Editoriali
Novembre inizia con sole e temperature elevate ma poi tornano le piogge, anche abbondanti.
giovedì 30 ottobre 2014
Il mese di ottobre, per l’Appennino, sta concludendosi con medie termiche elevate, fin oltre 2°C rispetto alla norma, mentre la pluviometria registra accumuli piuttosto irregolari, ben al di sopra delle medie su gran parte dei settori settentrionali, quantitativi generalmente inferiori alle medie sull’Appennino centrale e più o meno in linea su quello meridionale. Se si escludono questi ultimissimi giorni sui settori centro meridionali ed in precedenza, specie ad inizio mese, sui settori settentrionali, il mese è trascorso all’insegna della prevalenza di sole con temperature elevate, spesso su valori prossimi a quelli estivi, più caratteristici quindi di un mese come settembre che come ottobre. In generale comunque un mese che non cambia la sostanza del 2014, anno nel quale la stragrande maggioranza degli altri 9 mesi finora trascorsi ha registrato precipitazioni superiori alle medie, mentre termicamente conferma un’annata sostanzialmente calda, con uno scorso inverno quasi inesistente, una primavera piovosa e mite ed un estate piovosa ma con valori termici non troppo distanti dalle medie termiche.
Le proiezioni a lungo termine, attualmente, continuano a presentare scenari che escludono una improvvisa interruzione di questo trend, tra il 31 ottobre ed il 3 novembre, infatti, tornerà l’alta pressione, con correnti meridionali e temperature oltre le medie del periodo. Successivamente aumenteranno le nubi e torneranno le piogge, probabilmente anche in quantità notevoli sulle regioni tirreniche e soprattutto al nord ovest, ma ancora con correnti miti mediamente provenienti da sud o sud est, quindi, in poche parole, potremmo arrivare a metà novembre ancora con clima da metà d’ottobre. Per chi ama il caldo e chi, soprattutto negli ultimi tempi, guarda soprattutto al portafoglio ed alle spese per il riscaldamento, sono buone se non ottime notizie, però vorremmo far notare che questo caldo fuori stagione mantiene oltre la norma anche le temperature superficiali dei mari che circondano l’Italia e del Mediterraneo in genere, quindi notevoli quantità di energia sotto forma di calore ed umidità potranno in qualunque momento entrare in gioco durante le fasi perturbate che ci attendono nelle prossime settimane. I media si sono già quasi tutti dimenticati di quanto è accaduto a settembre sul Gargano ed in ottobre sulla Liguria, sul grossetano, a Parma od a Trieste, ma negli ultimi giorni per le stesse ragioni abbiamo avuto situazioni simili anche ad Atene in Grecia ed in Turchia ed il rischio che fenomeni alluvionali possano ripresentarsi sull’Italia a novembre è, ad oggi, elevato.
Image Tornando sullo specifico della previsione meteorologica per i prossimi giorni, dimenticate le nevicate fin sui 1200 metri di quota in Appennino durante la seconda parte della scorsa settimana, siamo ora in attesa di una definitiva cessazione delle correnti fredde nord orientali che ancora, seppur decisamente attenuate, insistono sull’Italia. Durante le prossime ore il residuo nucleo di aria fredda in quota, di origine nord atlantica, che alimenta la blanda circolazione depressionaria stazionante sul bacino centro orientale del mar Mediterraneo, tenderà ad allontanarsi verso nord est, contemporaneamente avanzerà sul bacino centrale del mar Mediterraneo, da ovest, un promontorio anticiclonico afro mediterraneo che fino a domenica 2 novembre garantirà cielo sereno o poco nuvoloso e clima mite su tutta l’Italia con solo delle nebbie al mattino al centro nord. Lunedì 3 novembre, poi, sempre da ovest, avanzerà sul bacino centrale del mar Mediterraneo una vasta area depressionaria atlantica che attiverà un flusso di correnti miti ed umide meridionali con nuvolosità in aumento e prime piogge sulle regioni nord occidentali e sulla Toscana, ancora sole e poche nubi sul resto d’Italia. Tra martedì 4 e giovedì 6 ottobre nubi e piogge interesseranno progressivamente anche altre aree dell’Italia, naturalmente a partire dalle regioni occidentali. In questa fase il rischio che si possano verificare eventi alluvionali sulle zone tirreniche più esposte, specie su basso Piemonte, Liguria e Toscana, aumenterà notevolmente, specie se il sistema depressionario rallenterà in maniera significativa il proprio movimento verso oriente. Se le attuali proiezioni dovessero essere confermate, dovremo attendere poi la fine della prima decade di novembre per un deciso miglioramento atmosferico su gran parte del territorio italiano.
 
Ancora temporali sull’Appennino centro settentrionale ma avremo temperature estive fino a settembre
venerdì 22 agosto 2014
Su gran parte d’Italia il mese di agosto sta confermando le proiezioni fatte ad inizio estete ed in luglio, mostrando caratteristiche ben più estive soprattutto rispetto al mese di luglio. Naturalmente, sul centro Italia, nulla a che vedere con i mesi di agosto degli ultimi anni ma se non altro abbiamo finora avuto un’instabilità atmosferica meno diffusa, più giornate di sole e temperature mediamente più alte anche se nessuna consistente ondata di caldo come ad esempio sulle regioni meridionali italiane.
Queste differenze dipendono da una diversa disposizione delle figure bariche sullo scenario euro mediterraneo. Luglio 2014 è stato caratterizzato dalla presenza, specie durante la seconda metà del mese, di un anticiclone abbastanza robusto sulla Scandinavia che ha letteralmente deviato verso sud est il flusso perturbato nord atlantico. Ciò ha determinato l’entrata franca, senza particolari resistenze, sul bacino centrale del mar Mediterraneo, di impulsi di aria fresca ed instabile nord atlantica che è andata poi a favorire la formazione sopra l’Italia di veri e propri vortici depressionari con nubi, piogge e temporali che, seppur sempre in maniera maggiore il centro nord, sono andati ad interessare con buona frequenza anche le regioni meridionali. In agosto, invece, la caratteristica principale è stata il rafforzamento della circolazione depressionaria sull’Europa centro settentrionale con due principali centri di bassa pressione stazionanti in maniera persistente sull’Islanda e sulla Scandinavia. Tutti i settori centro settentrionali del nostro continente sono stati investiti direttamente da correnti instabili o perturbate occidentali atlantiche con cielo spesso nuvolosi e molte giornate piovose. Sull’Italia sono state quindi le regioni alpine le più soggette a questa tipologia di circolazione atmosferica, come detto un auna vivace instabilità atmosferica. L’Italia meridionale invece è riuscita a rientrare sotto la cupola protettiva di una circolazione anticiclonica afro mediterranea quest’anno abbastanza bassa di latitudine , che comunque ha garantito molte giornate soleggiata e brevi ondate di caldo. Come si può intuire da questi passaggi il centro Italia si quindi trovato sul confine tra le due differenti circolazioni atmosferiche, con correnti occidentali più fresche ed instabili tra Toscana, Umbria e Marche, più calde e stabili su Lazio, Abruzzo e Molise.
Image Nei prossimi 10 – 15 giorni non sono previsti sostanziali variazioni di questo schema barico, però un piccolo spostamento più a nord della grande circolazione depressionaria euro atlantica sembra poter favorire una maggiore ingerenza dell’anticiclone delle Azzorre sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo e più in generale sui paesi dell’Europa centro meridionale. Ciò basterà per garantire una generale diminuzione dell’instabilità atmosferica sull’Italia centro settentrionale, almeno fino ad inizio settembre. Successivamente la naturale evoluzione di questa disposizione barica vedrebbe, durante la prima decede di settembre, il passaggio ad una breve fase calda seguita da uno schema simile a quello avuto nella seconda metà di luglio, quindi con anticiclone di blocco che spingerebbe nuclei perturbati nord atlantici fin nel cuore del bacino centrale del mar Mediterraneo ma su questa eventualità meglio tornare a parlarne fra qualche giorno, per ora godiamoci questo fine agosto sostanzialmente estivo.
Per quanto riguarda l’Appennino saranno ancora i settori centro settentrionali quelli più interessati da un’instabilità atmosferica debole o moderata, prevalentemente pomeridiana, almeno fino a lunedì 25 agosto, temperature in calo. Rischio temporali in deciso calo tra martedì 26 e giovedì 28 agosto con temperature in aumento. Nuovo lieve aumento dell’instabilità atmosferica pomeridiana sull’Appennino centrale ma soprattutto sull’Appennino settentrionale, tra venerdì 29 e martedì 2 settembre con temperature lievemente superiori alle medie del periodo.
 
Prima seria ondata di caldo dell’estate. Nella seconda decade di giugno tornano i temporali
mercoledì 04 giugno 2014
Sulla base degli ultimi dati elaborati dai modelli meteo climatici è oramai certo che nei prossimi giorni la stagione estiva possa subire un’accelerazione. Entro il prossimo fine settimana infatti, l’intera penisola italiana si ritroverà con un clima tipicamente estivo, con giornate molto soleggiate e temperature in aumento fin sopra i 30°C in molte località di pianura e fondovalle, specie nelle zone interne sufficientemente lontane da una superficie marina ancora sostanzialmente fredda. Questa fase meteorologica, con clima caldo estivo, sarà anche abbastanza lunga, specie se confrontata con quanto avuto nelle ultime settimane, verrà infatti interrotta, solo durante la seconda decade di giugno, intorno alla seconda metà della prossima settimana, dal ritorno di correnti più fresche ed instabili nord atlantiche, con temporali e moderato calo termico. Tale ipotesi viene avvalorata da dati riguardanti alcuni indici climatici a livello globale, non ancora del tutto favorevoli ad una completa stabilizzazione delle condizioni atmosferiche nell’area euro mediterranea.
Attualmente, dopo l’allontanamento ad oriente del vortice depressionario nord africano transitato tra mar Ionio e mar Libico, l’Italia è marginalmente interessata da lievi infiltrazioni di aria fresca nord atlantica che mantengono attiva una certa instabilità atmosferica soprattutto sulle Alpi dove, specie nel pomeriggio, si sviluppano nubi cumuliformi in grado di produrre locali rovesci ed isolati temporali. Le aree dell’Italia dove nelle ultime ore abbiamo le condizioni atmosferiche sostanzialmente più stabili sono quelle centrali, in Sardegna come tra Campania e Romagna abbiamo cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso con solo qualche locale nube cumuliforme pomeridiana sulle zone interne montuose che comunque difficilmente riesce a produrre precipitazioni significative.
Image Nelle prossime ore tale situazione, in generale, migliorerà ulteriormente dato che le lievi infiltrazioni di aria fresca nord atlantica che interessano il nord Italia si porteranno prima a nord delle Alpi poi più ad ovest restando confinate tra Francia, Belgio ed Olanda. Addirittura, a partire da venerdì 6 giugno, sull’Italia tenderà ad affermarsi, al suolo ma soprattutto in quota, un promontorio anticiclonico afro mediterraneo che, nel prossimo fine settimana fino almeno a martedì 10 giugno, sarà responsabile della prima seria ondata di caldo della stagione estiva. I giorni in cui il caldo risulterà più intenso saranno quelli compresi tra domenica 8 e mercoledì 11 giugno con valori massimi oltre 30°C nella maggior parte dei principali centri urbani di pianura e fondovalle del nord Italia come del centro o del sud, probabilmente potranno essere toccate punte anche di 33°C/34°C.
In Appennino condizioni sostanzialmente stabili per i prossimi 6 o 7 giorni, saranno comunque sempre possibili isolati addensamenti cumuliformi termoconvettivi pomeridiani in grado di produrre brevi rovesci anche temporaleschi, più probabili nel pomeriggio odierno, poi ancora sabato 7 e martedì 10 giugno. Temperature in aumento con valori anche superiori ai 20°C a 1500 metri di quota tra domenica 8 e mercoledì 11 giugno. Venti deboli o temporaneamente moderati provenienti in prevalenza dai quadranti occidentali o settentrionali
Come anticipato in precedenza, l’ondata di caldo dovrebbe attenuarsi a partire da giovedì 12 giugno quando impulsi di aria fresca ed instabile nord atlantica dovrebbero riportare i temporali prima sull’Appennino settentrionale poi anche su quello centro meridionale con un moderato calo termico e temperature che torneranno su valori prossimi alle medie del periodo.
 
Tre giorni d’inverno prima di una Pasqua con nubi, piogge sparse e rialzo termico.
martedì 15 aprile 2014
Durante l’ultimo trimestre invernale per contare le configurazioni bariche tipicamente invernali, con correnti da nord ed impulsi di aria fredda artica in discesa sull’Italia, sono risultate più che sufficienti le dita di una mano, ma la variabilità e l’imprevedibilità dell’atmosfera non deve essere mai sottovalutata tant’è che nelle prossime 72 ore, con un clima primaverile oramai affermatosi da tempo, l’Italia vivrà tre giorni dalle caratteristiche climatiche invernali, attenuate da un sole che oramai durante la seconda metà di aprile quando prevale sulle nubi riesce a scaldare notevolmente l’aria.
Nelle ultime ore l’anticiclone atlantico si è ritirato dal bacino centrale del mar Mediterraneo posizionando i propri massimi di pressione sopra l’Inghilterra, contemporaneamente, più ad oriente, sopra la Scandinavia, è andata posizionandosi una vasta area depressionaria di origine artica che tende ad espandersi verso sud fin sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo. Sull’Italia, quindi, è giunto un fronte perturbato proveniente dalla Scandinavia occidentale che, seguito da un primo impulso di aria fredda, sta generando un centro di bassa pressione sull’alto mar Tirreno. Questo nuovo centro depressionario tenderà subito a muoversi verso sud est portandosi prima sul basso mar Adriatico poi, nella giornata di mercoledì 16 aprile, sopra la Grecia. Durante questo tragitto causerà un deciso peggioramento atmosferico inizialmente sulla Romagna, poi sulle regioni centrali ed entro il pomeriggio odierno anche al sud con molte nubi e piogge sparse, spesso a carattere di rovescio o temporale soprattutto lungo l’Adriatico. La neve cadrà fin sui 1300 metri di quota.
Dopo un temporaneo miglioramento atmosferico, prima al nord, poi nel pomeriggio al centro ed in serata al sud, con il centro depressionario in spostamento dal basso mar Adriatico alla Grecia, le intense correnti nord orientali affermatesi dalle Alpi alla Sicilia, piloteranno sull’Italia una serie d’impulsi di aria fredda che causeranno un nuovo aumento dell’instabilità atmosferica soprattutto lungo le regioni adriatiche ed in Appennino dove avremo, per l’intera giornata di mercoledì 16 aprile, molte nubi e precipitazioni sparse, nevose fin sugli 800 – 1000 metri di quota. Per quanto riguarda, più in specifico, la dorsale appenninica, le precipitazioni risulteranno più intense sui versanti adriatici, saranno assenti sui settori liguri. Inizialmente nevicherà oltre i 1600 metri di quota ma subito la quota neve, a partire dai settori romagnoli poi già in mattinata su quelli umbro marchigiani e nel pomeriggio su quelli meridionali, raggiungerà i 1300 metri di quota. Durante il miglioramento atmosferico, comunque, le temperature continueranno a calare tanto che, tra la serata odierna e la giornata di domani mercoledì 16 aprile, quando torneranno nubi e precipitazioni ad iniziare dall’Appennino centro settentrionale, la neve scenderà fin sugli 800 metri di quota. Venti moderati o forti nord orientali.
Image Nella giornata di giovedì 17 aprile il sistema depressionario centrato sopra la Grecia inizierà ad indebolirsi favorendo un primo miglioramento atmosferico ad iniziare dall’Appennino centro settentrionale. Tra il pomeriggio e la serata, comunque, saranno ancora possibili dei temporanei, locali peggioramenti delle condizioni atmosferiche con residue precipitazioni, nevose fin sui 1000 metri di quota. Venerdì 18 aprile la bassa pressione greca si indebolirà ulteriormente e si sposterà più ad est con conseguente miglioramento atmosferico più significativo lungo l’Appennino dove assisteremo anche ad un cambio di correnti, da nord orientali a sud occidentali, che favorirà un significativo rialzo termico.
Nel fine settimana di Pasqua poi, l’Italia sarà interessata da un flusso di correnti miti, umide ed instabili prodotte da una moderata area depressionaria nord atlantica centrata sulla Francia. Sabato 19 aprile nubi e precipitazioni saranno sostanzialmente scarse, successivamente, per Pasqua e lunedì dell’Angelo, grazie all’avanzamento verso l’Italia del centro depressionario, sulle regioni italiane e lungo tutta la dorsale appenninica assisteremo ad un aumento dell’instabilità atmosferica con molte nubi, rovesci sparsi e locali temporali. La quota delle nevicate si alzerà fin sopra i 2000 metri.
Nei giorni seguenti, fino almeno a giovedì 24 aprile, l’Italia continuerà ad essere interessata da una vasta circolazione depressionaria euro mediterranea alimentata da impulsi di aria fresca ed instabile nord atlantica. Ciò determinerà la persistenza di un’elevata variabilità atmosferica con schiarite alternate a frequenti addensamenti, specie nel pomeriggio, con rovesci sparsi e locali temporali lungo l’intera dorsale appenninica.
 
Ultime nevicate a quote basse della stagione, anche abbondanti oltre 1200 metri di quota.
domenica 23 marzo 2014
Dopo l’antipasto di primavera della seconda decade del mese, marzo, confermando la fama di mese “pazzerello” per la proverbiale variabilità delle condizioni atmosferiche, ci propone ora una fase dai chiari connotati invernali. Probabilmente quelle delle prossime ore e dei prossimi giorni saranno le ultime intense nevicate fino a quote basse della stagione fredda, sempre se così quest’anno si può chiamare data la totale assenza di significative irruzioni di aria fredda durante il trimestre invernale. Tra venerdì 21 e sabato 22 marzo la resistenza della circolazione anticiclonica che, stazionante per più giorni sul bacino centrale del mar Mediterraneo, ha garantito giornate soleggiate e clima mite su tutta l’Italia, è stata vinta dall’arrivo sulla nostra penisola di un’intensa perturbazione nord atlantica, seguita da aria fredda artica groenlandese. Quest’ultima, a contatto con aria mite ed umida afro mediterranea, ha favorito la formazione di un sistema depressionario sopra l’Italia attualmente centrato tra Liguria ed Appennino settentrionale. Conseguentemente ciò ha prodotto un generale peggioramento atmosferico con molte nubi e precipitazioni frequenti, anche a carattere temporalesco, più intense sul Triveneto e sulle regioni tirreniche. Nevicate inizialmente a quote medio alte ma con quota neve in rapido calo per l’afflusso da nord ovest di aria fredda nord atlantica. Già in queste ore l’aria fredda ha raggiunto l’Appennino settentrionale dove nevica fin sui 400 metri di quota, nelle prossime ore affluirà anche al centro favorendo un calo della quota delle nevicate fin sui 600 metri di quota mentre al sud il clou del calo termico sarà domani mattina lunedì 24 marzo.
Image Tra domani lunedì 24 e martedì 25 marzo il centro della bassa pressione si porterà sopra le regioni centrali ma s’indebolirà favorendo una prima generale attenuazione delle precipitazioni anche se poi, tra mercoledì 26 e giovedì 27 marzo l’arrivo sul bacino centrale del mar Mediterraneo di un nuovo impulso perturbato nord atlantico rinvigorirà l’intera circolazione depressionaria che si estenderà su gran parte dell’Europa centro occidentale ed avrà il minimo di pressione principale nei pressi della Sardegna. In questa fase le nubi e le precipitazioni torneranno ad intensificarsi sul Triveneto ma soprattutto al centro sud, stavolta però sia sui versanti tirrenici che su quelli adriatici, quota delle nevicate in lieve aumento. Venerdì 28 marzo l’intero sistema depressionario inizierà ad indebolirsi favorendo un generale miglioramento atmosferico sull’Italia.
In Appennino, come anticipato, nelle prossime 24/36 ore nevicherà fin sui 400 metri di quota sui settori settentrionali, 600 metri di quota sui settori centrali, 900 metri di quota su quelli meridionali. Martedì 25 marzo attenuazione delle precipitazioni e quota delle nevicate in risalita di circa 300/400 metri, nuova intensificazione delle precipitazioni tra mercoledì 26 e giovedì 27 marzo con quota delle nevicate più o meno stazionaria. Venerdì 28 marzo generale miglioramento con residue, generali precipitazioni con quota neve stazionaria od in lieve rialzo..
Tra sabato 29 e domenica 30 marzo l’intero sistema depressionario si sposterà più ad ovest, letteralmente “agganciato” da un vasto sistema depressionario nord atlantico, sul bacino centrale del mar Mediterraneo, quindi, la pressione atmosferica aumenterà rapidamente e le condizioni atmosferiche miglioreranno. Sull’Italia tornerà a prevalere il sole con residua nuvolosità a ridosso dei rilievi montuosi e temperature in sensibile calo grazie all’attivazione di correnti miti ed umide meridionali. Ancora condizioni atmosferiche stabili e poche nubi nella giornata di lunedì 31 marzo con temperature primaverili, poi, durante i primissimi giorni di aprile, una nuova perturbazione atlantica potrebbe raggiungere l’Italia ma di questa eventualità meglio riparlarne nei prossimi giorni quando avremo maggiori dati per valutare l’evoluzione atmosferica di inizio aprile.
 
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