Per l'Appennino arrivano le prime nevicate della stagione fin sui 1000 – 1200 metri di quota Stampa E-mail
L'autunno 2013 sta proseguendo all'insegna delle piogge e delle temperature sopra le medie su gran parte della dorsale appenninica. Se si esclude qualche breve comparsa sui settori settentrionali dell'Appennino, la quota delle nevicate è rimasta praticamente sempre oltre i 2000 metri. Questa situazione è dovuta ad una ritrovata vivacità del Vortice Polare che va ad alimentare l'elevata attività dell'ampia circolazione depressionaria semipermanente nord atlantica. Quest'ultima, come accaduto anche nei primissimi giorni della settimana in corso, riesce a pilotare intense perturbazioni nord atlantiche fin nel cuore del mar Mediterraneo. Finora poi, la provenienza più occidentale che nord occidentale delle perturbazioni insieme alle rapide rimonte anticicloniche del campo di alta pressione subtropicale, ha di fatto estromesso le correnti fredde settentrionali dal bacino centrale del mar Mediterraneo.
Anche nelle ultime ore, dopo l'allontanamento verso sud est della perturbazione che ha interessato l'Italia ad inizio settimana, una rapida espansione della circolazione anticiclonica sub tropicale sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo ha riportato con estrema velocità un cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte d'Italia. Da domani venerdì 8 novembre però, l'avvicinamento all'Italia di un'estesa ed intensa perturbazione legata alla grande circolazione depressionaria nord atlantica favorirà l'attivazione di un flusso di correnti piuttosto umide sud occidentali che, intensificandosi progressivamente, daranno luogo alla formazione di nuvolosità medio bassa soprattutto sui settori tirrenici centro settentrionali. Inizialmente queste nubi porteranno qualche pioggia solo sulla Liguria e sull'Appennino tosco emiliano poi, sabato 9 novembre, anche sul resto del centro Italia.
Il vero e proprio peggioramento atmosferico sull'Italia è però atteso nella giornata di domenica 10 novembre quando sui mari occidentali italiani sopraggiungerà il corposo nucleo di aria fredda artca groenlandese che segue il fronte della perturbazione nord atlantica. L'aria fredda, come accade sovente, a contatto con l'aria umida e calda mediterranea determinerà la formazione e l'approfondimento di un intenso vortice depressionario tra Liguria Corsica e Toscana. Il centro del vortice depressionario, muovendosi verso sud, lungo il bacino del Tirreno, investirà con una elevata produzione di nubi e precipitazioni, spesso a carattere temporalesco, soprattutto le regioni centro meridionali ed il Triveneto. Nella stessa giornata di domenica 10 novembre il vortice depressionario richiamerà a se molta aria fredda con conseguente repentino calo delle temperature e contemporaneo calo della quota delle nevicate sui monti, specie in Appennino. Lunedì 11 novembre al mattino deciso miglioramento atmosferico al nord, nel pomeriggio sulle regioni centrali tirreniche ed in serata anche sulle regioni centrali adriatiche. Temperature in generale calo, venti moderati o forti inizialmente sud occidentali poi nord orientali.
Image Ad oggi pensiamo che tra la tarda serata di domenica 10 e la mattinata di lunedì 11 novembre la neve cadrà fin sui 1000 metri di quota sui settori tosco romagnoli dell'Appennino settentrionale e su quelli umbro marchigiani dell'Appennino centrale, intorno ai 1100 – 1200 metri di quota sul resto dell'Appennino centrale. Nessuna precipitazioni nevosa significativa sull'Appennino ligure e tosco emiliano. Nevicate fin sui 1500 metri di quota sull'Appennino campano, 1800 metri di quota sul resto dell'Appennino meridionale. Le residue precipitazioni previste per la seconda parte della giornata di lunedì 11 novembre saranno accompagnate da un progressivo rialzo termico con conseguente aumento della quota delle nevicate di almeno 300 – 500 metri.
Martedì 12 novembre il cielo tornerà sereno o poco nuvoloso su tutto il centro nord Italia, ancora nubi e residue precipitazioni al sud, nevose oltre i 2000 metri di quota. Temperature in generale aumento con venti orientali, deboli o moderati al centro nord, anche forti al sud.
Il resto della seconda decade di novembre sembra ancora proporre situazioni simili con perturbazioni nord atlantiche che avranno traiettoria più nord occidentale che occidentale, seguite da impulsi di aria fredda capaci di favorire ciclogenesi sopra l'Italia con brevi fasi perturbate e temperature in calo, comunque sia sembra oramai certo che le temperature, in generale, durante la seconda metà del mese, possano mantenersi su valori non più eccezionalmente elevati, su valori quindi prossimi od anche temporaneamente inferiori alle medie del periodo.
 
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