Editoriali
Per l'Appennino arrivano le prime nevicate della stagione fin sui 1000 – 1200 metri di quota
giovedì 07 novembre 2013
L'autunno 2013 sta proseguendo all'insegna delle piogge e delle temperature sopra le medie su gran parte della dorsale appenninica. Se si esclude qualche breve comparsa sui settori settentrionali dell'Appennino, la quota delle nevicate è rimasta praticamente sempre oltre i 2000 metri. Questa situazione è dovuta ad una ritrovata vivacità del Vortice Polare che va ad alimentare l'elevata attività dell'ampia circolazione depressionaria semipermanente nord atlantica. Quest'ultima, come accaduto anche nei primissimi giorni della settimana in corso, riesce a pilotare intense perturbazioni nord atlantiche fin nel cuore del mar Mediterraneo. Finora poi, la provenienza più occidentale che nord occidentale delle perturbazioni insieme alle rapide rimonte anticicloniche del campo di alta pressione subtropicale, ha di fatto estromesso le correnti fredde settentrionali dal bacino centrale del mar Mediterraneo.
Anche nelle ultime ore, dopo l'allontanamento verso sud est della perturbazione che ha interessato l'Italia ad inizio settimana, una rapida espansione della circolazione anticiclonica sub tropicale sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo ha riportato con estrema velocità un cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte d'Italia. Da domani venerdì 8 novembre però, l'avvicinamento all'Italia di un'estesa ed intensa perturbazione legata alla grande circolazione depressionaria nord atlantica favorirà l'attivazione di un flusso di correnti piuttosto umide sud occidentali che, intensificandosi progressivamente, daranno luogo alla formazione di nuvolosità medio bassa soprattutto sui settori tirrenici centro settentrionali. Inizialmente queste nubi porteranno qualche pioggia solo sulla Liguria e sull'Appennino tosco emiliano poi, sabato 9 novembre, anche sul resto del centro Italia.
Il vero e proprio peggioramento atmosferico sull'Italia è però atteso nella giornata di domenica 10 novembre quando sui mari occidentali italiani sopraggiungerà il corposo nucleo di aria fredda artca groenlandese che segue il fronte della perturbazione nord atlantica. L'aria fredda, come accade sovente, a contatto con l'aria umida e calda mediterranea determinerà la formazione e l'approfondimento di un intenso vortice depressionario tra Liguria Corsica e Toscana. Il centro del vortice depressionario, muovendosi verso sud, lungo il bacino del Tirreno, investirà con una elevata produzione di nubi e precipitazioni, spesso a carattere temporalesco, soprattutto le regioni centro meridionali ed il Triveneto. Nella stessa giornata di domenica 10 novembre il vortice depressionario richiamerà a se molta aria fredda con conseguente repentino calo delle temperature e contemporaneo calo della quota delle nevicate sui monti, specie in Appennino. Lunedì 11 novembre al mattino deciso miglioramento atmosferico al nord, nel pomeriggio sulle regioni centrali tirreniche ed in serata anche sulle regioni centrali adriatiche. Temperature in generale calo, venti moderati o forti inizialmente sud occidentali poi nord orientali.
Image Ad oggi pensiamo che tra la tarda serata di domenica 10 e la mattinata di lunedì 11 novembre la neve cadrà fin sui 1000 metri di quota sui settori tosco romagnoli dell'Appennino settentrionale e su quelli umbro marchigiani dell'Appennino centrale, intorno ai 1100 – 1200 metri di quota sul resto dell'Appennino centrale. Nessuna precipitazioni nevosa significativa sull'Appennino ligure e tosco emiliano. Nevicate fin sui 1500 metri di quota sull'Appennino campano, 1800 metri di quota sul resto dell'Appennino meridionale. Le residue precipitazioni previste per la seconda parte della giornata di lunedì 11 novembre saranno accompagnate da un progressivo rialzo termico con conseguente aumento della quota delle nevicate di almeno 300 – 500 metri.
Martedì 12 novembre il cielo tornerà sereno o poco nuvoloso su tutto il centro nord Italia, ancora nubi e residue precipitazioni al sud, nevose oltre i 2000 metri di quota. Temperature in generale aumento con venti orientali, deboli o moderati al centro nord, anche forti al sud.
Il resto della seconda decade di novembre sembra ancora proporre situazioni simili con perturbazioni nord atlantiche che avranno traiettoria più nord occidentale che occidentale, seguite da impulsi di aria fredda capaci di favorire ciclogenesi sopra l'Italia con brevi fasi perturbate e temperature in calo, comunque sia sembra oramai certo che le temperature, in generale, durante la seconda metà del mese, possano mantenersi su valori non più eccezionalmente elevati, su valori quindi prossimi od anche temporaneamente inferiori alle medie del periodo.
 
Instabilità atmosferica a fasi alterne fino a fine maggio
giovedì 16 maggio 2013
Tra fine aprile ed inizio maggio la caratteristica principale delle condizioni meteorologiche sull’Italia è stata l’estrema variabilità, moderate ondate di caldo con temperature prossime ai 30°C si sono alternate a fasi piovose, spesso temporalesche che sono andate poi a prevalere durante la seconda decade del mese di maggio. Comunque questa vivace instabilità atmosferica, caratterizzata soprattutto da temporali, è normale in questo periodo dell’anno, alle nostre latitudini il notevole soleggiamento permette un rapido riscaldamento degli strati d’aria prossimi al suolo ed allo stesso tempo il bacino centrale del mar Mediterraneo può essere rapidamente raggiunto da impulsi di aria fredda nord atlantica o nord europea che esaltano i contrasti termici favorendo la formazione di nubi cumuliformi imponenti. Molto meno nella norma è stata la primavera del 2012 con precipitazioni notevolmente inferiori alle medie del periodo.
Nei prossimi giorni, questo trend continuerà anche se man mano che si procederà verso l’inizio dell’estate i toni andranno attenuandosi. Durante la seconda metà del mese di maggio lo scenario meteorologico euro mediterraneo sarà condizionato da uno schema barico che avrà come elemento cardine prima una vasta circolazione depressionaria estesa dall’Islanda all’entroterra algerino, poi un’altrettanto vasta circolazione depressionaria estesa dalle sponde atlantiche spagnole al mar Nero. In entrambi casi, anche se a fasi alterne, l’Italia sarà interessata da una vivace instabilità atmosferica con frequenti occasioni per precipitazioni, spesso temporalesche, localmente intense.
La nuova fase perturbata è già in corso, in queste ore la vasta area depressionaria, estesa dall’Islanda all’Algeria, si trova infatti a ridosso dell’Italia che è quindi interessata da correnti miti, umide ed instabili meridionali che producono molte nubi da nord a sud ma con precipitazioni abbondanti soprattutto sulle regioni alpine. Questa situazione risulterà pressoché stazionaria fino a domani venerdì 17 maggio con effetti immutati per almeno altre 24 – 36 ore sul territorio italiano dove quindi avremo ancora molte nubi e frequenti piogge soprattutto al centro nord. Sabato 18 maggio il sistema depressionario arretrerà il proprio asse portandolo tra Francia e Spagna, ciò determinerà un aumento della pressione atmosferica sull’Italia dove assisteremo ad un generale miglioramento atmosferico con ritorno ad un cielo sereno o poco nuvoloso quasi ovunque. Il notevole soleggiamento unito a più calde correnti meridionali favorirà inoltre un generale, deciso aumento delle temperature.
In Appennino avremo nelle prossime 36 ore molte nubi e frequenti precipitazioni sui settori centro settentrionali, nuvolosità irregolare sui settori meridionali con solo qualche pioggia soprattutto inizialmente. Sabato 18 maggio poche nubi e prevalenza di sole sui settori appenninici centro meridionali, instabilità atmosferica pomeridiana sull’Appennino settentrionale, specie sui settori liguri e tosco emiliani. Temperature in calo nelle prossime ore, in aumento sabato 18 maggio, venti deboli o moderati meridionali.
Image Domenica 19 maggio il sistema depressionario ruoterà il proprio asse in senso orario, inizialmente disposto lungo i meridiani successivamente, in meno di 24 ore, lo troveremo disposto lungo i paralleli, quindi prima all’Islanda all’Algeria, poi dalle coste atlantiche francesi all’Ucraina. Questo movimento favorirà, nella stessa giornata di domenica 19 maggio, il transito di un impulso di aria fresca nord atlantica sull’Italia che si paleserà attraverso un fronte temporalesco che al mattino interesserà il nord ovest e l’Appennino settentrionale, mentre nel pomeriggio il Triveneto, l’Appennino centrale e marginalmente l’Appennino meridionale.
Lunedì 20 e martedì 21 maggio un’ulteriore rotazione in senso orario del sistema depressionario porterà i principali centri di bassa pressione del sistema depressionario rispettivamente sulla Spagna e sulla Germania. Contemporaneamente sull’Italia si “gonfierà” un blando promontorio anticiclonico che garantirà condizioni atmosferiche prevalentemente stabili al centro sud, mentre al nord persisterà una debole instabilità atmosferica pomeridiana evidente soprattutto in Appennino.
A partire dalla seconda metà della prossima settimana quel che rimane del vasto sistema depressionario che da giorni interessa l’Italia, tornerà ad avanzare dalla Spagna verso l’Italia con conseguente nuovo generale aumento dell’instabilità atmosferica sul territorio italiano. Probabilmente avremo ancora nubi e numerose occasioni per rovesci e temporali tra giovedì 23 a martedì 28 maggio, specie durante le ore pomeridiane. In questa fase comunque, le temperature resteranno su valori più o meno in linea con le medie del periodo con valori che in Appennino non faticheranno a superare i 15°/18°C a 1500 metri di quota non appena si presenteranno periodi soleggiati.
Infine, pensiamo che l’instabilità atmosferica si possa attenuare in maniera decisa tra gli ultimissimi giorni di maggio ed i primissimi di giugno quando, grazie ad un promontorio anticiclonico afro mediterraneo, potremo avere anche una moderata, breve ondata di caldo sull’Italia.
 
Nubi e precipitazioni fino al 3 aprile, temperature sottomedia fino almeno al 10 aprile
venerdì 29 marzo 2013
Marzo 2013 si conclude all’insegna delle nubi e delle precipitazioni con accumuli ben oltre le medie mensili su molti settori della dorsale appenninica, confermando un trend che oramai di protrae da circa sei mesi. Oltre alla nubi ed alle frequenti precipitazioni anche le temperature rimangono su valori sostanzialmente bassi con un clima mite primaverile ancora lungi dall’affermarsi in maniera definitiva.
Questa situazione è imputabile ad uno schema circolatorio a dir poco statico che si rinnova con una costanza che lascia poco spazio alla speranza di avere sull’Italia una fase meteorologica, della durata di almeno tre o 4 giorni, caratterizzata da condizioni atmosferiche stabili, prevalenza di sole e clima mite. In pratica abbiamo un anticiclone europeo stazionante sui settori centro occidentali dell’Europa settentrionale, questo favorisce la discesa di aria fredda artica nel cuore dell’Europa e più ad ovest fin su Francia ed Inghilterra. Quest’aria fredda poi, concorre ad alimentare, insieme ad aria instabile atlantica ed aria mite umida mediterranea, una vasta circolazione depressionaria estesa dall’oceano Atlantico fino all’Europa orientale.
L’Italia si trova quindi nel mezzo di questa circolazione depressionaria e conseguentemente viene interessata da una incalzante serie di perturbazioni di varia intensità. Nel momento in cui la fascia depressionaria tende ad abbassarsi di latitudine sulla nostra penisola diminuiscono le precipitazioni da nord a sud ma allo stesso tempo affluisce una maggiore quantità di aria fredda con un contemporaneo calo delle temperature e della quota delle nevicate. Viceversa, con fascia depressionaria un po’ più alta di latitudine, meno aria fredda, aumentano le precipitazioni ma anche la quota delle nevicate. Nella prima metà della settimana in corso, ad esempio, sull’Italia abbiamo avuto una circolazione depressionaria un po’ più bassa con aria molto fredda subito oltralpe che è riuscita a raggiungere, almeno parzialmente, le regioni centrali, con minori precipitazioni ma nevose a quote basse sul nord Italia ed a quote di alta collina al centro.
Image Nelle ultime 48 – 72 ore l’intero sistema depressionario è entrato in una temporanea fase d’indebolimento, specie sui settori mediterranei centrali. Ciò ha favorito una generale attenuazione dell’instabilità atmosferica sull’Italia con conseguente parziale miglioramento atmosferico. Ora però un più consistente peggioramento atmosferico è alle porte. Già nelle primissime ore di domani sabato 30 marzo infatti, un sistema depressionario atlantico porterà il proprio centro tra la Valle del Rodano e la Liguria, la nostra penisola sarà quindi investita da intense correnti meridionali umide ed instabili. Nubi e piogge frequenti, anche a carattere di rovescio o temporale, interesseranno tutto il centro nord Italia e la Campania. Nevicate fin sui 1500 m di quota sulle Alpi, a quote elevate in Appennino. Domenica 31 marzo, giorno di Pasqua, con il centro del sistema depressionario in spostamento verso nord est fin sull’Austria, le nubi più intense e le precipitazioni si concentreranno sul Triveneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche, con miglioramento atmosferico sul resto d’Italia. Temperature e quota delle nevicate in moderato calo, fin sui 1000 metri sulle Alpi orientali, 1300 - 1500 metri sull’Appennino centro settentrionale. Migliora in serata. Lunedì 1° aprile inizialmente molte nubi, specie sui settori alpini e tirrenici ma scarse precipitazioni, nuovo peggioramento atmosferico da ovest tra il pomeriggio e la serata per una perturbazione proveniente ancora dall’oceano Atlantico. Nubi e precipitazioni frequenti ed a tratti intense per gran parte della giornata di martedì 2 marzo, nevose fin sugli 800 – 1000 m di quota sulle Alpi, 1300 – 1500 m sull’Appennino settentrionale, a quote più elevate sull’Appennino centro meridionale. Temperature senza variazioni di rilievo.
Generale, deciso miglioramento atmosferico tra mercoledì 3 e giovedì 4 aprile poi probabile nuova, perturbazione nel fine settimana con possibile afflusso di aria fredda da nord est a partire da domenica 7 aprile.
 
Prossima settimana con freddo e neve poi probabile una Pasqua con sole ed Appennino ben innevato
giovedì 21 marzo 2013
La seconda parte dell’inverno ha mantenuto le aspettative di inizio stagione con precipitazioni frequenti ed abbondanti, spesso superiori alle medie del periodo lungo la dorsale appenninica, inoltre temperature medie circa mezzo grado inferiori alla norma hanno spesso favorito nevicate fino a quote basse, specie sull’Appennino centro settentrionale. Tale trend, probabilmente, si protrarrà pressoché immutato fino alla prima decade del mese di aprile, fin quando non si sarà esaurita la gran massa di aria gelida presente tra la Scandinavia e la Russia occidentale. Quest’aria fredda infatti, va spesso ad alimentare od a rinvigorire i sistemi depressionari che dall’oceano Atlantico si muovono verso oriente irrompendo nel cuore del continente europeo od anche, poco più a sud, sul bacino centrale del mar Mediterraneo. In alcuni casi la stessa aria fredda riesce addirittura ad affluire sull’Italia favorendo, come accaduto nei giorni scorsi, precipitazioni nevose fino a quote molto basse.
Attualmente, dopo il transito dell’ennesima perturbazione, stiamo assistendo all’avanzamento sul bacino centrale del mar Mediterraneo di un blando promontorio anticiclonico afro mediterraneo che inizialmente favorirà un generale miglioramento atmosferico su tutta l’Italia poi garantirà condizioni atmosferiche sostanzialmente stabili e miti sull’intera nostra penisola fino a sabato 23 marzo. Le correnti settentrionali che preannunceranno l’entrata sul mar Mediterraneo del promontorio anticiclonico determineranno nelle prossime ore un rasserenamento del cielo dalle Alpi alla Sicilia. I rasserenamenti lungo l’Appennino e l’attenuazione della ventilazione fresca settentrionali favoriranno delle gelate notturne. In seguito, dal pomeriggio di domani venerdì 22 marzo, lo spostamento dei massimi di pressione sul mar Adriatico sarà accompagnato dall’attivazione, sulle regioni centro settentrionali, di correnti meridionali più umide con conseguente moderato aumento delle nubi, specie lungo l’Appennino ma senza precipitazioni. Una nuvolosità più intensa e precipitazioni sono attese sul centro nord Italia nella giornata di domenica 24 marzo per l’arrivo sul bacino centrale del mar Mediterraneo di una nuova perturbazione atlantica. In questa fase la neve, inizialmente cadrà a quote medio basse sui versanti padani dell’Appennino ligure ed emiliano, quote più elevate, anche oltre 2000 metri sull’Appennino centro meridionale.
Image La situazione andrà complicandosi nella giornata di lunedì 25 marzo quando lo schema circolatorio sullo scenario europeo vedrà la presenza di un sistema depressionario stazionante sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo, un’alta pressione sopra i settori centro occidentali del nostro continente ed un vortice depressionario a carattere freddo tra Russia ed Europa orientale. L’aria fredda in discesa dall’Artico russo sull’Europa orientale approfitterà della “sponda” offerta dall’anticiclone presente sopra l’Europa centro occidentale per raggiungere i settori settentrionali del bacino centrale del mar Mediterraneo e quindi l’Italia. La convergenza di queste masse d’aria di diversa origine e consistenza sul mar Mediterraneo centrale determinerà quindi il protrarsi, fino a venerdì 29 marzo, di un clima instabile con temperature in calo un po’ su tutta l’Italia.
L’Appennino, specie i settori compresi tra quello romagnolo e molisano, sarà interessato da due fasi perturbate con nevicate fin sugli 800 – 1000 metri di quota (se non anche più in basso), la prima tra lunedì 25 e martedì 26 marzo, la seconda giovedì 28 marzo. Entrambe potranno contribuire ad incrementare di alcune decine di centimetri il manto nevoso compreso tra i 1200 ed i 1800 metri di quota.
Secondo gli ultimi dati in nostro possesso sembra poi che durante il fine settimana di Pasqua l’instabilità atmosferica conceda una tregua ed oltre la ritorno del sole potremo assistere anche ad un progressivo aumento delle temperature. Infatti, tra l’allontanamento ad est del sistema depressionario che interesserà fino a venerdì 29 marzo l’Italia e la spinta da ovest di un nuovo vasto sistema depressionario atlantico, potrebbe inserirsi un promontorio anticiclonico con matrice subtropicale sufficientemente robusto da riuscire a mantenere condizioni atmosferiche stabili sull’Italia almeno fino a lunedì 1° aprile. Quindi miglioramento atmosferico ma ancora freddo nella giornata di venerdì 29 marzo, poi prevalenza di sole con lento aumento delle temperature tra sabato 30 marzo e lunedì 1° aprile.
Quindi un’evoluzione atmosferica che, se confermata, sarebbe ottimale per un’ultima uscita sulla neve prima dell’arrivo dell’aria mite primaverile e quindi la conclusione della stagione degli sport invernali.
 
Nevicate frequenti in Appennino, fino a quote basse, a partire dal prossimo fine settimana
lunedì 07 gennaio 2013
Il periodo natalizio è trascorso con clima sostanzialmente mite lungo l'intera dorsale appenninica, caratterizzato dalla presenza di correnti mediamente occidentali. Un cambio di circolazione atmosferica, rispetto alle prime due decadi del mese di dicembre, dovuto ad un temporaneo rinvigorimento del Vortice Polare dopo una fase tardo autunnale che lo aveva visto non molto in forma. Ora comunque, la circolazione atmosferica sull’emisfero settentrionale sta di nuovo cambiando, in maniera rapida e radicale. La causa è un rapido quanto violento riscaldamento della stratosfera sopra il Circolo Polare Artico in corso proprio in queste ore. Ciò comporterà la formazione di un anticiclone centrato più o meno sul Polo Nord con conseguente deformazione (desplacement) e poi di divisione (split) in due o più parti del vortice Polare. Questa nuova configurazione barica sul Circolo Polare Artico invertirà il senso delle correnti prevalenti che da antiorarie passeranno ad orarie (rispetto alla verticale sul Polo Nord) con conseguenti notevoli ripercussioni anche alle medie latitudini, specie nelle prossime settimane.
Per questi motivi durante la seconda decade del mese di gennaio, a livello troposferico e quindi sullo strato d’atmosfera che ci riguarda più da vicino, attendiamo la formazione di un robusto anticiclone sul Circolo Polare Artico con una vera e propria disgregazione del Vortice Polare in tre nuclei vorticosi minori, uno sopra il Nord America, il secondo sopra la Siberia orientale ed il terzo sulla Russia occidentale. Proprio quest’ultimo sembra riuscire a portare una prima un'ondata di freddo intenso e neve sull’Europa centro orientale poi, più attenuata anche sull'Italia, intorno a metà mese, quindi tra il 13 ed il 20 gennaio. C’è però da sottolineare che se la destabilizzazione del Vortice Polare non dovesse ridursi in maniera significativa, ipotesi attualmente prevalente, restano alte le probabilità di avere altre e più intense ondate di freddo e neve sull’area euro mediterranea sia nell’ultima decade di gennaio che ancora a febbraio.
Image Tornando ad analizzare il più breve termine vediamo come in queste ore sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo sia presente un robusto promontorio anticiclonico subtropicale mentre una circolazione depressionaria a carattere freddo staziona sull’Europa orientale. L’Italia è quindi interessata da correnti settentrionali, fresche ma non fredde sulle regioni adriatiche, addirittura miti al nord ovest e sulle regioni che si affacciano sul medio alto mar Tirreno. In quest’ultimo caso infatti, le correnti settentrionali, incontrando l’arco alpino, tendono prima a salire sui versanti esteri alpini per poi ridiscendere sul territorio italiano riscaldandosi per compressione, in pratica parliamo di effetto foehn. L’altra fenomenologia da segnalare per i prossimi giorni, almeno fino a mercoledì 9 gennaio, è la presenza di nebbie soprattutto nelle valli interne del centro nord Italia, inoltre la possibile presenza di velature o comunque stratificazioni nuvolose poco consistenti soprattutto sull'Appennino settentrionale ed in Triveneto, infine qualche nube più consistente con isolate precipitazioni sull'Appennino meridionale, marginalmente interessato dalla circolazione fredda depressionaria presente sulla penisola balcanica.
La svolta è attesa per la giornata di giovedì 10 gennaio quando l’anticiclone presente ad ovest dell’Italia tenterà una prima espansione verso nord con l'obbiettivo di unirsi all'anticiclone stazionante sulla Norvegia. Il tentativo fallirà per l'impedimento dovuto al transito di una perturbazione atlantica nei pressi dell'Inghilterra che spezzerà il debole corridoio d'unione tra i due anticicloni. Ciò favorirà anche il passaggio sull’Italia di una prima debole perturbazione nord atlantica che comunque porterà solo un aumento delle nubi ma scarse precipitazioni, successivamente, venerdì 11 gennaio, l’aria fredda inizierà ad affluire sull’Italia ma senza produrre nulla di significativo se non un ulteriore, lieve calo delle temperature.
Nel fine settimana seguente poi, nel corridoio tra le due alte pressioni, nord atlantica e scandinava, s'infileranno altre due perturbazioni che nei primi giorni della prossima settimana porteranno un più deciso peggioramento atmosferico sull'Italia con precipitazioni frequenti ed abbondanti, nevose in Appennino fino a quote collinari sui settori settentrionali, circa 1200 metri su quelli centrali e fin sui 1600 metri di quota sulla dorsale appenninica meridionale. Appena transitate le due perturbazioni su Francia ed Inghilterra assisteremo al secondo tentativo di espansione verso nord dell'anticiclone atlantico, questa volta andrà probabilmente in porto e ciò favorirà un maggiore afflusso di aria fredda verso il bacino centrale del mar Mediterraneo con temperature in ulteriore calo su tutta Italia. Altri impulsi perturbati, con probabili nevicate fino a quote basse, sono attesi intorno al 18 gennaio.
 
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