Editoriali
Aprile chiude con sole e caldo ma a maggio torneranno piogge e temporali
venerdì 27 aprile 2012
Aprile, come avevamo ipotizzato, ha riportato le piogge abbondanti anche sull’Appennino settentrionale riequilibrando almeno in parte il notevole gap pluviometrico frutto di molti mesi con precipitazioni sotto le medie ma soprattutto di un marzo mite e decisamente siccitoso. Tralasciando le motivazioni tecniche legate ai cicli climatici che hanno permesso questa “rivoluzione barica” e che in buona parte abbiamo sottolineato nei precedenti editoriali, osserviamo come nelle ultime settimane sopra l’Europa centro occidentale è andata affermandosi una circolazione depressionaria, proprio dove in marzo insisteva un robusto anticiclone. Ciò è bastato per permettere a numerose perturbazioni nord atlantiche di raggiungere con facilità il bacino centrale del mar mediterraneo e quindi l’Italia.
Questo nuovo schema circolatorio europeo probabilmente si protrarrà anche durante le prossime settimane, per gran parte del mese di maggio, con solo piccole variazioni come quella che durante questo fine settimana porterà sull’Italia la prima seria onda calda della primavera/estate 2012. Più in specifico avremo un’evoluzione atmosferica ancora piuttosto vivace con impulsi di aria fresca nord atlantica e nord europea durante la prima metà di maggio con instabilità atmosferica intermittente e concentrata soprattutto durante le ore pomeridiane, mentre nella seconda metà del prossimo mese potranno transitare perturbazioni più organizzate provenienti da ovest. Comunque sia, in generale, si ipotizza un maggio ancora abbastanza piovoso con precipitazioni in linea od un po’ superiori alle medie su gran parte della dorsale appenninica, temperature anch’esse in linea o poco superiori alle medie, in poche parole un mese mite ed umido.
Image Nelle ultime ore la vasta circolazione depressionaria che, centrata sull’Inghilterra, ha interessato l’Italia per gran parte del mese di aprile, è andata spostandosi più ad occidente ma soprattutto disponendosi in senso più longitudinale dalle coste atlantiche del Marocco fin sulla Norvegia settentrionale. Ciò ha determinato l’attivazione sul bacino centrale del mar Mediterraneo di un flusso di correnti calde meridionali con masse d’aria calda in risalita dal nord Africa, conseguentemente proprio sopra l’Italia è andato affermandosi un’area di alta pressione. Proprio questa circolazione anticiclonica garantisce condizioni atmosferiche stabili sull’intero territorio italiano con molto sole e temperature elevate, alcuni gradi superiori alle medie del periodo. In Appennino, tra la giornata odierna e quella di domani sabato 28 aprile, le temperature saliranno fin sui 20°C a 1500 metri di quota con venti generalmente deboli con direzione variabile.
Tale situazione tornerà a lentamente cambiare a partire da domenica 29 aprile quando l’area depressionaria stazionante davanti alle coste atlantiche dell’Europa si sarà divisa in due nuovi sistemi di bassa pressione a se stanti. Di questi nuovi due sistemi depressionari, il più meridionale, centrato sulla Spagna, si muoverà progressivamente verso est causando un afflusso di aria più umida sull’Italia ed un contemporaneo aumento della nuvolosità e dell’instabilità atmosferica prima sulle regioni alpine poi anche su quelle appenniniche. Tra lunedì 30 aprile e giovedì 3 maggio nubi cumuliformi, rovesci sparsi e qualche temporale saranno possibili soprattutto durante le ore pomeridiane, le temperature scenderanno di qualche grado ma si manterranno sostanzialmente su valori miti ed in linea con le medie del periodo.
Un ulteriore aumento dell’instabilità atmosferica potrebbe verificarsi lungo tutta la dorsale appenninica a partire da venerdì 4 maggio quando sull’Italia sopraggiungerà un impulso di aria fredda proveniente dalla Scandinavia. Quindi tra venerdì 4 martedì 8 maggio potremo osservare una maggiore frequenza di temporali, ancora soprattutto pomeridiani, il tutto accompagnato da un ulteriore lieve calo delle temperature.
 
Anche marzo siccitoso, forse qualcosa cambierà in aprile
lunedì 26 marzo 2012
Il mese di marzo ha dimostrato ancora di più, ce ne fosse stato bisogno, come alcune correlazioni tra fattori climatici possono condizionare in maniera pesante il clima sul continente europeo, anche nel caso in cui il fenomeno climatico “dominante” si verifichi sul lato opposto della nostra Terra. Stiamo infatti parlando dell’ENSO (El Niño-Southern Oscillation), ossia l’improvvisa rapida variazione della temperature delle acque marine dell’oceano Pacifico centro orientale con scarti notevoli rispetto alla media. Più in specifico quando si registra un notevole riscaldamento si parla di Niño, mentre con un notevole raffreddamento di Niña. Naturalmente è facile intuire come un fenomeno che interessa una vastissima porzione di superficie oceanica interferisce in maniera diretta con l’evoluzione atmosferica e quindi con il posizionamento delle grandi aree di alta e bassa pressione. Per farla breve, come precedentemente scritto, ciò implica una serie di effetti a catena che nel caso attuale favorisce la frequente presenza di un’area di alta pressione sopra l’Europa centro occidentale con siccità nelle aree comprese tra Inghilterra, Spagna, Italia e Germania. Solamente il sud Italia riesce a sottrarsi a questa regola grazie ad una circolazione depressionaria secondaria alimentata in primis dalle perturbazioni a carattere freddo che, scivolando sul fianco orientale dell’alta pressione, vanno a colpire direttamente l’area balcanica e più in generale dell’est Europa, in secondo luogo dalle perturbazioni che riescono a transitare sui paesi nord africani.
Ora però la domanda alla quale bisogna rispondere è la seguente, quando cesserà questo condizionamento climatico dovuto alla Niña? Qualcosa inizierà a muoversi già ad aprile, un po’ per una decisa, progressiva attenuazione di questo fenomeno, poi per l’avanzamento della stagione primaverile che con il maggior riscaldamento del terreno e quindi una maggiore energia in gioco riesce a minare la stabilità atmosferica anticiclonica, specie nelle aree dove anche l’orografia può fornire un contributo determinante. Oggettivamente, nonostante molti attendano i ponti di primavera per trascorrere qualche giorno in vacanza o all’aperto, di acqua soprattutto al centro nord Italia ne abbiamo bisogno. Le abbondanti nevicate della prima metà di febbraio sono oramai un ricordo ed i dati attuali sul flusso delle sorgenti e delle falde acquifere appenniniche parlano chiaro, evidenziando pesanti deficit che non mancheranno di ripercuotersi sul fabbisogno estivo. Quindi le precipitazioni, ora come non mai, sono attese e ben accette.
Image Per ora comunque, una cosa è certa, questa ultima settimana di marzo 2012 trascorrerà ancora una volta all’insegna del cielo sereno o poco nuvoloso, notevole soleggiamento diurno e temperature spesso superiori alle medie del periodo. Dopo il passaggio, nel fine settimana appena terminato, di una debole perturbazione proveniente dalla Spagna, l’anticiclone sta infatti di nuovo avanzando dall’Europa centro occidentale verso l’Italia, accompagnato almeno inizialmente da correnti nord orientali sostanzialmente asciutte. Entro metà settimana anche le correnti nord orientali si attenueranno notevolmente e la scarsa ventilazione favorirà ancor più il riscaldamento dell’aria con temperature massime oltre i 10°C a 1500 metri di quota lungo l’intera dorsale appenninica.
Una perturbazione proveniente dal nord Europa e diretta ancora una volta sulla penisola balcanica, interesserà marginalmente l’Italia durante il prossimo fine settimana portando effetti limitati in Appennino. E’ infatti atteso un moderato aumento della nuvolosità con scarse precipitazioni seguito da un moderato calo delle temperature con ritorno di venti nord orientali. Il miglioramento atmosferico sarà rapido, successivamente le correnti torneranno ad orientarsi da sud ovest con un rialzo delle temperature generalizzato. Probabilmente per assistere al transito sull’Italia di una prima significativa perturbazione dovremo attendere i giorni precedenti la Pasqua, tra martedì 3 e giovedì 5 aprile.
 
Nevicate frequenti e localmente abbondanti. Fine settimana con sole e correnti fresche
martedì 06 marzo 2012
L’ultima decade di febbraio ed i primissimi giorni di marzo hanno un po’ riequilibrato una precedente lunga fase con freddo e nevicate eccezionali su gran parte della dorsale appenninica. Il clima mite primaverile è stato solo temporaneamente interrotto, tra il 26 ed il 28 febbraio, da un veloce peggioramento atmosferico con correnti fredde e qualche nevicata fino a quote basse. Lo spesso manto nevoso presente su gran parte dell’Appennino è riuscito a resistere in maniera egregia oltre i 1200 – 1500 metri di quota ed ora viene nuovamente incrementato dalla prima perturbazione a carattere freddo del mese di marzo.
Sull’Italia questa notevole variabilità, soprattutto termica, è imputabile ad una circolazione atmosferica a livello emisferico che impone la presenza di un anticiclone spesso posizionato sopra l’Europa centro occidentale. Il clima sulla nostra penisola, posta sul lato orientale dell'anticiclone, è quindi condizionato da un flusso di correnti mediamente settentrionali che, in funzione della loro incidenza sull’arco alpino, possono determinare fasi soleggiate e miti o fredde e perturbate. Con un anticiclone maggiormente a ridosso del mar Mediterraneo centrale abbiamo giornate soleggiate e temperature elevate, dovute non a correnti meridionali ma a correnti settentrionali che a causa di fattori orografici, comprimono, asciugano e riscaldano l’aria su gran parte d’Italia. Quando ciò accade le perturbazioni a carattere freddo vanno da interessare più direttamente l’Europa orientale. Ogni qual volta, invece, l'anticiclone decide si retrocedere di poche centinaia di chilometri verso ovest, subito il bacino centrale del mar Mediterraneo diventa obbiettivo di impulsi di aria fredda nord atlantica o nord europea con conseguente formazione di centri di bassa pressione sopra o nei pressi dell’Italia.
Image Fino a sabato 3 marzo l’anticiclone sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo ha quindi garantito giornate soleggiate e miti su tutte le regioni italiane, ora con l’anticiclone in ritirata verso ovest fin sopra la Spagna, sul bacino centrale del mar Mediterraneo convergono impulsi di aria fredda nord atlantica e correnti fredde provenienti dall’Europa nord orientale. Queste oscillazioni dell’anticiclone, verso est o verso ovest, sembra possano ripetersi anche nelle prossime settimane, probabilmente fino ad inizio aprile, anche se a nostro parere meno accentuate rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi. L’anticiclone più stabilmente a ridosso ma non sopra l’Italia, porterà ad una riduzione sia delle fasi di riscaldamento che di quelle perturbate. In generale quindi si attende un periodo più stabile con scarse precipitazioni, specie sull’Appennino centro settentrionale, e temperature non molto elevate nonostante il soleggiamento diurno.
Nelle prossime 48 – 72 ore comunque avremo ancora frequenti nevicate lungo l’intera dorsale appenninica, localmente abbondanti sui versanti adriatici e fino a quote basse sui settori centro settentrionali. Durante il prossimo fine settimana pressione atmosferica in aumento e lenta attenuazione del flusso di correnti fredde nord orientali con progressivo ritorno ad un cielo sereno o poco nuvoloso ovunque. Tra venerdì 9 e domenica 11 marzo quindi poche nubi temperature intorno a 0°C a 1500 di quota sull’Appennino centro settentrionale, residue deboli nevicate con tendenza a rasserenamenti sull’Appennino meridionale dove a 1500 metri di quota le temperature si manterranno su valori poco inferiori agli 0°C
La prossima settimana sarà poi caratterizzata da una circolazione anticiclonica che garantirà per molti giorni cielo sereno o poco nuvoloso con temperature in lento aumento, ancora su valori non elevati e quindi accettabili per il mantenimento di un buon manto nevoso su gran parte della dorsale appenninica.
 
Ancora nevicate in Appennino poi breve assaggio di primavera
domenica 19 febbraio 2012
La lunga fase fredda e nevosa che interessa l'Italia oramai da fine gennaio è giunta quasi al termine, ancora qualche giorno poi il clima cambierà in maniera sostanziale. Soprattutto la neve, che in alcune zone raggiunge spessori record, ha creato numerosi problemi, a partire dai disagi alla circolazione stradale, problemi di riscaldamento per la mancanza di energia elettrica, danni alle strutture agricole ed agli allevamenti di bestiame. Possiamo però elencare anche una serie di effetti positivi sul nostro Appennino come ad esempio la rigenerazione delle falde acquifere, in sofferenza dopo molti mesi siccitosi, oppure la totale ripartenza delle attività nelle località turistiche invernali grazie alle escursioni sulla neve e soprattutto alle piste da sci, ottimamente innevate dopo una prima metà della stagione scarsamente nevosa. In questa ottica, a grazie all'eccezionale quantità di neve, se le temperature aiutassero un po' la stagione sciistica potrebbe recuperare protraendosi fino a Pasqua.
Tornando alla situazione attuale possiamo affermare con assoluta certezza che la fase di freddo acuto è oramai alle spalle. Ciò naturalmente non vuol dire che sono cessate anche le nevicate, anzi, nei prossimi due o tre giorni la neve tornerà a cadere lungo l'intera dorsale appenninica, localmente fino a quote molto basse. La pressione atmosferica sul bacino centrale del mar Mediterraneo sta infatti calando sia per la ritirata verso ovest dell'anticiclone atlantico che negli ultimi giorni ha garantito cielo sereno o poco nuvoloso sull'Italia, che per il movimento verso sud est di un vasto sistema depressionario nord atlantico. Quest'ultimo, nelle prossime ore, posizionando il proprio centro sopra la Norvegia, piloterà una perturbazione nord atlantica sul bacino centrale del mar Mediterraneo con conseguente formazione di un nuovo centro depressionario ad ovest della Corsica. Il nuovo sistema depressionario si muoverà poi verso sud portandosi sopra la Sardegna nella giornata di lunedì 20 febbraio ed infine sul mar Libico mercoledì 22 febbraio
Le prime deboli nevicate sono già in corso il alcune zone dell'Appennino, in particolare sui settori tirrenici settentrionali, a quote superiori agli 800 - 1000 metri. Nelle prossime ore assisteremo ad una intensificazione della nuvolosità e delle precipitazioni su gran parte della dorsale appenninica con quota delle nevicate in calo. Domani lunedì 20 febbraio avremo condizioni atmosferiche perturbate praticamente su tutto l'Appennino anche se le precipitazioni più abbondanti le ritroveremo sull'Appennino settentrionale, sui versanti adriatici dell'Appennino centrale e sull'Appennino campano e lucano. La neve scenderà fino a quote di pianura sui versanti padani dell'Appennino settentrionale, a quote basse sui settori marchigiani ed abruzzesi, in alta colina se non solo a quote montane sull'Appennino meridionale. Temperature in calo. Martedì 21 febbraio ampi rasserenamenti sull'Appennino settentrionale, ancora molte nubi e residue precipitazioni su quello centro meridionale. Temperature stazionarie con venti sostenuti nord orientali. Entro mercoledì 22 febbraio il sole tornerà un po' lungo tutta la dorsale appenninica con temperature in aumento soprattutto nei valori massimi.
Image A partire da giovedì 23 febbraio l'alta pressione atlantica si espanderà in maniera decisa sul bacino centrale del mar Mediterraneo mantenendo condizioni atmosferiche stabili con cielo sereno o pooc nuvoloso su tutta l'Italia per l'intero fine settimana successive. Le temperature aumenteranno sensibilmente a causa non di venti di scirocco bensì per una particolare disposizione dei venti settentrionali che, impattando perpendicolarmente sull'arco alpino, produrranno una compressione verso il basso delle masse d'aria a sud delle Alpi con conseguente notevole riscaldamento su gran parte del territorio italiano. Il rialzo delle temperature sarà più marcato sull'Appennino settentrionale e sui settori tirrenici centro settentrionali. Ad esempio sull'Appennino ligure e tosco emiliano potranno essere raggiungente temperature massime di 8°C/9°C a 1500 metri di quota mentre sulle aree pianeggianti della Toscana valori massimi anche superiori ai 20°C.
Il caldo, o meglio questo primo assaggio di primavera, durerà probabilmente pochi giorni, a partire da lunedì 27 febbraio le temperature dovrebbero tornare su valori quantomeno prossimi alle medie del periodo. Successivamente, come ci portano a supporre i dati attualmente in nostro possesso, potremo assistere ad una nuova fase fredda, meno intensa di quella appena trascorsa e collocabile con buona approssimazione intorno alla prima decade di marzo.
 
Svolta invernale, freddo e neve in arrivo tra fine gennaio ed inizio febbraio
sabato 21 gennaio 2012
Nei giorni scorsi alcuni portali più interessati al sensazionalismo ed al marketing del proprio prodotto che ad una informazione meteorologica seria, hanno annunciato l’arrivo del freddo e della neve per questo fine settimana. Naturalmente questi pseudo meteorologi, ben conosciuti e piuttosto seguiti nel web e non solo, hanno avuto vita facile nel diffondere questa azzardata previsione, tanto che molti nostri lettori si sono direttamente rivolti a noi per chiedere spiegazioni su quando e come sarebbe arrivata la neve abbondante e fino a bassa quota sul nostro Appennino. La nostra risposta sta nei nostri editoriali per quanto riguarda l’evoluzione atmosferica a lungo termine e nei nostri bollettini meteorologici quotidiani per il breve termine. Nell’ultimo nostro editoriale abbiamo descritto la situazione ed individuato nell’ultima decade di gennaio l’inizio di quella seconda parte d’inverno in cui saranno più probabili delle intense irruzioni di aria fredda verso il bacino centrale del mar Mediterraneo con conseguenti nevicate di una certa consistenza sul nostro Appennino. Con questo nuovo editoriale aggiorneremo la nostra ipotesi sulla base dei più recenti dati in nostro possesso, fornendo maggiori dettagli sulle dinamiche atmosferiche responsabili di questa probabile svolta invernale.
Attualmente il Vortice Polare, dopo i frequenti disturbi portati a segno da repentini riscaldamenti della stratosfera, si presenta, sia nella sua parte stratosferica che in quella troposferica, abbastanza indebolito o quantomeno non più ben raccolto e con attività elevata come nel mese di dicembre. Il processo di indebolimento già a partire dai giorni seguenti l’Epifania ha permesso il verificarsi delle prime sostanziose ondulazioni della corrente a getto con conseguenti corpose discese di aria fredda dal Circolo Polare Artico verso le medie latitudini. Una di queste discese di aria fredda ha prodotto un’ampia circolazione depressionaria a carattere freddo sull’est Europa che nell’idea di qualche previsore avrebbe dovuto immediatamente ma soprattutto sicuramente interagire con l’aria più mite ed umida mediterranea all’altezza della nostra penisola. Tutto ciò però non è avvenuto, l’Italia infatti è stata interessata solo marginalmente dall’aria fredda proveniente dai Balcani a causa della presenza di una residuale attività della corrente a getto nord atlantica che ha continuato a pilotare venti occidentali verso il cuore del continente europeo. Ben diversa la situazione ad est del mar Adriatico, tra Albania, Grecia e Turchia, dove l’aria gelida interagendo in maniera diretta con l’aria più mite ed umida mediterranea ha prodotto abbondanti precipitazioni, spesso nevose fino a bassa quota.
Image Ora, comunque, nuovi rapidi riscaldamenti a tutte le quote della stratosfera oltre a minare ulteriormente l’assetto generale del Vortice Polare, riusciranno a spostare il fulcro dello stesso dal Canada verso la Siberia centro orientale con conseguente fiaccamento della corrente a getto nord atlantica in uscita dal Nord America. I riflessi sulla circolazione atmosferica in Europa saranno immediati, innanzitutto la minor spinta verso in nostro continente delle correnti occidentali favorirà l’estensione ed il consolidamento verso ovest, fin sopra la Scandinavia, dell’anticiclone russo siberiano, inoltre le perturbazioni nord atlantiche dirette sull’Europa saranno indebolite e spesso deviate verso sud tanto da riuscire a procedere verso oriente solamente a latitudini mediterranee. Infine, proprio per la presenza dell’anticiclone tra la Russia e la Scandinavia, le correnti sull’Europa centro meridionale si disporranno da oriente con masse d’aria molto fredda che riusciranno a muoversi più agevolmente dalle steppe russe verso la Romania, la Polonia, i Balcani ed infine sull’area adriatica.
Molto probabilmente quindi, s’instaurerà quella particolare circolazione atmosferica che favorirà l’interazione sul bacino centrale del mar Mediterraneo di aria umida atlantica, aria mite umida mediterranea ed aria molto fredda di origine continentale. Addirittura non si esclude che durante la prima decade di febbraio possa verificarsi un evento di Burjan. Tutto ciò depone chiaramente a favore di una seconda parte dell’inverno piuttosto nevosa per l’intera dorsale appenninica.
Riepilogando rapidamente quanto succederà nei prossimi giorni possiamo iniziare col dire che durante questo fine settimana non avremo certamente il freddo se non nella mattinata odierna per la temporanea presenza di correnti settentrionali, poi solo correnti sud occidentali calde con temperature superiori alle medie sia domenica 22 che lunedì 23 gennaio. Nuvolosità irregolare con rasserenamenti più frequenti nelle prossime 24- 36 ore e nubi frequenti lunedì 23 gennaio. Transito di una perturbazione nord atlantica martedì 25 gennaio con qualche locale precipitazione e sostanzioso calo termico. Tra mercoledì 26 e domenica 30 gennaio correnti orientali relativamente fredde, con temperature poco sotto le medie del periodo, possibili precipitazioni lungo l’Appennino, più probabili sui versanti adriatici. Probabilmente sarà la settimana tra lunedì 31 e sabato 5 febbraio quella in cui dovrebbero realizzarsi le condizioni atmosferiche favorevoli ad una fase caratterizzata da freddo e nevicate, anche abbondanti, fino a quote basse
 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 Pross. > Fine >>

Risultati 51 - 75 di 88
Abbiamo 16 visitatori online






| Home | Chi siamo | Editoriali | Meteo | Stazioni sciistiche | Webcam | Gallery | Sponsor |
© 2007 meteoappennino.it - powered by Umbriameteo snc, P. IVA 02824210542
Web design: danielefazzioli.com