Editoriali
Nevicate frequenti in Appennino, fino a quote basse, a partire dal prossimo fine settimana
lunedì 07 gennaio 2013
Il periodo natalizio è trascorso con clima sostanzialmente mite lungo l'intera dorsale appenninica, caratterizzato dalla presenza di correnti mediamente occidentali. Un cambio di circolazione atmosferica, rispetto alle prime due decadi del mese di dicembre, dovuto ad un temporaneo rinvigorimento del Vortice Polare dopo una fase tardo autunnale che lo aveva visto non molto in forma. Ora comunque, la circolazione atmosferica sull’emisfero settentrionale sta di nuovo cambiando, in maniera rapida e radicale. La causa è un rapido quanto violento riscaldamento della stratosfera sopra il Circolo Polare Artico in corso proprio in queste ore. Ciò comporterà la formazione di un anticiclone centrato più o meno sul Polo Nord con conseguente deformazione (desplacement) e poi di divisione (split) in due o più parti del vortice Polare. Questa nuova configurazione barica sul Circolo Polare Artico invertirà il senso delle correnti prevalenti che da antiorarie passeranno ad orarie (rispetto alla verticale sul Polo Nord) con conseguenti notevoli ripercussioni anche alle medie latitudini, specie nelle prossime settimane.
Per questi motivi durante la seconda decade del mese di gennaio, a livello troposferico e quindi sullo strato d’atmosfera che ci riguarda più da vicino, attendiamo la formazione di un robusto anticiclone sul Circolo Polare Artico con una vera e propria disgregazione del Vortice Polare in tre nuclei vorticosi minori, uno sopra il Nord America, il secondo sopra la Siberia orientale ed il terzo sulla Russia occidentale. Proprio quest’ultimo sembra riuscire a portare una prima un'ondata di freddo intenso e neve sull’Europa centro orientale poi, più attenuata anche sull'Italia, intorno a metà mese, quindi tra il 13 ed il 20 gennaio. C’è però da sottolineare che se la destabilizzazione del Vortice Polare non dovesse ridursi in maniera significativa, ipotesi attualmente prevalente, restano alte le probabilità di avere altre e più intense ondate di freddo e neve sull’area euro mediterranea sia nell’ultima decade di gennaio che ancora a febbraio.
Image Tornando ad analizzare il più breve termine vediamo come in queste ore sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo sia presente un robusto promontorio anticiclonico subtropicale mentre una circolazione depressionaria a carattere freddo staziona sull’Europa orientale. L’Italia è quindi interessata da correnti settentrionali, fresche ma non fredde sulle regioni adriatiche, addirittura miti al nord ovest e sulle regioni che si affacciano sul medio alto mar Tirreno. In quest’ultimo caso infatti, le correnti settentrionali, incontrando l’arco alpino, tendono prima a salire sui versanti esteri alpini per poi ridiscendere sul territorio italiano riscaldandosi per compressione, in pratica parliamo di effetto foehn. L’altra fenomenologia da segnalare per i prossimi giorni, almeno fino a mercoledì 9 gennaio, è la presenza di nebbie soprattutto nelle valli interne del centro nord Italia, inoltre la possibile presenza di velature o comunque stratificazioni nuvolose poco consistenti soprattutto sull'Appennino settentrionale ed in Triveneto, infine qualche nube più consistente con isolate precipitazioni sull'Appennino meridionale, marginalmente interessato dalla circolazione fredda depressionaria presente sulla penisola balcanica.
La svolta è attesa per la giornata di giovedì 10 gennaio quando l’anticiclone presente ad ovest dell’Italia tenterà una prima espansione verso nord con l'obbiettivo di unirsi all'anticiclone stazionante sulla Norvegia. Il tentativo fallirà per l'impedimento dovuto al transito di una perturbazione atlantica nei pressi dell'Inghilterra che spezzerà il debole corridoio d'unione tra i due anticicloni. Ciò favorirà anche il passaggio sull’Italia di una prima debole perturbazione nord atlantica che comunque porterà solo un aumento delle nubi ma scarse precipitazioni, successivamente, venerdì 11 gennaio, l’aria fredda inizierà ad affluire sull’Italia ma senza produrre nulla di significativo se non un ulteriore, lieve calo delle temperature.
Nel fine settimana seguente poi, nel corridoio tra le due alte pressioni, nord atlantica e scandinava, s'infileranno altre due perturbazioni che nei primi giorni della prossima settimana porteranno un più deciso peggioramento atmosferico sull'Italia con precipitazioni frequenti ed abbondanti, nevose in Appennino fino a quote collinari sui settori settentrionali, circa 1200 metri su quelli centrali e fin sui 1600 metri di quota sulla dorsale appenninica meridionale. Appena transitate le due perturbazioni su Francia ed Inghilterra assisteremo al secondo tentativo di espansione verso nord dell'anticiclone atlantico, questa volta andrà probabilmente in porto e ciò favorirà un maggiore afflusso di aria fredda verso il bacino centrale del mar Mediterraneo con temperature in ulteriore calo su tutta Italia. Altri impulsi perturbati, con probabili nevicate fino a quote basse, sono attesi intorno al 18 gennaio.
 
Arriva l’inverno, dicembre inizia con neve fino a quote collinari. Freddo fin dopo l’Immacolata
martedì 27 novembre 2012
Novembre 2012 chiude per l’Appennino con un bilancio pluviometrico in attivo e medie termiche superiori alla norma, questo a causa di un elevato numero di perturbazioni transitate sull’Italia e tutte provenienti da occidente, quindi accompagnate da correnti prevalentemente meridionali, miti ed umide. Ora però la situazione sembra poter cambiare in maniera abbastanza repentina con una circolazione atmosferica che a livello globale potrebbe prospettare per l’area euro mediterranea una fase abbastanza lunga caratterizzata dalla presenza di correnti fredde prevalentemente settentrionali. La causa principale di questa accelerazione verso condizioni atmosferiche tipicamente invernali va ricercata in un Vortice Polare che nei prossimi si presenterà piuttosto disturbato e non raccolto su se stesso ad elevate latitudini. Le ampie ondulazioni delle westerlies dal nord Pacifico all’oceano Nord Atlantico indicano la realizzazione di corposi e speso violenti scambi di masse d’aria fredda e calda tra elevate e medio basse latitudini. Nel caso specifico del comparto euro atlantico, nei prossimi giorni, mentre in aperto oceano Atlantico assisteremo al frequente irrobustimento di uno strutturato promontorio anticiclonico con risalita di aria mite sub tropicale verso nord, sul continente europeo affluirà aria molto fredda che andrà ad alimentare tutta una vasta circolazione depressionaria estesa dal Circolo Polare Artico fin sul bacino del mar Mediterraneo. L’Italia sarà quindi interessata da quest’aria fredda ed essendo posta in pieno mar Mediterraneo sarà da mettere in conto l’esaltazione dei contrasti tra masse d’aria con presenza di vivace instabilità atmosferica per più giorni.
Image Il peggioramento atmosferico è già in corso sull’Italia per l’avvicinamento da occidente di un ampio sistema depressionario esteso dalle coste algerine al mar del Nord e centrato sulla Francia. Inizialmente però, saranno soprattutto ancora le piogge le protagoniste, specie sulle regioni alpine ed Appenniniche, per la presenza di intense correnti cade ed umide meridionali. Durante questa prima fase che durerà fino a giovedì 29 novembre le nevicate saranno relegate a quote medio alte, in Appennino generalmente oltre 1400 – 1700 metri di quota. Successivamente invece, a partire da venerdì 30 novembre, il sistema depressionario centrato sopra l’Italia centro settentrionale sarà raggiunto da corposi nuclei di aria fredda provenienti dalla Scandinavia. Ciò favorirà un più significativo calo termico con nevicate inizialmente fino a quote collinari sulle regioni alpine ed a circa 1000 metri di quota in Appennino con accumuli più corposi sui versanti tirrenici, tra domenica 2 e lunedì 3 dicembre le nevicate scenderanno fino a quote basse anche in Appennino con accumuli maggiori sui versanti adriatici. Attualmente per la giornata di lunedì 3 dicembre, a circa 1500 metri di quota, stimiamo temperature fino a -5°C sull’Appennino settentrionale, -3°C su quello centrale e -1°C sui settori meridionali della dorsale appenninica.
Un temporaneo miglioramento atmosferico è atteso tra lunedì 3 e martedì 4 dicembre grazie ad un piccolo, temporaneo promontorio anticiclonico che precederà l’arrivo di una nuova perturbazione attesa per mercoledì 5 dicembre. Il fronte perturbato proverrà dall’oceano nord atlantico e sarà annunciato da correnti un po’ più miti occidentali ma seguito ancora da correnti fredde settentrionali che potrebbero protrarre questa fase fredda fino a domenica 9 dicembre. In generale, comunque, l’intero mese di dicembre 2012 sembra poter proporre un clima prevalentemente invernale e quindi caratterizzato, tranne che per brevi periodi, da un bacino centrale del mar Mediterraneo obbiettivo di impulsi di aria fredda provenienti dal nord Europa.
 
Ottobre chiude con le prime nevicate in Appennino fino a quote medio basse
mercoledì 24 ottobre 2012
La stagione autunnale sta per proporci un nuovo sostanzioso cambio di passo. Dopo la serie di perturbazioni con abbondanti piogge tra fine settembre e metà ottobre seguite dalla fase piuttosto mite e soleggiata degli ultimi giorni, le perturbazioni in arrivo dal prossimo fine settimana oltre ad ulteriori precipitazioni porteranno le temperature velocemente verso il basso, fin su livelli da tardo autunno. In realtà ora siamo su valori termici sopra le medie del periodo, da domenica 28 ottobre scenderemo invece sotto le medie di qualche grado. Il cambiamento rispetto agli ultimi giorni sarà quindi rapido e radicale.
L’anticiclone che negli ultimi giorni ha garantito cielo sereno o poco nuvoloso con temperature miti sull’intera nostra penisola, sta spostandosi in maniera abbastanza rapida verso nord ovest portando i propri massimi di pressione sopra l’oceano Atlantico settentrionale tra Inghilterra ed Islanda. Ciò determinerà un primo calo della pressione atmosferica sul bacino centrale del mar Mediterraneo che, conseguentemente, diverrà più vulnerabile all’attacco d’impulsi perturbati provenienti sia da occidente che da settentrione. La fase stabile e soleggiata s’interromperà infatti, bruscamente, nella giornata di venerdì 26 ottobre quando sull’Italia giungeranno quasi contemporaneamente un intenso sistema depressionario atlantico proveniente dalla Spagna ed un corposo fronte freddo di origine artica proveniente dal Circolo Polare Artico Tra Groenlandia e mar di Norvegia. Sulla nostra penisola, garzie anche al contributo energetico del mar Mediterraneo, si approfondirà un centro depressionario che tra venerdì 26 e domenica 28 ottobre, muovendosi dalla Corsica al sud Italia, produrrà molte nubi dispensando precipitazioni frequenti e localmente intense da nord a sud.
In Appennino il cielo si manterrà sereno o poco nuvoloso per almeno altre 36 ore poi, tra il tardo pomeriggio e la serata di domani giovedì 25 ottobre, nubi in aumento ad iniziare dai settori liguri e tosco emiliano romagnoli. In questa fase le temperature non subiranno variazioni di rilievo, al massimo un lieve aumento sulla dorsale appenninica meridionale. Venti deboli o moderati inizialmente orientali poi meridionali. Venerdì 26 ottobre cielo molto nuvoloso o coperto fin dal mattino sull’Appennino settentrionale con piogge sparse, tra la tarda mattinata ed il pomeriggio peggiora anche sull’Appennino centrale ad iniziare dai settori umbro marchigiani. Ancora poche nubi e prevalenza di sole sull’Appennino meridionale dove peggiorerà solo in serata ad iniziare dai settori campani. Temperature in calo sull’Appennino centro settentrionale, ancora un lieve aumento su quello meridionale. Venti meridionali in intensificazione.
Image Sabato 27 ottobre molto nuvoloso o coperto lungo l’intera dorsale appenninica con piogge frequenti, anche a carattere temporalesco, più intense ed abbondanti sui settori tosco emiliano romagnoli. Nel pomeriggio affluirà aria fredda da nord e la quota delle nevicate calerà progressivamente portandosi sui 1200 – 1400 metri di quota sui settori emiliani, in serata la neve raggiungerà queste quote anche sui settori umbro marchigiani. Temperature in deciso calo, venti inizialmente deboli o moderati sud occidentali, poi moderati o forti nord orientali ad iniziare dall’Appennino settentrionale. La giornata di domenica 28 ottobre inizierà ancora all’insegna delle nubi e delle precipitazioni lungo tutta la dorsale appenninica con nevicate fin sui 600 metri di quota sull’Appennino emiliano, 1000 - 1400 metri di quota su quello centrale, quote superiori sul resto dell’Appennino. Nel corso del pomeriggio ancora molte nubi con precipitazioni frequenti. In serata nevicate fino a 500 metri di quota sull'Appennino settentrionale, tra i 900 ed i 1300 metri di quota sull’Appennino centrale, tra i 1400 ed i 1700 metri di quota sull’Appennino meridionale. Durante le ore notturne successive inizia il miglioramento atmosferico sull’Appennino settentrionale, nel pomeriggio di lunedì 29 ottobre si estenderà a quello centrale poi a quello meridionale. Temperature in ulteriore calo con venti moderati o forti settentrionali.
Il miglioramento atmosferico probabilmente non durerà molto, già nella giornata di martedì 30 ottobre una nuova perturbazione proveniente dal mar del Nord potrebbe raggiungere il bacino centrale del mar Mediterraneo favorendo la formazione di un nuovo centro depressionario con conseguente peggioramento atmosferico sull’Italia.
 
Autunno pieno, prevalenza di correnti atlantiche piovose e miti fino all’ultima decade di ottobre
venerdì 12 ottobre 2012
L’autunno 2012 sta rispettando in pieno i canoni stagionali, in settembre grazie a corposi impulsi di aria fresca provenienti dal nord Europa che hanno prodotto prolungate fasi depressionarie sull’Italia interrompendo il dominio anticiclonico estivo, poi ora e nei prossimi giorni, con una serie di perturbazioni nord atlantiche che interesseranno da nord a sud l’intero territorio italiano. Oltre alle piogge, più che mai attese dopo un’estate estremamente siccitosa, le correnti umide atlantiche garantiscono anche un lento calo termico stagionale, senza eccessivi scossoni, negli ultimi giorni le temperature si sono mantenute su valori in linea o spesso superiori alle medie del periodo.
Come premesso anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane fino almeno all’ultima decade di ottobre, questa tipologia di circolazione atmosferica verrà rinnovata e quindi confermata. Le ultime elaborazioni dei modelli meteorologici ci fanno ipotizzare che sul bacino centrale del mar mediterraneo continueranno a prevalere correnti sud occidentali sul letto delle quali scorrono intensi impulsi perturbati di origine atlantica. Per il primo freddo e per le prime nevicate fino a quote medie in Appennino, probabilmente dovremo attendere probabilmente il mese di novembre.
In queste ore una nuova perturbazione atlantica sta transitando sull’Italia portando molte nubi e piogge, specie sui settori tirrenici dove, grazie all’energia fornita da un mare ancora piuttosto caldo, si formano piuttosto frequentemente corposi nuclei temporaleschi che riescono a scaricare molte decine di millimetri di pioggia in poche ore. Tale perturbazione lascerà la nostra penisola domani sabato 13 ottobre portandosi ad est del mar Adriatico, ciò garantirà un generale miglioramento atmosferico su tutte le regioni italiane anche se la persistenza di correnti umide sud occidentali con curvatura ancora ciclonica determinerà la presenza di una residua instabilità atmosferica pomeridiana a ridosso dei rilievi montuosi. Lungo l’Appennino nubi, rovesci e temporali pomeridiani saranno più frequenti domani sabato 13 ottobre, mentre domenica 14 ottobre si presenteranno a carattere abbastanza isolato. Temperature in lieve calo, venti deboli o moderati provenienti in prevalenza dai quadranti sud occidentali.
Image Lunedì 15 ottobre una seconda intensa perturbazione raggiungerà l’Italia portando ancora molte nubi, piogge e temporali da nord a sud. Le precipitazioni insisteranno lungo l’intera dorsale appenninica fino a mercoledì 17 ottobre risultando in molte zone abbondanti. Temperature inizialmente in lieve aumento poi in lieve calo, venti ancora deboli o moderati prevalentemente sud occidentali.
Giovedì 18 ottobre generale, temporaneo miglioramento atmosferico in attesa dell’arrivo di una terza, probabilmente ancora intensa, perturbazione atlantica. Tra venerdì 19 e sabato 20 ottobre si rinnoveranno condizioni atmosferiche favorevoli a piogge abbondanti su molti settori della dorsale appenninica. In particolare, a causa di una possibile resistenza dell’alta pressione sull’Europa orientale, la perturbazione potrebbe avanzare lentamente e produrre intensi sistemi temporaleschi pressoché stazionari e quindi con elevato rischio di locali alluvioni lampo, specie nei versanti tirrenici che con tali correnti sono i più esposti. Anche stavolta le temperature non registreranno variazioni significative, aumenteranno di qualche grado nelle fasi prefrontali e caleranno più o meno alla stessa maniera durante le precipitazioni più intense.
Successivamente, durante i primissimi giorni della terza decade di ottobre, ci attendiamo un rinforzo dei grandi sistemi perturbati atlantici che, però, non riuscendo almeno inizialmente ad avanzare verso oriente fino ad interessare direttamente il bacino centrale del mar Mediterraneo, potranno dar vita all’attivazione sull’Italia di un intenso flusso di correnti meridionali calde e sostanzialmente stabili. Conseguentemente potremo beneficiare di un periodo di almeno tre o quattro giorni caratterizzato da giornate soleggiate con temperature gradevoli, alcuni gradi sopra le medie del periodo.
 
Fine settimana con sole e clima estivo poi tornano i temporali e le piogge
mercoledì 05 settembre 2012
L’intensa perturbazione nord atlantica giunta sull’Italia negli ultimissimi giorni di agosto ha portato piogge frequenti ed a tratti intense su gran parte della dorsale appenninica decretando nei fatti la fine della lunga e calda estate 2012. Gli effetti benefici delle piogge, spesso temporalesche, sono evidenti nella vegetazione oramai da settimane in sofferenza sia per la siccità che per la piaga degli incendi. Naturalmente per le falde acquifere serve ben altro ed in altri periodi, soprattutto da ottobre ad aprile, però tutto ciò è sicuramente di buon auspicio per i prossimi mesi.
Le attuali proiezioni a lungo termine dei modelli meteo climatici ci fanno infatti ipotizzare un settembre sostanzialmente piovoso con quantitativi finali di pioggia che potrebbero risultare anche superiori alle medie grazie a delle perturbazioni nord atlantiche capaci di garantire ciclo genesi mediterranee foriere di precipitazioni. Successivamente un trimestre finale ancora nella normalità climatica che potrebbe garantire una ripresa del negativo bilancio pluviometrico annuale del 2012.
Attualmente comunque abbiamo ancora 36/48 ore con rovesci e temporali che potranno ampliare il bottino delle piogge soprattutto sull’Appennino centro meridionale. Il sistema depressionario che interessa l’Italia da giovedì 30 agosto ed ora centrato davanti alle coste della Toscana meridionale, seppur in progressivo indebolimento, sta infatti muovendosi verso oriente transitando sopra le regioni centrali. Nelle prossime ore avremo quindi piogge e temporali ancora sull’Appennino settentrionale, in particolare sui settori emiliano romagnoli, poi sull’Appennino umbro marchigiano, specie quello meridionale, sull’Appennino abruzzese, laziale e molisano, sull’Appennino meridionale, specie sui versanti tirrenici.
Domani giovedì 6 settembre, con il centro depressionario oramai in movimento ad est del mar Adriatico, le piogge tenderanno ad esaurirsi sull’Appennino settentrionale e su quello umbro marchigiano, mentre ancora rovesci e temporali soprattutto pomeridiani sul resto dell’Appennino centrale e su quello meridionale. Temperature in aumento, specie sull’Appennino settentrionale. Venti ovunque moderati nord orientali. Venerdì 7 settembre sarà poi l’espansione verso l’Italia dell’anticiclone dell’Azzorre a garantire il ritorno ad un cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso lungo l’intera dorsale appenninica, solo sui settori calabro lucani potranno svilupparsi locali nubi cumuliformi pomeridiane in grado di produrre isolati rovesci anche temporaleschi. Temperature in ulteriore aumento con venti deboli o moderati ancora nord orientali.
Image Nel prossimo fine settimana l’alta pressione oramai radicata sull’intero bacino centrale del mar Mediterraneo, assumerà temporaneamente una componente afro mediterranea a causa dell’affondo verso la penisola iberica di un esteso sistema perturbato nord atlantico che richiamerà correnti meridionali verso il bacino centro occidentale del mar Mediterraneo. Ciò significherà cielo sereno o poco nuvoloso lungo l’intera dorsale appenninica ma non temperature su valori elevati come abbiamo avuto fino all’ultima settimana di agosto. In Appennino infatti, sui 1500 metri di quota, le temperature raggiungeranno valori intorno ai 20°C, quindi con clima sostanzialmente gradevole.
Durante la prima metà della prossima settimana poi, lo stesso sistema perturbato nord atlantico in avanzamento sulla Spagna, permetterà a deboli infiltrazioni di aria umida atlantica di raggiungere il basso bacino centrale del mar Mediterraneo causando un lievissimo aumento dell’instabilità atmosferica pomeridiana in Appennino, specie sui settori meridionali. In generale comunque, fino a mercoledì 12 agosto, persisterà un clima estivo con cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso e temperature gradevoli. Una perturbazione più organizzata e quindi capace di portare nuove consistenti piogge e temporali frequenti sembra poter raggiungere l’Italia nei giorni compresi tra giovedì 13 e sabato 15 settembre.
 
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