Novembre inizia con sole e temperature elevate ma poi tornano le piogge, anche abbondanti. Stampa E-mail
Il mese di ottobre, per l’Appennino, sta concludendosi con medie termiche elevate, fin oltre 2°C rispetto alla norma, mentre la pluviometria registra accumuli piuttosto irregolari, ben al di sopra delle medie su gran parte dei settori settentrionali, quantitativi generalmente inferiori alle medie sull’Appennino centrale e più o meno in linea su quello meridionale. Se si escludono questi ultimissimi giorni sui settori centro meridionali ed in precedenza, specie ad inizio mese, sui settori settentrionali, il mese è trascorso all’insegna della prevalenza di sole con temperature elevate, spesso su valori prossimi a quelli estivi, più caratteristici quindi di un mese come settembre che come ottobre. In generale comunque un mese che non cambia la sostanza del 2014, anno nel quale la stragrande maggioranza degli altri 9 mesi finora trascorsi ha registrato precipitazioni superiori alle medie, mentre termicamente conferma un’annata sostanzialmente calda, con uno scorso inverno quasi inesistente, una primavera piovosa e mite ed un estate piovosa ma con valori termici non troppo distanti dalle medie termiche.
Le proiezioni a lungo termine, attualmente, continuano a presentare scenari che escludono una improvvisa interruzione di questo trend, tra il 31 ottobre ed il 3 novembre, infatti, tornerà l’alta pressione, con correnti meridionali e temperature oltre le medie del periodo. Successivamente aumenteranno le nubi e torneranno le piogge, probabilmente anche in quantità notevoli sulle regioni tirreniche e soprattutto al nord ovest, ma ancora con correnti miti mediamente provenienti da sud o sud est, quindi, in poche parole, potremmo arrivare a metà novembre ancora con clima da metà d’ottobre. Per chi ama il caldo e chi, soprattutto negli ultimi tempi, guarda soprattutto al portafoglio ed alle spese per il riscaldamento, sono buone se non ottime notizie, però vorremmo far notare che questo caldo fuori stagione mantiene oltre la norma anche le temperature superficiali dei mari che circondano l’Italia e del Mediterraneo in genere, quindi notevoli quantità di energia sotto forma di calore ed umidità potranno in qualunque momento entrare in gioco durante le fasi perturbate che ci attendono nelle prossime settimane. I media si sono già quasi tutti dimenticati di quanto è accaduto a settembre sul Gargano ed in ottobre sulla Liguria, sul grossetano, a Parma od a Trieste, ma negli ultimi giorni per le stesse ragioni abbiamo avuto situazioni simili anche ad Atene in Grecia ed in Turchia ed il rischio che fenomeni alluvionali possano ripresentarsi sull’Italia a novembre è, ad oggi, elevato.
Image Tornando sullo specifico della previsione meteorologica per i prossimi giorni, dimenticate le nevicate fin sui 1200 metri di quota in Appennino durante la seconda parte della scorsa settimana, siamo ora in attesa di una definitiva cessazione delle correnti fredde nord orientali che ancora, seppur decisamente attenuate, insistono sull’Italia. Durante le prossime ore il residuo nucleo di aria fredda in quota, di origine nord atlantica, che alimenta la blanda circolazione depressionaria stazionante sul bacino centro orientale del mar Mediterraneo, tenderà ad allontanarsi verso nord est, contemporaneamente avanzerà sul bacino centrale del mar Mediterraneo, da ovest, un promontorio anticiclonico afro mediterraneo che fino a domenica 2 novembre garantirà cielo sereno o poco nuvoloso e clima mite su tutta l’Italia con solo delle nebbie al mattino al centro nord. Lunedì 3 novembre, poi, sempre da ovest, avanzerà sul bacino centrale del mar Mediterraneo una vasta area depressionaria atlantica che attiverà un flusso di correnti miti ed umide meridionali con nuvolosità in aumento e prime piogge sulle regioni nord occidentali e sulla Toscana, ancora sole e poche nubi sul resto d’Italia. Tra martedì 4 e giovedì 6 ottobre nubi e piogge interesseranno progressivamente anche altre aree dell’Italia, naturalmente a partire dalle regioni occidentali. In questa fase il rischio che si possano verificare eventi alluvionali sulle zone tirreniche più esposte, specie su basso Piemonte, Liguria e Toscana, aumenterà notevolmente, specie se il sistema depressionario rallenterà in maniera significativa il proprio movimento verso oriente. Se le attuali proiezioni dovessero essere confermate, dovremo attendere poi la fine della prima decade di novembre per un deciso miglioramento atmosferico su gran parte del territorio italiano.
 
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