Temperature sopra le medie fino a metà gennaio, prima con pioggia poi con sole o nuvolaglia Stampa E-mail
Nei precedenti editoriali abbiamo più volte parlato del ruolo del Vortice Polare sull'andamento climatico del nostro emisfero ed in particolare per le medie latitudini e l'Italia. Quindi abbiamo sottolineato come, tra la seconda metà di novembre e dicembre, il naturale raffreddamento e l'intensificazione del Vortice Polare porti questa “grande trottola” ad assumere una struttura più composta, più compatta e meno ondulante, con conseguente riduzione delle onde planetarie e degli scambi termici tra latitudini artiche e latitudini sub equatoriali. Quest'anno il raffreddamento è risultato piuttosto intenso e ciò ha portato, sull'Italia, ad avere un mese di dicembre con aree anticicloniche prevalenti sulle perturbazioni che sono transitate a latitudini più settentrionali delle Alpi. Le ondate di freddo avute sul nord America e sul Medio Oriente sono imputabili quasi esclusivamente ad una parziale, temporanea “ellitticizzazione” del Vortice Polare con estremità, appunto, su queste aree.
Nell'ultimo editoriale avevamo ipotizzato l'inizio di un cambiamento proprio in corrispondenza delle festività natalizie, caratterizzato da un indebolimento del Vortice Polare che avrebbe portato, come prima fase, ad una maggiore ondulazione delle westerlies (correnti occidentali) con conseguente maggior penetrazione delle perturbazioni sul bacino centrale del mar Mediterraneo. Ciò è avvenuto e le perturbazioni transitate sull'Italia tra la Vigilia di Natale ed il 30 dicembre lo testimoniano, tuttavia però, in prospettiva, l'indebolimento del Vortice Polare è e sarà per ora solo molto parziale e temporaneo, anzi nei prossimi giorni potrebbe addirittura tornare a rinforzarsi un po' con il risultato che le perturbazioni atlantiche torneranno a scorrere a latitudini più settentrionali, sul centro nord Europa. Il clima sul bacino centrale del mar Mediterraneo avrà ancora caratteristiche novembrine anziché da pieno inverno, prima con un'intensa perturbazione atlantica che nel fine settimana dell'Epifania porterà molte nubi sull'Italia, piogge frequenti e nevicate a quote elevate, poi con un anticiclone afro mediterraneo che condannerà i fondovalle, soprattutto del centro nord, a giornate con nebbie anche persistenti mentre in montagna prevarrà il sole con temperature alcuni gradi sopra le medie del periodo.
Image Entrando ancor più nei particolari notiamo come nella giornata di ieri giovedì 2 gennaio la maggior parte del territorio italiano sia stato coperto da nubi, specie il nord e le regioni tirreniche, mentre inizialmente cielo sereno o poco nuvoloso sulle regioni centrali adriatiche e parte del sud Italia. Le nubi più intense hanno interessato le regioni settentrionali e la Toscana con piogge sparse, nevicate sulle Alpi a quote medio basse, in Appennino a quote medio alte. Durante l'ultima notte il peggioramento atmosferico si è esteso anche alle regioni centrali adriatiche e successivamente alle regioni meridionali. Nelle prossime ore è atteso un relativo miglioramento atmosferico, questo perché nonostante l'allontanamento ad oriente della prima perturbazione, sull'Italia insisteranno correnti sud occidentali miti e piuttosto umide, tanto da mantenere la presenza di molte nubi un po' su tutto il territorio italiano, più intense sulle regioni tirreniche dove potremo avere qualche locale piovasco. Temperature in ulteriore aumento, venti meridionali. Tra sabato 4 e domenica 5 gennaio una più intensa perturbazione nord atlantica attraverserà l'Italia portando prima intensa nuvolosità e precipitazioni abbondanti al nord, poi, piogge e rovesci anche al centro sud, nevicate a quote medio alte. Venti moderati o forti meridionali. Lunedì 6 gennaio generale miglioramento atmosferico con tendenza a cessazione delle precipitazioni, nubi in calo e temporaneo, lieve calo termico.
Tra martedì 7 e venerdì 10 gennaio, in perfetta sintonia con la nuova intensificazione del Vortice Polare, sull'Italia tenderà ad affermarsi una circolazione atmosferica prevalentemente anticiclonica, ciò comunque, almeno sulle regioni tirreniche centro settentrionale, non basterà a garantire giornate con cielo sereno o poco nuvoloso. Persisteranno infatti correnti miti e piuttosto umide sud occidentali in grado di produrre nebbie nelle valli ma soprattutto nuvolosità medio bassa che limiterà notevolmente il soleggiamento. Temperature ancora superiori alle medie del periodo, specie i valori minimi. Ventilazione assente o debole meridionale.
Quando si sbloccherà tale situazione con ritorno ad un clima più tipicamente invernale? Attualmente pensiamo non prima di metà mese, tra il 13 ed il 15 gennaio, non si esclude però si possa arrivare senza significative novità fino all'inizio della terza decade di gennaio. Se la statistica può in parte consolare gli amanti della neve, nell'ultimo decennio il freddo e le nevicate abbondanti in Appennino, fino a quote basse, sono arrivate molto spesso a partire dalla seconda metà del mese di gennaio.
 
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