per le gelate notturne. Ora però, nelle prossime 48 ore, l’umidità aumenterà notevolmente ed avremo anche qualche pioggia fino a quote levate per l’avvicinamento da ovest dell’area di bassa pressione stazionate sulla Spagna che richiamerà verso l’Italia masse d’aria miti, umide e debolmente instabili mediterranee.
La svolta arriverà dalla serata di martedì 22 marzo quando la bassa pressione proveniente dalla Spagna si unirà ad un fronte freddo in discesa dal nord Europa. L’intero sistema depressionario si approfondirà nei pressi della Sardegna e, muovendosi verso l’Albania, richiamerà a se aria fredda proveniente dall’Europa centro settentrionale. Sulla Romagna e soprattutto sul centro sud Italia avremo condizioni atmosferiche instabili o perturbate mentre le regioni alpine saranno praticamente saltate dal peggioramento atmosferico. Dalla serata di giovedì 24 marzo inizierà un progressivo miglioramento atmosferico con le regioni centro meridionali ancora interessate da correnti fredde nord orientali.

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Sull’Appennino fino al pomeriggio di domani martedì 22 marzo avremo cielo nuvoloso o molto nuvoloso con locali addensamenti e qualche pioggia soprattutto sui settori centro settentrionale, la quota neve sarà elevata. Venti deboli o moderati in intensificazione, nord orientali al centro nord, meridionali al sud. Tra la serata di martedì 22 e le prime ore di mercoledì 23 marzo deciso peggioramento atmosferico sull’Appennino centro meridionale e successivamente su quello romagnolo con neve inizialmente a quote medio alte ma in rapida discesa tanto che nella prima mattinata di mercoledì 23 marzo fin sui 600/800 metri sui settori romagnoli ed umbro marchigiani, 900 – 1400 metri sul resto dell’Appennino centrale, oltre i 1700 metri sull’Appennino meridionale. Nuvolosità in aumento ma scarso rischio precipitazioni sull’Appennino settentrionale. Nel corso della giornata di mercoledì 23 fino a giovedì 24 marzo frequenti precipitazioni lungo l’Appennino centro meridionale con quota neve in calo sui settori abruzzesi, laziali, molisani ed i settori meridionali in genere dove la neve potrà toccare i 1000 metri. Dal pomeriggio di giovedì 24 marzo progressivo, generale miglioramento atmosferico. Tra giovedì 24 e le prime ore di venerdì 25 marzo le temperature a 1500 metri di quota potranno toccare i -5°C. Venti moderati o forti nord orientali in attenuazione da venerdì 25 marzo, inizialmente sud occidentali sull’Appennino meridionale.
Venerdì 25 marzo, come anticipato, con l’allontanamento verso oriente della bassa pressione, assisteremo ad un generale miglioramento atmosferico con correnti ancora fredde nord orientali e rasserenamenti in avanzamento dall’Appennino centro settentrionale a quello meridionale. Nella prima mattinata di sabato 26 marzo probabili gelate lungo la dorsale appenninica, specie sui settori centro meridionali dove il cielo sarà sereno, nubi invece sull’Appennino settentrionale. Nel corso della mattinata e poi nubi in aumento da nord sull’Appennino centro meridionale, rasserenamenti sui settori settentrionali. Domenica 27 marzo cielo inizialmente sereno o poco nuvoloso lungo tutta la dorsale appenninica poi nubi in aumento sull’Appennino settentrionale.
Ricapitolando, con un pizzico di fortuna ed un po’ di “maestria” nel trattare la neve che cadrà, su alcune aree dell’Appennino centrale adriatico anche oltre 50 centimetri di neve fresca, magari con l’aiuto, in aggiunta, anche di neve artificiale tra giovedì 24 e venerdì 25 marzo, questa tormentata stagione sciistica 2015/2016 potrebbe prolungarsi fino a Pasqua.
 
Neve a quote medio basse lungo l’Appennino, localmente abbondanti, specie sui versanti adriatici.
lunedì 07 marzo 2016
Da novembre 2015 a febbraio 2016 l’interazione tra una serie di specifici fattori climatici hanno permesso al Vortice Polare, che regola la circolazione atmosferica sul nostro emisfero, di “girare” ad alta intensità, limitando notevolmente le ondulazioni della corrente a getto nord atlantica e quindi riducendo al minimo l’arrivo di perturbazioni di una certa consistenza sul bacino centrale del mar Mediterraneo. Da metà febbraio però, sostanzialmente per motivi stagionali, lo stesso Vortice Polare ha iniziato a perdere colpi vistosamente e di riflesso, quasi automaticamente, le perturbazioni sono tornate ad interessare le nostre latitudini. Negli ultimissimi giorni, anche impulsi perturbati a carattere freddo, provenienti dal mar del Nord, hanno raggiunto l’Italia dando luogo a fasi atmosferiche instabili o perturbate abbastanza consistenti soprattutto al centro nord. Nei prossimi giorni la situazione non cambierà di molto, mentre da metà marzo una probabilissima implosione del Vortice Polare potrebbe presentarci scenari meteorologici abbastanza estremi e differenti tra loro. Stiamo parlando di una disgregazione, uno split (divisione) del Vortice Polare che causerà notevoli ondulazioni della corrente a getto, con flussi di masse d’aria da nord a sud, e viceversa, piuttosto marcati ed intensi. L’area euro mediterranea, quindi, potrà trovarsi investita da un flusso di correnti miti meridionali in grado di irrobustire un campana anticiclonica afro mediterranea sopra l’Italia con temperature primaverili, ma più probabilmente potrebbe essere interessata da una corposa irruzione di aria fredda polare proveniente dalla Lapponia o dalla Siberia occidentale. L’ipotesi intermedia, invece, prevede un’iniziale flusso di correnti moderatamente fredde seguito a breve da un progressivo ritorno a condizioni anticicloniche con temperature in aumento. Attualmente la prima ipotesi è la meno probabile, la terza un po’ più probabile, la seconda la più sottolineata dai modelli, tra l’altro, dovesse essere confermata, si potrebbe ipotizzare la possibilità di sciare su gran parte dell’Appennino durante le vacanze di Pasqua. Naturalmente servono ancora dati e conferme, quindi meglio riparlarne nei prossimi giorni.
In queste ore il bacino centrale del mar Mediterraneo è interessato da una vasta area depressionaria estesa dal mar di Norvegia alla Tunisia, alimentata da aria fredda artica nord atlantica ed aria mite umida afro mediterranea. Il principale centro di bassa pressione attualmente è posto sopra la Danimarca mentre un centro depressionario secondario s’è formato sopra le regioni nord occidentali italiane. Nelle prossime ore quindi, gran parte dell’Italia sarà interessata da correnti instabili sud occidentali con formazione di nubi, spesso cumuliformi, e precipitazioni sparse soprattutto al centro sud, mentre al nord, dopo le precipitazioni abbondanti dell’ultimo fine settimana, è in corso un temporaneo, parziale miglioramento atmosferico. L’aria fredda sopraggiunta nelle ultime ore permette alla neve di scendere fin sui 1000 – 1200 metri di quota lungo l’Appennino.
Image Tra martedì 8 e mercoledì 9 marzo un impulso di aria fredda artica nord europea raggiungerà il mar Tirreno intensificando temporaneamente la circolazione depressionaria sopra l’Italia con conseguente generale peggioramento atmosferico. Nubi e precipitazioni interesseranno gran parte d’Italia con neve fin sui fondovalle sull’Appennino emiliano ed a quote medio basse sul resto dell’Appennino centro settentrionale, mentre sull’Appennino meridionale neve fin sui 1000 – 1200 metri di quota. Giovedì 10 marzo un secondo ma meno corposo impulso di aria fredda nord atlantica si getterà, attraverso la Francia, sul mar Mediterraneo occidentale ad ovest della Sardegna. Conseguentemente il centro della bassa pressione dal mar Tirreno si sposterà verso la Tunisia e tutto il sistema depressionario tenderà ad isolarsi dal flusso perturbato nord europeo grazie anche alla fusione tra l’anticiclone atlantico e l’anticiclone russo. Sull’Italia tenderà a migliorare al nord e sul centro tirrenico mentre, fino almeno a sabato 12 marzo, persisteranno condizioni atmosferiche instabili o localmente perturbate al sud e sul centro adriatico con quota neve in lento rialzo. Domenica 13 marzo nubi e residue precipitazioni concentrate sul centro adriatico ed al sud mentre su quanto potrà accadere da lunedì 14 marzo in poi torneremo a parlarne nei prossimi aggiornamenti quando avremo qualcosa di più concreto in mano.
Ricapitolando, in breve, per quanto riguarda la dorsale appenninica, durante la settimana appena iniziata assisteremo ad un considerevole incremento del manto nevoso sui settori settentrionali con miglioramento atmosferico nel fine settimana. Sull’Appennino centro meridionale invece, avremo le prime serie nevicate con accumuli più significativi sui settori marchigiani ed abruzzesi, attenuazione delle precipitazioni nel fine settimana.
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Neve abbondante sull’Appennino settentrionale, pioggia e neve su quello centrale, pioggia al sud
venerdì 26 febbraio 2016
Il mese di febbraio ha riportato le precipitazioni sull’Italia ma con valori termici superiori alle medie del periodo tant’è che abbiamo avuto nevicate abbondanti solo sulle Alpi e su parte dell’Appennino settentrionale mentre sul resto della dorsale appenninica a fasi nevose già di per se non eccezionali sono seguite fasi miti con piogge fino a quote elevate. Il Vortice Polare sta infatti progressivamente perdendo la compattezza che lo ha caratterizzato per l’intera stagione invernale e ciò favorisce la presenza di ondulazioni più ampie della corrente a getto con conseguente più deciso affondo del fronte polare verso l’area euro mediterranea. Le grandi aree di bassa pressione nord atlantiche, transitando a latitudini più meridionali pilotano fin sulla nostra penisola una serie d’impulsi perturbati in grado di produrre, di tanto in tanto, anche centri depressionari sui mari occidentali italiani. Certamente non è una circolazione atmosferica caratteristica del mese di febbraio, diciamo più da fine novembre/ inizio dicembre, ma questa è l’unica soluzione attualmente possibile con le variabili climatiche che hanno finora condizionato l’intera stagione invernale.
Nei prossimi giorni questo trend diverrà ancor più marcato con correnti più fredde, artiche nord atlantiche, che tenderanno ad entrare in maniera decisa sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo con formazione ed approfondimento di centri depressionari e calo delle temperature anche sull’Italia. Le temperature però resteranno su valori prevalentemente sopra le medie del periodo a causa di centri depressionari che si formeranno ad ovest della nostra penisola con conseguente iniziale richiamo di correnti più miti meridionali. Per quanto riguarda l’Appennino ciò si tradurrà in nevicate frequenti e speso abbondanti per i settori settentrionali della dorsale, nevicate a quote variabili tra i 1000 ed i 2000 metri sui settori centrali con acqua e neve che si contenderanno le quote utili per le località sciistiche, mentre sui settori meridionali della dorsale appenninica tenderanno a prevalere le piogge, neanche tanto abbondanti.
Attualmente sul bacino centrale del mar Mediterraneo è presente una blanda circolazione depressionaria alimentata da aria fredda nord atlantica ed aria mite umida afro mediterranea. Nelle prossime ore, quindi, avremo ancora una debole instabilità atmosferica sulle zone interne peninsulari ed un po’ più consistente al nord ovest, con molte nubi e locali precipitazioni soprattutto nel pomeriggio ed in serata, nevicate a quote medio basse sulle Alpi, oltre i 900 – 1200 metri sull’Appennino centro settentrionale. Nel fine settimana poi, un intenso vortice depressionario nord atlantico interesserà direttamente l’Italia, approfondensosi sopra le isole Baleari nella giornata di sabato 27 febbraio, spostandosi sopra la Sardegna nella giornata di domenica 28 febbraio ed infine portandosi sopra il centro Italia lunedì 29 febbraio. Durante questo tragitto produrrà molte nubi e frequenti precipitazioni, abbondanti sul nord Italia e sulle regioni centrali tirreniche, con quota neve in temporaneo aumento domenica 28 febbraio sia sulle Api centro orientali che soprattutto in Appennino. Temperature in calo nelle prossime ore, in temporaneo aumento domenica 28 febbraio. Venti deboli o moderati nelle prossime ore, nord orientali al centro nord, occidentali al sud, nel fine settimana venti moderati o forti meridionali.
Image Sull’Appennino settentrionale avremo qualche nevicata nelle prossime ore fin sui 900 metri di quota. Nevicate frequenti ed abbondanti tra domani sabato 27 e lunedì 29 febbraio, la quota neve si attesterà inizialmente tra i 700 ed i 1000 m con quota più bassa sui settori emiliani, poi sabato 27 febbraio quota neve in rialzo fin sopra i 1500 metri in serata, domenica 29 dicembre quota neve ancora tra i 1500 ed i 1700 m, in calo dalla sera fin sui 1100 metri, lunedì 29 febbraio ancora nevicate sparse fin sui 1100 – 1300 metri di quota poi migliora. Sull’Appennino centrale precipitazioni a tratti intense tra domani sabato 27 febbraio fino a martedì 1° marzo, inizialmente con quota neve tra i 1300 ed i 1600 metri, in rialzo di circa 100/200 metri nel pomeriggio ed in serata quando comunque assisteremo ad un temporaneo miglioramento che si protrarrà fino alla mattinata di domenica 28 febbraio. Nel pomeriggio seguente poi, deciso peggioramento atmosferico con neve a quote elevate, oltre i 1800 – 2000 metri ma con quota in calo fin sui 1400 metri nel tardo pomeriggio sui settori umbri con precipitazioni spesso a carattere di rovescio od anche temporale. Lunedì 29 febbraio molte nubi e precipitazioni sparse, nevose fin sui 1200 – 1500 metri di quota. Martedì 1° marzo le precipitazioni si concentreranno sui versanti adriatici, nevose fin sui 1300 metri di quota, poi è atteso in generale miglioramento atmosferico. Sull’Appennino meridionale inizialmente nuvolosità irregolare con temperature elevate, le precipitazioni arriveranno inizialmente nella serata di domenica 28 febbraio con neve a quote medio alte, poi ancora, più abbondanti, martedì 1° marzo con nevicate fin sui 1400 metri di quota, poi migliora.
. Mercoledì 2 marzo migliora temporaneamente su tutta la dorsale appenninica in attesa di una nuova perturbazione a carattere freddo che interesserà l’Italia tra giovedì 3 marzo portando precipitazioni soprattutto al centro sud, nevose in Appennino fino a quote medio basse. Nei giorni successivi ancora perturbazioni prevalentemente nord atlantiche con alternanza di fasi miti e più fredde, ma le tempistiche e gli effetti in termini di precipitazioni e temperature non sono per ora stimabili.
 
Da inizio febbraio torna la neve, anche abbondante, in Appennino.
venerdì 29 gennaio 2016
La prevista presenza condizionante del fenomeno El Niño, che a dicembre 2015 ha raggiunto la massima intensità, ci aveva fatto mettere in conto una probabile prima metà dell’inverno piuttosto anonima. Però, negli editoriali d’autunno, consultando la statistica degli ultimi 70 anni, avevamo anche sottolineato che lla maggior parte degli inverni con presenza di forti eventi di El Niño sono state registrate ondate di freddo durante la seconda metà della stagione, anche intense, tra fine gennaio ed inizio marzo, sull’Europa ed anche sull’Italia. Attualmente possiamo stimare un 40% di probabilità che ciò avvenga contro un 60% di probabilità che a fine marzo ricorderemo questo inverno come una stagione anonima, senza particolari sussulti, prevalentemente mite e spesso asciutta.
Attualmente, oramai alle spalle la fase fredda tra fine seconda decade ed inizio terza decade di gennaio, il bacino centrale del mar Mediterraneo è tornato sotto l’influenza diretta della fascia anticiclonica subtropicale. Il motivo principale è imputabile ad un debole disturbo, un impulso caldo, che sta interessando in Vortice Polare stratosferico in area Siberiana e che costringe lo stesso Vortice Polare stratosferico a schiacciarsi sull’Europa centro settentrionale e ad intensificarsi, sia come rotazione che in termini di basse temperature raggiunte, fin sotto i -80°C. Al contempo il Vortice Polare troposferico, in fase di ricompattamento ed intensificazione, sta posizionando il proprio centro nei pressi dell’Islanda e Scandinavia. Quindi siamo tornati ad una situazione da fine autunno in cui abbiamo il flusso perturbato nord atlantico che tende a salire di latitudine lasciando il bacino del mar Mediterraneo, come sottolineato in precedenza, il balia delle aree di alte pressioni subtropicali. L’anticiclone afro mediterraneo che interessa ed interesserà l’Italia nei prossimi giorni si disporrà lungo i paralleli e si confronterà con delle correnti zonali intense presenti appena oltralpe. A causa di queste ultime soprattutto le regioni settentrionali e le centrali tirreniche saranno influenzate da correnti miti ed umide mediamente occidentali che produrranno nuvolosità medio bassa, spesso in banchi estesi e, di tanto in tanto, in grado d’intensificarsi fino a produrre delle pioviggini. Le fasi d’intensificazione saranno scandite dal passaggio di veloci perturbazioni sull’Europa centro settentrionale, con venti sud occidentali di “richiamo prefrontale” sull’Italia, mentre nelle fasi post frontali, quindi successive al passaggio delle perturbazioni, potremo assistere a delle brevi schiarite per la temporanea espansione fin sulla Germania dell’alta pressione, con venti nord occidentali sull’Italia.
Tale situazione si trascinerà per circa una settimana poi, ad inizio febbraio, è atteso un nuovo e più forte disturbo al Vortice Polare Stratosferico, un intenso impulso caldo che dall’Asia punterà diritto al Circolo Polare Artico, con clou intorno al 6/7 febbraio. Il Vortice Polare stratosferico proverà inizialmente a reagire ma verrà letteralmente scalzato dalla sua sede naturale, il Circolo Polare Artico, schiacciato verso il continente europeo, inoltre s’indebolirà sensibilmente in tutti i suoi aspetti. Tutto ciò però non sarebbe significativo se qualcosa di simile non avvenisse anche a livello del Vortice Polare troposferico, ossia in quella parte dell’atmosfera prossima alla superficie terrestre in cui avvengono la stragrande maggioranza dei fenomeni atmosferici che ci interessano.
Attualmente, seppur a distanza temporale ancora elevata, circa due settimane, qualche indicazione in tal senso l’abbiamo già. Ad inizio febbraio, intorno alla seconda metà della prossima settimana, infatti, il Vortice Polare troposferico sposterà il proprio asse verso l’Europa a causa della spinta ricevuta dalla formazione ed irrobustimento di un’area anticiclonica tra il Canada ed il Polo Nord. Ciò, molto probabilmente, favorirà il susseguirsi sul bacino centrale del mar Mediterraneo di una serie di onde corte nord atlantiche, ossia alcuni fronti perturbati a carattere freddo provenienti da nord ovest che in taluni casi, produrranno centri depressionari sopra l’Italia dove avremo molte nubi e precipitazioni anche consistenti, nevose in montagna e probabilmente anche a quote collinari, specie sulle regioni alpine e lungo l’Appennino centro settentrionale.
Image La fase mediamente fredda potrebbe proseguire fin verso la metà di febbraio, successivamente, se tutti i successivi tasselli andranno al posto giusto, ad iniziare da un serio e duraturo indebolimento del Vortice Polare, sia stratosferico che troposferico, per proseguire con un significativo contributo dell’alta pressione atlantica, ossia la creazione e l’irrobustimento di un anticiclone di blocco nord atlantico, dopo metà febbraio sarà possibile assistere anche ad una più corposa irruzione di aria fredda polare sull’Italia con tutto ciò che ne potrà conseguire a partire dalle nevicate fino a quote molto basse.
In conclusione, per quanto riguarda l’Appennino, avremo fino a mercoledì 3 febbraio molte nubi sui settori centro settentrionali con possibili locali pioviggini, venti sostenuti sud occidentali, poco nuvoloso o nuvoloso sui settori meridionali, venti deboli o moderati occidentali, temperature sopra la media, di molti gradi nella giornata di lunedì 1° febbraio. Giovedì 4 febbraio un’intensa perturbazione nord atlantica porterà molte nubi, inizialmente con qualche pioggia, poi con nevicate anche intense fin sui 1000 – 1200 metri di quota, prima sull’Appennino settentrionale poi su quello centro meridionale. Il fine settimana successivo è atteso un generale miglioramento atmosferico con temperature nelle medie sabato 6 ed in aumento domenica 7 febbraio per l’avvicinarsi di una nuova intensa perturbazione atlantica. Quest’ultima, nella serata di domenica 7 febbraio, inizierà a portare molte nubi e precipitazioni sull’Appennino settentrionale con neve inizialmente a quote medio alte ma in rapida discesa fin sui 1300 metri, tra lunedì 8 e martedì 9 febbraio è attesa la stessa sequenza di eventi prima sull’Appennino centrale e poi meridionale mentre sull’Appennino settentrionale temporaneo, parziale miglioramento. Mercoledì 10 gennaio nuova intensa perturbazione nord atlantica con nevicate anche abbondanti lungo tutto l’Appennino, 1000 – 1200 metri di quota sui setteri settentrionali, 1500 – 1700 metri di quota su quelli meridionali ma in calo. L’instabilità atmosferica a carattere freddo dovrebbe protrarsi fino a metà febbraio con temperature in ulteriore calo e manto nevoso in sostanzioso incremento lungo l’intera dorsale appenninica.
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