Editoriali
Seconda metà di maggio con vivace instabilità atmosferica ma temperature miti
lunedì 14 maggio 2012
Dopo un mese di marzo decisamente anomalo la primavera in aprile è tornata protagonista con una vivacità atmosferica che è andata poi confermandosi anche durante la prima metà di maggio. Addirittura “estrema” la variazione termica registrata in sole 24 ore durante l’ultimo fine settimana, in particolar modo in alcuni centri cittadini del centro Italia siamo passati da valori di circa 29°C nel primo pomeriggio di sabato 12 ai soli 10°C nel pomeriggio di domenica 13 maggio. La sensazione di freddo è stata poi acuita da sostenuti venti di tramontana e dall’umidità portata dai frequenti rovesci di pioggia, anche a carattere temporalesco. Altra prova tangibile del repentino calo termico sono le nevicate che in molti settori dell’Appennino centrale hanno imbiancato il panorama fin dai 1300 metri di quota.
Nei prossimi giorni non sono ipotizzabili particolari sconvolgimenti dello schema barico che ha caratterizzato la circolazione atmosferica sull’Europa e sull’Italia nelle ultime settimane, al massimo registreremo una naturale stabilizzazione al rialzo delle temperature durante l’ultima decade di maggio, per il resto ancora numerose occasioni per piogge e temporali lungo l’intera dorsale appenninica.
Attualmente, infatti, il centro depressionario formatosi nelle ultime ore sopra l’Italia per l’arrivo nel fine settimana di un fronte freddo nord atlantico, si sta lentamente allontanando verso oriente. Ciò determina l’affermazione di ampi rasserenamenti sul nord Italia e sulle regioni centrali tirreniche, mentre sulle regioni centrali adriatiche ed al su ancora correnti fredde nord orientali che producono nubi e precipitazioni, nevose sull’Appennino abruzzese fin sui 1200 metri di quota, oltre i 1600 metri di quota sull’Appennino meridionale. Domani martedì 15 maggio pressione atmosferica in temporaneo, lieve aumento con miglioramento atmosferico in estensione anche alle regioni meridionali. Lungo l’intera dorsale appenninica, comunque, sarà presente una debole instabilità atmosferica in grado, specie durante le ore pomeridiane, di produrre locali addensamenti cumuliformi ed isolati piovaschi o rovesci. Temperature in aumento, venti in attenuazione ed in rotazione dai quadranti nord orientali a quelli occidentali.
Image Mercoledì 16 maggio una nuova veloce perturbazione nord atlantica, ancora a carattere freddo, raggiungerà l’Italia scivolando poi lungo le regioni adriatiche. Assisteremo quindi ad un aumento dell’instabilità atmosferica soprattutto sul Triveneto e sulle regioni centrali. Qualche locale addensamento cumuliforme con possibili isolati rovesci sull’Appennino settentrionale e su quello meridionale, precipitazioni più frequenti, specie nel pomeriggio, sull’Appennino centrale dove saranno possibili anche locali temporali. Temperature in calo, venti deboli o moderati inizialmente occidentali poi settentrionali.
Tra giovedì 17 e venerdì 18 maggio un blando promontorio anticiclonico in affermazione sul bacino centrale del mar Mediterraneo, riuscirà a garantire condizione atmosferiche prevalentemente stabili un po’ su tutta l’Italia. Lungo l’Appennino saranno due giornate abbastanza soleggiate, qualche nube in più durante il pomeriggio ma senza precipitazioni significative. Temperature in aumento, venti deboli o moderati provenienti dai quadranti sud occidentali.
Durante il prossimo fine settimana l’Italia sarà poi interessata da una circolazione depressionaria che, stazionante sopra l’Europa occidentale, piloterà verso la nostra penisola correnti sud occidentali miti e moderatamente instabili. Già nel pomeriggio di sabato 19 maggio, in particolare sull’Appennino centro settentrionale, è atteso lo sviluppo di nubi cumuliformi in grado di produrre locali rovesci anche temporaleschi. L’instabilità atmosferica s’intensificherà, probabilmente, tra domenica 20 e lunedì 21 maggio con rovesci e temporali più frequenti ancora sull’Appennino centro settentrionale. Una parziale attenuazione del rischio rovesci o temporali è attesa per mercoledì 23 e giovedì 24 maggio. Temperature sostanzialmente miti, in linea con le medie del periodo. Venti deboli o moderati prevalentemente sud occidentali.
 
Aprile chiude con sole e caldo ma a maggio torneranno piogge e temporali
venerdì 27 aprile 2012
Aprile, come avevamo ipotizzato, ha riportato le piogge abbondanti anche sull’Appennino settentrionale riequilibrando almeno in parte il notevole gap pluviometrico frutto di molti mesi con precipitazioni sotto le medie ma soprattutto di un marzo mite e decisamente siccitoso. Tralasciando le motivazioni tecniche legate ai cicli climatici che hanno permesso questa “rivoluzione barica” e che in buona parte abbiamo sottolineato nei precedenti editoriali, osserviamo come nelle ultime settimane sopra l’Europa centro occidentale è andata affermandosi una circolazione depressionaria, proprio dove in marzo insisteva un robusto anticiclone. Ciò è bastato per permettere a numerose perturbazioni nord atlantiche di raggiungere con facilità il bacino centrale del mar mediterraneo e quindi l’Italia.
Questo nuovo schema circolatorio europeo probabilmente si protrarrà anche durante le prossime settimane, per gran parte del mese di maggio, con solo piccole variazioni come quella che durante questo fine settimana porterà sull’Italia la prima seria onda calda della primavera/estate 2012. Più in specifico avremo un’evoluzione atmosferica ancora piuttosto vivace con impulsi di aria fresca nord atlantica e nord europea durante la prima metà di maggio con instabilità atmosferica intermittente e concentrata soprattutto durante le ore pomeridiane, mentre nella seconda metà del prossimo mese potranno transitare perturbazioni più organizzate provenienti da ovest. Comunque sia, in generale, si ipotizza un maggio ancora abbastanza piovoso con precipitazioni in linea od un po’ superiori alle medie su gran parte della dorsale appenninica, temperature anch’esse in linea o poco superiori alle medie, in poche parole un mese mite ed umido.
Image Nelle ultime ore la vasta circolazione depressionaria che, centrata sull’Inghilterra, ha interessato l’Italia per gran parte del mese di aprile, è andata spostandosi più ad occidente ma soprattutto disponendosi in senso più longitudinale dalle coste atlantiche del Marocco fin sulla Norvegia settentrionale. Ciò ha determinato l’attivazione sul bacino centrale del mar Mediterraneo di un flusso di correnti calde meridionali con masse d’aria calda in risalita dal nord Africa, conseguentemente proprio sopra l’Italia è andato affermandosi un’area di alta pressione. Proprio questa circolazione anticiclonica garantisce condizioni atmosferiche stabili sull’intero territorio italiano con molto sole e temperature elevate, alcuni gradi superiori alle medie del periodo. In Appennino, tra la giornata odierna e quella di domani sabato 28 aprile, le temperature saliranno fin sui 20°C a 1500 metri di quota con venti generalmente deboli con direzione variabile.
Tale situazione tornerà a lentamente cambiare a partire da domenica 29 aprile quando l’area depressionaria stazionante davanti alle coste atlantiche dell’Europa si sarà divisa in due nuovi sistemi di bassa pressione a se stanti. Di questi nuovi due sistemi depressionari, il più meridionale, centrato sulla Spagna, si muoverà progressivamente verso est causando un afflusso di aria più umida sull’Italia ed un contemporaneo aumento della nuvolosità e dell’instabilità atmosferica prima sulle regioni alpine poi anche su quelle appenniniche. Tra lunedì 30 aprile e giovedì 3 maggio nubi cumuliformi, rovesci sparsi e qualche temporale saranno possibili soprattutto durante le ore pomeridiane, le temperature scenderanno di qualche grado ma si manterranno sostanzialmente su valori miti ed in linea con le medie del periodo.
Un ulteriore aumento dell’instabilità atmosferica potrebbe verificarsi lungo tutta la dorsale appenninica a partire da venerdì 4 maggio quando sull’Italia sopraggiungerà un impulso di aria fredda proveniente dalla Scandinavia. Quindi tra venerdì 4 martedì 8 maggio potremo osservare una maggiore frequenza di temporali, ancora soprattutto pomeridiani, il tutto accompagnato da un ulteriore lieve calo delle temperature.
 
Anche marzo siccitoso, forse qualcosa cambierà in aprile
lunedì 26 marzo 2012
Il mese di marzo ha dimostrato ancora di più, ce ne fosse stato bisogno, come alcune correlazioni tra fattori climatici possono condizionare in maniera pesante il clima sul continente europeo, anche nel caso in cui il fenomeno climatico “dominante” si verifichi sul lato opposto della nostra Terra. Stiamo infatti parlando dell’ENSO (El Niño-Southern Oscillation), ossia l’improvvisa rapida variazione della temperature delle acque marine dell’oceano Pacifico centro orientale con scarti notevoli rispetto alla media. Più in specifico quando si registra un notevole riscaldamento si parla di Niño, mentre con un notevole raffreddamento di Niña. Naturalmente è facile intuire come un fenomeno che interessa una vastissima porzione di superficie oceanica interferisce in maniera diretta con l’evoluzione atmosferica e quindi con il posizionamento delle grandi aree di alta e bassa pressione. Per farla breve, come precedentemente scritto, ciò implica una serie di effetti a catena che nel caso attuale favorisce la frequente presenza di un’area di alta pressione sopra l’Europa centro occidentale con siccità nelle aree comprese tra Inghilterra, Spagna, Italia e Germania. Solamente il sud Italia riesce a sottrarsi a questa regola grazie ad una circolazione depressionaria secondaria alimentata in primis dalle perturbazioni a carattere freddo che, scivolando sul fianco orientale dell’alta pressione, vanno a colpire direttamente l’area balcanica e più in generale dell’est Europa, in secondo luogo dalle perturbazioni che riescono a transitare sui paesi nord africani.
Ora però la domanda alla quale bisogna rispondere è la seguente, quando cesserà questo condizionamento climatico dovuto alla Niña? Qualcosa inizierà a muoversi già ad aprile, un po’ per una decisa, progressiva attenuazione di questo fenomeno, poi per l’avanzamento della stagione primaverile che con il maggior riscaldamento del terreno e quindi una maggiore energia in gioco riesce a minare la stabilità atmosferica anticiclonica, specie nelle aree dove anche l’orografia può fornire un contributo determinante. Oggettivamente, nonostante molti attendano i ponti di primavera per trascorrere qualche giorno in vacanza o all’aperto, di acqua soprattutto al centro nord Italia ne abbiamo bisogno. Le abbondanti nevicate della prima metà di febbraio sono oramai un ricordo ed i dati attuali sul flusso delle sorgenti e delle falde acquifere appenniniche parlano chiaro, evidenziando pesanti deficit che non mancheranno di ripercuotersi sul fabbisogno estivo. Quindi le precipitazioni, ora come non mai, sono attese e ben accette.
Image Per ora comunque, una cosa è certa, questa ultima settimana di marzo 2012 trascorrerà ancora una volta all’insegna del cielo sereno o poco nuvoloso, notevole soleggiamento diurno e temperature spesso superiori alle medie del periodo. Dopo il passaggio, nel fine settimana appena terminato, di una debole perturbazione proveniente dalla Spagna, l’anticiclone sta infatti di nuovo avanzando dall’Europa centro occidentale verso l’Italia, accompagnato almeno inizialmente da correnti nord orientali sostanzialmente asciutte. Entro metà settimana anche le correnti nord orientali si attenueranno notevolmente e la scarsa ventilazione favorirà ancor più il riscaldamento dell’aria con temperature massime oltre i 10°C a 1500 metri di quota lungo l’intera dorsale appenninica.
Una perturbazione proveniente dal nord Europa e diretta ancora una volta sulla penisola balcanica, interesserà marginalmente l’Italia durante il prossimo fine settimana portando effetti limitati in Appennino. E’ infatti atteso un moderato aumento della nuvolosità con scarse precipitazioni seguito da un moderato calo delle temperature con ritorno di venti nord orientali. Il miglioramento atmosferico sarà rapido, successivamente le correnti torneranno ad orientarsi da sud ovest con un rialzo delle temperature generalizzato. Probabilmente per assistere al transito sull’Italia di una prima significativa perturbazione dovremo attendere i giorni precedenti la Pasqua, tra martedì 3 e giovedì 5 aprile.
 
Nevicate frequenti e localmente abbondanti. Fine settimana con sole e correnti fresche
martedì 06 marzo 2012
L’ultima decade di febbraio ed i primissimi giorni di marzo hanno un po’ riequilibrato una precedente lunga fase con freddo e nevicate eccezionali su gran parte della dorsale appenninica. Il clima mite primaverile è stato solo temporaneamente interrotto, tra il 26 ed il 28 febbraio, da un veloce peggioramento atmosferico con correnti fredde e qualche nevicata fino a quote basse. Lo spesso manto nevoso presente su gran parte dell’Appennino è riuscito a resistere in maniera egregia oltre i 1200 – 1500 metri di quota ed ora viene nuovamente incrementato dalla prima perturbazione a carattere freddo del mese di marzo.
Sull’Italia questa notevole variabilità, soprattutto termica, è imputabile ad una circolazione atmosferica a livello emisferico che impone la presenza di un anticiclone spesso posizionato sopra l’Europa centro occidentale. Il clima sulla nostra penisola, posta sul lato orientale dell'anticiclone, è quindi condizionato da un flusso di correnti mediamente settentrionali che, in funzione della loro incidenza sull’arco alpino, possono determinare fasi soleggiate e miti o fredde e perturbate. Con un anticiclone maggiormente a ridosso del mar Mediterraneo centrale abbiamo giornate soleggiate e temperature elevate, dovute non a correnti meridionali ma a correnti settentrionali che a causa di fattori orografici, comprimono, asciugano e riscaldano l’aria su gran parte d’Italia. Quando ciò accade le perturbazioni a carattere freddo vanno da interessare più direttamente l’Europa orientale. Ogni qual volta, invece, l'anticiclone decide si retrocedere di poche centinaia di chilometri verso ovest, subito il bacino centrale del mar Mediterraneo diventa obbiettivo di impulsi di aria fredda nord atlantica o nord europea con conseguente formazione di centri di bassa pressione sopra o nei pressi dell’Italia.
Image Fino a sabato 3 marzo l’anticiclone sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo ha quindi garantito giornate soleggiate e miti su tutte le regioni italiane, ora con l’anticiclone in ritirata verso ovest fin sopra la Spagna, sul bacino centrale del mar Mediterraneo convergono impulsi di aria fredda nord atlantica e correnti fredde provenienti dall’Europa nord orientale. Queste oscillazioni dell’anticiclone, verso est o verso ovest, sembra possano ripetersi anche nelle prossime settimane, probabilmente fino ad inizio aprile, anche se a nostro parere meno accentuate rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi. L’anticiclone più stabilmente a ridosso ma non sopra l’Italia, porterà ad una riduzione sia delle fasi di riscaldamento che di quelle perturbate. In generale quindi si attende un periodo più stabile con scarse precipitazioni, specie sull’Appennino centro settentrionale, e temperature non molto elevate nonostante il soleggiamento diurno.
Nelle prossime 48 – 72 ore comunque avremo ancora frequenti nevicate lungo l’intera dorsale appenninica, localmente abbondanti sui versanti adriatici e fino a quote basse sui settori centro settentrionali. Durante il prossimo fine settimana pressione atmosferica in aumento e lenta attenuazione del flusso di correnti fredde nord orientali con progressivo ritorno ad un cielo sereno o poco nuvoloso ovunque. Tra venerdì 9 e domenica 11 marzo quindi poche nubi temperature intorno a 0°C a 1500 di quota sull’Appennino centro settentrionale, residue deboli nevicate con tendenza a rasserenamenti sull’Appennino meridionale dove a 1500 metri di quota le temperature si manterranno su valori poco inferiori agli 0°C
La prossima settimana sarà poi caratterizzata da una circolazione anticiclonica che garantirà per molti giorni cielo sereno o poco nuvoloso con temperature in lento aumento, ancora su valori non elevati e quindi accettabili per il mantenimento di un buon manto nevoso su gran parte della dorsale appenninica.
 
Ancora nevicate in Appennino poi breve assaggio di primavera
domenica 19 febbraio 2012
La lunga fase fredda e nevosa che interessa l'Italia oramai da fine gennaio è giunta quasi al termine, ancora qualche giorno poi il clima cambierà in maniera sostanziale. Soprattutto la neve, che in alcune zone raggiunge spessori record, ha creato numerosi problemi, a partire dai disagi alla circolazione stradale, problemi di riscaldamento per la mancanza di energia elettrica, danni alle strutture agricole ed agli allevamenti di bestiame. Possiamo però elencare anche una serie di effetti positivi sul nostro Appennino come ad esempio la rigenerazione delle falde acquifere, in sofferenza dopo molti mesi siccitosi, oppure la totale ripartenza delle attività nelle località turistiche invernali grazie alle escursioni sulla neve e soprattutto alle piste da sci, ottimamente innevate dopo una prima metà della stagione scarsamente nevosa. In questa ottica, a grazie all'eccezionale quantità di neve, se le temperature aiutassero un po' la stagione sciistica potrebbe recuperare protraendosi fino a Pasqua.
Tornando alla situazione attuale possiamo affermare con assoluta certezza che la fase di freddo acuto è oramai alle spalle. Ciò naturalmente non vuol dire che sono cessate anche le nevicate, anzi, nei prossimi due o tre giorni la neve tornerà a cadere lungo l'intera dorsale appenninica, localmente fino a quote molto basse. La pressione atmosferica sul bacino centrale del mar Mediterraneo sta infatti calando sia per la ritirata verso ovest dell'anticiclone atlantico che negli ultimi giorni ha garantito cielo sereno o poco nuvoloso sull'Italia, che per il movimento verso sud est di un vasto sistema depressionario nord atlantico. Quest'ultimo, nelle prossime ore, posizionando il proprio centro sopra la Norvegia, piloterà una perturbazione nord atlantica sul bacino centrale del mar Mediterraneo con conseguente formazione di un nuovo centro depressionario ad ovest della Corsica. Il nuovo sistema depressionario si muoverà poi verso sud portandosi sopra la Sardegna nella giornata di lunedì 20 febbraio ed infine sul mar Libico mercoledì 22 febbraio
Le prime deboli nevicate sono già in corso il alcune zone dell'Appennino, in particolare sui settori tirrenici settentrionali, a quote superiori agli 800 - 1000 metri. Nelle prossime ore assisteremo ad una intensificazione della nuvolosità e delle precipitazioni su gran parte della dorsale appenninica con quota delle nevicate in calo. Domani lunedì 20 febbraio avremo condizioni atmosferiche perturbate praticamente su tutto l'Appennino anche se le precipitazioni più abbondanti le ritroveremo sull'Appennino settentrionale, sui versanti adriatici dell'Appennino centrale e sull'Appennino campano e lucano. La neve scenderà fino a quote di pianura sui versanti padani dell'Appennino settentrionale, a quote basse sui settori marchigiani ed abruzzesi, in alta colina se non solo a quote montane sull'Appennino meridionale. Temperature in calo. Martedì 21 febbraio ampi rasserenamenti sull'Appennino settentrionale, ancora molte nubi e residue precipitazioni su quello centro meridionale. Temperature stazionarie con venti sostenuti nord orientali. Entro mercoledì 22 febbraio il sole tornerà un po' lungo tutta la dorsale appenninica con temperature in aumento soprattutto nei valori massimi.
Image A partire da giovedì 23 febbraio l'alta pressione atlantica si espanderà in maniera decisa sul bacino centrale del mar Mediterraneo mantenendo condizioni atmosferiche stabili con cielo sereno o pooc nuvoloso su tutta l'Italia per l'intero fine settimana successive. Le temperature aumenteranno sensibilmente a causa non di venti di scirocco bensì per una particolare disposizione dei venti settentrionali che, impattando perpendicolarmente sull'arco alpino, produrranno una compressione verso il basso delle masse d'aria a sud delle Alpi con conseguente notevole riscaldamento su gran parte del territorio italiano. Il rialzo delle temperature sarà più marcato sull'Appennino settentrionale e sui settori tirrenici centro settentrionali. Ad esempio sull'Appennino ligure e tosco emiliano potranno essere raggiungente temperature massime di 8°C/9°C a 1500 metri di quota mentre sulle aree pianeggianti della Toscana valori massimi anche superiori ai 20°C.
Il caldo, o meglio questo primo assaggio di primavera, durerà probabilmente pochi giorni, a partire da lunedì 27 febbraio le temperature dovrebbero tornare su valori quantomeno prossimi alle medie del periodo. Successivamente, come ci portano a supporre i dati attualmente in nostro possesso, potremo assistere ad una nuova fase fredda, meno intensa di quella appena trascorsa e collocabile con buona approssimazione intorno alla prima decade di marzo.
 
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