Editoriali
Altre nevicate abbondanti in arrivo, specie sull’Appennino centrale. Si potrà sciare anche a Pasqua.
lunedì 21 marzo 2016
Gli ultimi dati proposti dai modelli meteorologici ci fanno ipotizzare un ultimo colpo di coda dell’inverno, stavolta proprio fuori tempo massimo e del quale, in ottica neve e sport invernali, ne beneficeranno soprattutto le località sciistiche dell’Appennino centrale.
Durante l’Ultimo fine settimana si è potuto sciare quasi ovunque lungo la dorsale appenninica, grazie alle nevicate abbondanti di metà marzo ed a condizioni atmosferiche tutto sommato favorevoli. Nonostante il caldo infatti, siamo a fine marzo e le ore di soleggiamento fanno la differenza, la neve ha resistito sufficientemente bene alla fusione sia per la bassa umidità dell’aria che per le gelate notturne. Ora però, nelle prossime 48 ore, l’umidità aumenterà notevolmente ed avremo anche qualche pioggia fino a quote levate per l’avvicinamento da ovest dell’area di bassa pressione stazionate sulla Spagna che richiamerà verso l’Italia masse d’aria miti, umide e debolmente instabili mediterranee.
La svolta arriverà dalla serata di martedì 22 marzo quando la bassa pressione proveniente dalla Spagna si unirà ad un fronte freddo in discesa dal nord Europa. L’intero sistema depressionario si approfondirà nei pressi della Sardegna e, muovendosi verso l’Albania, richiamerà a se aria fredda proveniente dall’Europa centro settentrionale. Sulla Romagna e soprattutto sul centro sud Italia avremo condizioni atmosferiche instabili o perturbate mentre le regioni alpine saranno praticamente saltate dal peggioramento atmosferico. Dalla serata di giovedì 24 marzo inizierà un progressivo miglioramento atmosferico con le regioni centro meridionali ancora interessate da correnti fredde nord orientali.

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Sull’Appennino fino al pomeriggio di domani martedì 22 marzo avremo cielo nuvoloso o molto nuvoloso con locali addensamenti e qualche pioggia soprattutto sui settori centro settentrionale, la quota neve sarà elevata. Venti deboli o moderati in intensificazione, nord orientali al centro nord, meridionali al sud. Tra la serata di martedì 22 e le prime ore di mercoledì 23 marzo deciso peggioramento atmosferico sull’Appennino centro meridionale e successivamente su quello romagnolo con neve inizialmente a quote medio alte ma in rapida discesa tanto che nella prima mattinata di mercoledì 23 marzo fin sui 600/800 metri sui settori romagnoli ed umbro marchigiani, 900 – 1400 metri sul resto dell’Appennino centrale, oltre i 1700 metri sull’Appennino meridionale. Nuvolosità in aumento ma scarso rischio precipitazioni sull’Appennino settentrionale. Nel corso della giornata di mercoledì 23 fino a giovedì 24 marzo frequenti precipitazioni lungo l’Appennino centro meridionale con quota neve in calo sui settori abruzzesi, laziali, molisani ed i settori meridionali in genere dove la neve potrà toccare i 1000 metri. Dal pomeriggio di giovedì 24 marzo progressivo, generale miglioramento atmosferico. Tra giovedì 24 e le prime ore di venerdì 25 marzo le temperature a 1500 metri di quota potranno toccare i -5°C. Venti moderati o forti nord orientali in attenuazione da venerdì 25 marzo, inizialmente sud occidentali sull’Appennino meridionale.
Venerdì 25 marzo, come anticipato, con l’allontanamento verso oriente della bassa pressione, assisteremo ad un generale miglioramento atmosferico con correnti ancora fredde nord orientali e rasserenamenti in avanzamento dall’Appennino centro settentrionale a quello meridionale. Nella prima mattinata di sabato 26 marzo probabili gelate lungo la dorsale appenninica, specie sui settori centro meridionali dove il cielo sarà sereno, nubi invece sull’Appennino settentrionale. Nel corso della mattinata e poi nubi in aumento da nord sull’Appennino centro meridionale, rasserenamenti sui settori settentrionali. Domenica 27 marzo cielo inizialmente sereno o poco nuvoloso lungo tutta la dorsale appenninica poi nubi in aumento sull’Appennino settentrionale.
Ricapitolando, con un pizzico di fortuna ed un po’ di “maestria” nel trattare la neve che cadrà, su alcune aree dell’Appennino centrale adriatico anche oltre 50 centimetri di neve fresca, magari con l’aiuto, in aggiunta, anche di neve artificiale tra giovedì 24 e venerdì 25 marzo, questa tormentata stagione sciistica 2015/2016 potrebbe prolungarsi fino a Pasqua.
 
Neve a quote medio basse lungo l’Appennino, localmente abbondanti, specie sui versanti adriatici.
lunedì 07 marzo 2016
Da novembre 2015 a febbraio 2016 l’interazione tra una serie di specifici fattori climatici hanno permesso al Vortice Polare, che regola la circolazione atmosferica sul nostro emisfero, di “girare” ad alta intensità, limitando notevolmente le ondulazioni della corrente a getto nord atlantica e quindi riducendo al minimo l’arrivo di perturbazioni di una certa consistenza sul bacino centrale del mar Mediterraneo. Da metà febbraio però, sostanzialmente per motivi stagionali, lo stesso Vortice Polare ha iniziato a perdere colpi vistosamente e di riflesso, quasi automaticamente, le perturbazioni sono tornate ad interessare le nostre latitudini. Negli ultimissimi giorni, anche impulsi perturbati a carattere freddo, provenienti dal mar del Nord, hanno raggiunto l’Italia dando luogo a fasi atmosferiche instabili o perturbate abbastanza consistenti soprattutto al centro nord. Nei prossimi giorni la situazione non cambierà di molto, mentre da metà marzo una probabilissima implosione del Vortice Polare potrebbe presentarci scenari meteorologici abbastanza estremi e differenti tra loro. Stiamo parlando di una disgregazione, uno split (divisione) del Vortice Polare che causerà notevoli ondulazioni della corrente a getto, con flussi di masse d’aria da nord a sud, e viceversa, piuttosto marcati ed intensi. L’area euro mediterranea, quindi, potrà trovarsi investita da un flusso di correnti miti meridionali in grado di irrobustire un campana anticiclonica afro mediterranea sopra l’Italia con temperature primaverili, ma più probabilmente potrebbe essere interessata da una corposa irruzione di aria fredda polare proveniente dalla Lapponia o dalla Siberia occidentale. L’ipotesi intermedia, invece, prevede un’iniziale flusso di correnti moderatamente fredde seguito a breve da un progressivo ritorno a condizioni anticicloniche con temperature in aumento. Attualmente la prima ipotesi è la meno probabile, la terza un po’ più probabile, la seconda la più sottolineata dai modelli, tra l’altro, dovesse essere confermata, si potrebbe ipotizzare la possibilità di sciare su gran parte dell’Appennino durante le vacanze di Pasqua. Naturalmente servono ancora dati e conferme, quindi meglio riparlarne nei prossimi giorni.
In queste ore il bacino centrale del mar Mediterraneo è interessato da una vasta area depressionaria estesa dal mar di Norvegia alla Tunisia, alimentata da aria fredda artica nord atlantica ed aria mite umida afro mediterranea. Il principale centro di bassa pressione attualmente è posto sopra la Danimarca mentre un centro depressionario secondario s’è formato sopra le regioni nord occidentali italiane. Nelle prossime ore quindi, gran parte dell’Italia sarà interessata da correnti instabili sud occidentali con formazione di nubi, spesso cumuliformi, e precipitazioni sparse soprattutto al centro sud, mentre al nord, dopo le precipitazioni abbondanti dell’ultimo fine settimana, è in corso un temporaneo, parziale miglioramento atmosferico. L’aria fredda sopraggiunta nelle ultime ore permette alla neve di scendere fin sui 1000 – 1200 metri di quota lungo l’Appennino.
Image Tra martedì 8 e mercoledì 9 marzo un impulso di aria fredda artica nord europea raggiungerà il mar Tirreno intensificando temporaneamente la circolazione depressionaria sopra l’Italia con conseguente generale peggioramento atmosferico. Nubi e precipitazioni interesseranno gran parte d’Italia con neve fin sui fondovalle sull’Appennino emiliano ed a quote medio basse sul resto dell’Appennino centro settentrionale, mentre sull’Appennino meridionale neve fin sui 1000 – 1200 metri di quota. Giovedì 10 marzo un secondo ma meno corposo impulso di aria fredda nord atlantica si getterà, attraverso la Francia, sul mar Mediterraneo occidentale ad ovest della Sardegna. Conseguentemente il centro della bassa pressione dal mar Tirreno si sposterà verso la Tunisia e tutto il sistema depressionario tenderà ad isolarsi dal flusso perturbato nord europeo grazie anche alla fusione tra l’anticiclone atlantico e l’anticiclone russo. Sull’Italia tenderà a migliorare al nord e sul centro tirrenico mentre, fino almeno a sabato 12 marzo, persisteranno condizioni atmosferiche instabili o localmente perturbate al sud e sul centro adriatico con quota neve in lento rialzo. Domenica 13 marzo nubi e residue precipitazioni concentrate sul centro adriatico ed al sud mentre su quanto potrà accadere da lunedì 14 marzo in poi torneremo a parlarne nei prossimi aggiornamenti quando avremo qualcosa di più concreto in mano.
Ricapitolando, in breve, per quanto riguarda la dorsale appenninica, durante la settimana appena iniziata assisteremo ad un considerevole incremento del manto nevoso sui settori settentrionali con miglioramento atmosferico nel fine settimana. Sull’Appennino centro meridionale invece, avremo le prime serie nevicate con accumuli più significativi sui settori marchigiani ed abruzzesi, attenuazione delle precipitazioni nel fine settimana.
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Neve abbondante sull’Appennino settentrionale, pioggia e neve su quello centrale, pioggia al sud
venerdì 26 febbraio 2016
Il mese di febbraio ha riportato le precipitazioni sull’Italia ma con valori termici superiori alle medie del periodo tant’è che abbiamo avuto nevicate abbondanti solo sulle Alpi e su parte dell’Appennino settentrionale mentre sul resto della dorsale appenninica a fasi nevose già di per se non eccezionali sono seguite fasi miti con piogge fino a quote elevate. Il Vortice Polare sta infatti progressivamente perdendo la compattezza che lo ha caratterizzato per l’intera stagione invernale e ciò favorisce la presenza di ondulazioni più ampie della corrente a getto con conseguente più deciso affondo del fronte polare verso l’area euro mediterranea. Le grandi aree di bassa pressione nord atlantiche, transitando a latitudini più meridionali pilotano fin sulla nostra penisola una serie d’impulsi perturbati in grado di produrre, di tanto in tanto, anche centri depressionari sui mari occidentali italiani. Certamente non è una circolazione atmosferica caratteristica del mese di febbraio, diciamo più da fine novembre/ inizio dicembre, ma questa è l’unica soluzione attualmente possibile con le variabili climatiche che hanno finora condizionato l’intera stagione invernale.
Nei prossimi giorni questo trend diverrà ancor più marcato con correnti più fredde, artiche nord atlantiche, che tenderanno ad entrare in maniera decisa sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo con formazione ed approfondimento di centri depressionari e calo delle temperature anche sull’Italia. Le temperature però resteranno su valori prevalentemente sopra le medie del periodo a causa di centri depressionari che si formeranno ad ovest della nostra penisola con conseguente iniziale richiamo di correnti più miti meridionali. Per quanto riguarda l’Appennino ciò si tradurrà in nevicate frequenti e speso abbondanti per i settori settentrionali della dorsale, nevicate a quote variabili tra i 1000 ed i 2000 metri sui settori centrali con acqua e neve che si contenderanno le quote utili per le località sciistiche, mentre sui settori meridionali della dorsale appenninica tenderanno a prevalere le piogge, neanche tanto abbondanti.
Attualmente sul bacino centrale del mar Mediterraneo è presente una blanda circolazione depressionaria alimentata da aria fredda nord atlantica ed aria mite umida afro mediterranea. Nelle prossime ore, quindi, avremo ancora una debole instabilità atmosferica sulle zone interne peninsulari ed un po’ più consistente al nord ovest, con molte nubi e locali precipitazioni soprattutto nel pomeriggio ed in serata, nevicate a quote medio basse sulle Alpi, oltre i 900 – 1200 metri sull’Appennino centro settentrionale. Nel fine settimana poi, un intenso vortice depressionario nord atlantico interesserà direttamente l’Italia, approfondensosi sopra le isole Baleari nella giornata di sabato 27 febbraio, spostandosi sopra la Sardegna nella giornata di domenica 28 febbraio ed infine portandosi sopra il centro Italia lunedì 29 febbraio. Durante questo tragitto produrrà molte nubi e frequenti precipitazioni, abbondanti sul nord Italia e sulle regioni centrali tirreniche, con quota neve in temporaneo aumento domenica 28 febbraio sia sulle Api centro orientali che soprattutto in Appennino. Temperature in calo nelle prossime ore, in temporaneo aumento domenica 28 febbraio. Venti deboli o moderati nelle prossime ore, nord orientali al centro nord, occidentali al sud, nel fine settimana venti moderati o forti meridionali.
Image Sull’Appennino settentrionale avremo qualche nevicata nelle prossime ore fin sui 900 metri di quota. Nevicate frequenti ed abbondanti tra domani sabato 27 e lunedì 29 febbraio, la quota neve si attesterà inizialmente tra i 700 ed i 1000 m con quota più bassa sui settori emiliani, poi sabato 27 febbraio quota neve in rialzo fin sopra i 1500 metri in serata, domenica 29 dicembre quota neve ancora tra i 1500 ed i 1700 m, in calo dalla sera fin sui 1100 metri, lunedì 29 febbraio ancora nevicate sparse fin sui 1100 – 1300 metri di quota poi migliora. Sull’Appennino centrale precipitazioni a tratti intense tra domani sabato 27 febbraio fino a martedì 1° marzo, inizialmente con quota neve tra i 1300 ed i 1600 metri, in rialzo di circa 100/200 metri nel pomeriggio ed in serata quando comunque assisteremo ad un temporaneo miglioramento che si protrarrà fino alla mattinata di domenica 28 febbraio. Nel pomeriggio seguente poi, deciso peggioramento atmosferico con neve a quote elevate, oltre i 1800 – 2000 metri ma con quota in calo fin sui 1400 metri nel tardo pomeriggio sui settori umbri con precipitazioni spesso a carattere di rovescio od anche temporale. Lunedì 29 febbraio molte nubi e precipitazioni sparse, nevose fin sui 1200 – 1500 metri di quota. Martedì 1° marzo le precipitazioni si concentreranno sui versanti adriatici, nevose fin sui 1300 metri di quota, poi è atteso in generale miglioramento atmosferico. Sull’Appennino meridionale inizialmente nuvolosità irregolare con temperature elevate, le precipitazioni arriveranno inizialmente nella serata di domenica 28 febbraio con neve a quote medio alte, poi ancora, più abbondanti, martedì 1° marzo con nevicate fin sui 1400 metri di quota, poi migliora.
. Mercoledì 2 marzo migliora temporaneamente su tutta la dorsale appenninica in attesa di una nuova perturbazione a carattere freddo che interesserà l’Italia tra giovedì 3 marzo portando precipitazioni soprattutto al centro sud, nevose in Appennino fino a quote medio basse. Nei giorni successivi ancora perturbazioni prevalentemente nord atlantiche con alternanza di fasi miti e più fredde, ma le tempistiche e gli effetti in termini di precipitazioni e temperature non sono per ora stimabili.
 
Da inizio febbraio torna la neve, anche abbondante, in Appennino.
venerdì 29 gennaio 2016
La prevista presenza condizionante del fenomeno El Niño, che a dicembre 2015 ha raggiunto la massima intensità, ci aveva fatto mettere in conto una probabile prima metà dell’inverno piuttosto anonima. Però, negli editoriali d’autunno, consultando la statistica degli ultimi 70 anni, avevamo anche sottolineato che lla maggior parte degli inverni con presenza di forti eventi di El Niño sono state registrate ondate di freddo durante la seconda metà della stagione, anche intense, tra fine gennaio ed inizio marzo, sull’Europa ed anche sull’Italia. Attualmente possiamo stimare un 40% di probabilità che ciò avvenga contro un 60% di probabilità che a fine marzo ricorderemo questo inverno come una stagione anonima, senza particolari sussulti, prevalentemente mite e spesso asciutta.
Attualmente, oramai alle spalle la fase fredda tra fine seconda decade ed inizio terza decade di gennaio, il bacino centrale del mar Mediterraneo è tornato sotto l’influenza diretta della fascia anticiclonica subtropicale. Il motivo principale è imputabile ad un debole disturbo, un impulso caldo, che sta interessando in Vortice Polare stratosferico in area Siberiana e che costringe lo stesso Vortice Polare stratosferico a schiacciarsi sull’Europa centro settentrionale e ad intensificarsi, sia come rotazione che in termini di basse temperature raggiunte, fin sotto i -80°C. Al contempo il Vortice Polare troposferico, in fase di ricompattamento ed intensificazione, sta posizionando il proprio centro nei pressi dell’Islanda e Scandinavia. Quindi siamo tornati ad una situazione da fine autunno in cui abbiamo il flusso perturbato nord atlantico che tende a salire di latitudine lasciando il bacino del mar Mediterraneo, come sottolineato in precedenza, il balia delle aree di alte pressioni subtropicali. L’anticiclone afro mediterraneo che interessa ed interesserà l’Italia nei prossimi giorni si disporrà lungo i paralleli e si confronterà con delle correnti zonali intense presenti appena oltralpe. A causa di queste ultime soprattutto le regioni settentrionali e le centrali tirreniche saranno influenzate da correnti miti ed umide mediamente occidentali che produrranno nuvolosità medio bassa, spesso in banchi estesi e, di tanto in tanto, in grado d’intensificarsi fino a produrre delle pioviggini. Le fasi d’intensificazione saranno scandite dal passaggio di veloci perturbazioni sull’Europa centro settentrionale, con venti sud occidentali di “richiamo prefrontale” sull’Italia, mentre nelle fasi post frontali, quindi successive al passaggio delle perturbazioni, potremo assistere a delle brevi schiarite per la temporanea espansione fin sulla Germania dell’alta pressione, con venti nord occidentali sull’Italia.
Tale situazione si trascinerà per circa una settimana poi, ad inizio febbraio, è atteso un nuovo e più forte disturbo al Vortice Polare Stratosferico, un intenso impulso caldo che dall’Asia punterà diritto al Circolo Polare Artico, con clou intorno al 6/7 febbraio. Il Vortice Polare stratosferico proverà inizialmente a reagire ma verrà letteralmente scalzato dalla sua sede naturale, il Circolo Polare Artico, schiacciato verso il continente europeo, inoltre s’indebolirà sensibilmente in tutti i suoi aspetti. Tutto ciò però non sarebbe significativo se qualcosa di simile non avvenisse anche a livello del Vortice Polare troposferico, ossia in quella parte dell’atmosfera prossima alla superficie terrestre in cui avvengono la stragrande maggioranza dei fenomeni atmosferici che ci interessano.
Attualmente, seppur a distanza temporale ancora elevata, circa due settimane, qualche indicazione in tal senso l’abbiamo già. Ad inizio febbraio, intorno alla seconda metà della prossima settimana, infatti, il Vortice Polare troposferico sposterà il proprio asse verso l’Europa a causa della spinta ricevuta dalla formazione ed irrobustimento di un’area anticiclonica tra il Canada ed il Polo Nord. Ciò, molto probabilmente, favorirà il susseguirsi sul bacino centrale del mar Mediterraneo di una serie di onde corte nord atlantiche, ossia alcuni fronti perturbati a carattere freddo provenienti da nord ovest che in taluni casi, produrranno centri depressionari sopra l’Italia dove avremo molte nubi e precipitazioni anche consistenti, nevose in montagna e probabilmente anche a quote collinari, specie sulle regioni alpine e lungo l’Appennino centro settentrionale.
Image La fase mediamente fredda potrebbe proseguire fin verso la metà di febbraio, successivamente, se tutti i successivi tasselli andranno al posto giusto, ad iniziare da un serio e duraturo indebolimento del Vortice Polare, sia stratosferico che troposferico, per proseguire con un significativo contributo dell’alta pressione atlantica, ossia la creazione e l’irrobustimento di un anticiclone di blocco nord atlantico, dopo metà febbraio sarà possibile assistere anche ad una più corposa irruzione di aria fredda polare sull’Italia con tutto ciò che ne potrà conseguire a partire dalle nevicate fino a quote molto basse.
In conclusione, per quanto riguarda l’Appennino, avremo fino a mercoledì 3 febbraio molte nubi sui settori centro settentrionali con possibili locali pioviggini, venti sostenuti sud occidentali, poco nuvoloso o nuvoloso sui settori meridionali, venti deboli o moderati occidentali, temperature sopra la media, di molti gradi nella giornata di lunedì 1° febbraio. Giovedì 4 febbraio un’intensa perturbazione nord atlantica porterà molte nubi, inizialmente con qualche pioggia, poi con nevicate anche intense fin sui 1000 – 1200 metri di quota, prima sull’Appennino settentrionale poi su quello centro meridionale. Il fine settimana successivo è atteso un generale miglioramento atmosferico con temperature nelle medie sabato 6 ed in aumento domenica 7 febbraio per l’avvicinarsi di una nuova intensa perturbazione atlantica. Quest’ultima, nella serata di domenica 7 febbraio, inizierà a portare molte nubi e precipitazioni sull’Appennino settentrionale con neve inizialmente a quote medio alte ma in rapida discesa fin sui 1300 metri, tra lunedì 8 e martedì 9 febbraio è attesa la stessa sequenza di eventi prima sull’Appennino centrale e poi meridionale mentre sull’Appennino settentrionale temporaneo, parziale miglioramento. Mercoledì 10 gennaio nuova intensa perturbazione nord atlantica con nevicate anche abbondanti lungo tutto l’Appennino, 1000 – 1200 metri di quota sui setteri settentrionali, 1500 – 1700 metri di quota su quelli meridionali ma in calo. L’instabilità atmosferica a carattere freddo dovrebbe protrarsi fino a metà febbraio con temperature in ulteriore calo e manto nevoso in sostanzioso incremento lungo l’intera dorsale appenninica.
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Neve in Appennino. Il gelo resta sull’Europa orientale, perturbazioni atlantiche sull'Italia
martedì 29 dicembre 2015
Anche in Appennino, nei giorni di passaggio tra il 2015 ed il 2016, assisteremo al passaggio da un clima siccitoso e sostanzialmente mite ad un clima più fresco e con precipitazioni. In un primo tempo saranno le correnti moderatamente fredde nord orientali a prevalere sull’Italia, legate ad un corposo afflusso di aria fredda polare che interesserà direttamente l’Europa orientale, poi quelle atlantiche occidentali, con temperature più miti ma che piloteranno una serie di perturbazioni sull’Italia con piogge e nevicate in montagna. Fino alo scorso fine settimana l’evoluzione atmosferica ipotizzata dai modelli meteorologici per i prossimi giorni risultava piuttosto incerta, soprattutto perché mancava una valutazione sufficientemente attendibile della spinta dell’aria fredda dall’Europa orientale verso l’Italia, oggi invece sembra si sia presa una strada più chiara tant’è che possiamo spingerci fino ai giorni dell’Epifania
Innanzitutto partiamo dal primo significativo evento atteso sullo scenario meteorologico euro atlantico mediterraneo atteso tra oggi e domani mercoledì 30 dicembre, ossia la risalita di un robusto promontorio anticiclonico dall’Italia fin oltre la Lapponia ed il Circolo Polare Artico. Sarà un vero e proprio “muro” anticiclonico, eretto in sole 48 ore, che bloccherà il flusso delle correnti perturbate nord atlantiche, queste ultime, precedute da correnti miti meridionali, saranno costrette a deviare verso nord la propria traiettoria pilotando un flusso di aria calda fin oltre le isole Svalbard, oltre l’80° parallelo, in pieno mar Glaciale Artico. Quasi contemporaneamente, dalla Russia Siberiana si attiverà una risposta fredda con senso opposto, ossia un corposo flusso di aria fredda polare in discesa attraverso la Russia occidentale fin sull’Ucraina, la Romania ed un po’ su tutta l’Europa orientale dove passeranno una notte di San Silvestro con temperature glaciali, tar Ucraina e Romania probabilmente si registreranno temperature anche intorno ai -35°C.
Parte di quest’aria gelida interesserà la penisola balcanica e porterà bufere di neve sia in Grecia che in Turchia, sulla nostra Italia invece arriveranno solo dei refoli di aria fredda, minimi, capaci solo di attivare un po’ di tramontana tra mercoledì 30 e giovedì 31 dicembre, che spazzerà via le nebbie e formare un po’ di nuvolosità da stau lungo l’Appennino.
Da Capodanno poi, partirà una seconda fase, l’alta pressione s‘irrobustirà sopra l’Europa centro settentrionale con punte addirittura di 1050 mb sulla Russia nord occidentale, nei pressi di San Pietroburgo, supportata anche dalla molta aria fredda, più pesante, presente sugli strati dell’atmosfera più prossimi al suolo. In pratica tutta l’Europa orientale, dalla Grecia alla Russia, dalla Polonia al Kazakistan, sarà sotto neve e gelo. Il flusso perturbato atlantico che scorre da ovest verso est, trovando la strada principale bloccata dall’anticiclone russo europeo e dal relativo “mare” d’aria fredda, sarà ancora costretto a deviare le perturbazioni verso nord ed in parte più a sud, a latitudini mediterranee. Quindi, durante la prima settimana di gennaio 2016, assisteremo al transito sull’Italia di alcune perturbazioni atlantiche che, probabilmente, porteranno precipitazioni soprattutto sulle regioni centro meridionali, mentre le regioni settentrionali saranno ancora in parte interessate dall’anticiclone che ridurrà di effetti di tali perturbazioni. Le temperature non subiranno cali eccessivi, mantenendosi su valori prossimi alle medie del periodo.

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Per quanto riguarda l’Appennino, ancora nelle prossime ore prevarrà un cielo sereno o poco nuvoloso, con nubi in aumento solo sui settori tirrenici centro settentrionali per la formazione di banchi di nubi basse. Mercoledì 30 dicembre con l’attivazione di correnti più fredde nord orientali assisteremo ad un generale aumento della nuvolosità con nubi addossate soprattutto ai versanti adriatici, assenza di precipitazioni e temperature in calo. La giornata di giovedì 31 dicembre inizierà con cielo irregolarmente nuvoloso con nubi più presenti sui settori liguri e sui versanti adriatici dell’Appennino centro meridionale, nel corso della giornata le nubi aumenteranno un po’ ovunque, ma specie sull’Appennino centro settentrionale saranno possibili locali precipitazioni, nevose fin sugli 800 – 1000 metri di quota. A Capodanno ancora molte nubi al mattino lungo tutta la dorsale con residue, isolate precipitazioni sui settori centro meridionali, nevose fin sugli 800 – 1000 metri di quota. Dalla tarda mattinata ed ancor più dal pomeriggio degli ampi rasserenamenti avanzeranno da nord ovest sull’Appennino settentrionale, poi su quello centrale tra il pomeriggio e la serata. Ancora molte nubi con precipitazioni sparse sull’Appennino meridionale, nevose fin sui 1200 metri di quota. La giornata di sabato 2 gennaio sarà caratterizzata da un temporaneo, generale miglioramento, in mattinata, poi torneranno ad aumentare le nubi da ovest. Temperature in aumento con venti deboli meridionali al centro nord, deboli o moderati settentrionali al sud.
. Una perturbazione un po’ più corposa transiterà sull’Italia domenica 3 gennaio 2016, le precipitazioni saranno scarse sull’Appennino settentrionale, nevose intorno ai 1000 metri di quota, deboli o moderate su quello centrale, nevose intorno ai 1200 - 1400 metri di quota, più abbondanti su quello meridionale, nevose intorno ai 1400 – 1600 metri di quota. Migliora lunedì 4 gennaio, mentre quello che accadrà nei giorni successi per ora non è molto chiaro, di certo continueranno i passaggi di perturbazioni atlantiche fino alla fine della prima decade di gennaio ma stimare quantitativi di precipitazioni e quota neve non è per ora possibile.
. Per il freddo intenso, il gelo e le nevicate fin sui fondovalle, probabilmente dovremo attendere almeno fino alla seconda decade di gennaio, il Vortice Polare comunque dai prossimi giorni inizierà ad indebolirsi ed a scomporsi a causa di una serie di colpi che riceverà a destra e manca, ad iniziare da quello europeo delle prossime ore per poi proseguire sull’area dell’oceano Pacifico settentrionale e nord americana, quindi saranno sempre più probabili delle ampie ondulazioni della corrente a getto capaci di facilitare gli scambi meridiani di masse d’aria con irruzioni di aria fredda dirette stavolta anche sull’Europa centro occidentale
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