L’inverno appenninico continua, da giovedì 5 marzo ancora nevicate abbondanti e freddo. Stampa E-mail
Martedì 24 febbraio un nuovo intenso fronte freddo nord atlantico ha raggiunto il bacino centrale del mar Mediterraneo favorendo la formazione di un intenso sistema depressionario centrato sul mar Ligure. Su gran parte d’Itali un nuovo generale peggioramento atmosferico ha quindi caratterizzato la prima metà della settimana in corso. Solo le regioni alpine sono state interessate marginalmente da nubi e precipitazioni che, attualmente, ancora insistono soprattutto sull’Emilia Romagna, centro adriatico e sud Italia. L’afflusso di aria fredda nord atlantica ed il conseguente generalizzato calo termico ha portato nuove abbondanti nevicate lungo l’Appennino, con fiocchi scesi fin sui 500 – 700 metri di quota sui settori settentrionali, 700 – 1000 metri su quelli centrali, 1000 – 1300 metri sulla dorsale appenninica meridionale. Ciò ha consolidato il già ottimo innevamento presente lungo tutto l’Appennino da fine gennaio.
Nei prossimi giorni, comunque, assisteremo ad un generale miglioramento atmosferico grazie all’indebolimento ed allo spostamento prima verso sud poi verso oriente fin sopra la Grecia, del sistema depressionario che ancora staziona sopra l’Italia. L’alta pressione atlantica non riuscirà però ad espandersi in maniera risolutiva sul bacino centrale del mar Mediterraneo dove continueranno a transitare veloci ma deboli impulsi perturbati nord atlantici. Sull’Italia avremo quindi condizioni atmosferiche relativamente dinamiche, con rasserenamenti alternati ad annuvolamenti anche intensi ma generalmente temporanei e scarsamente produttivi in termini di precipitazioni. Solo sul sud Italia, almeno inizialmente, le nubi risulteranno più insistenti ed in grado di produrre qualche precipitazione in più, a causa della residua influenza del sistema depressionario in spostamento sulla Grecia. Questa situazione, fino a domenica 1° marzo, non permetterà un sostanzioso rialzo termico, un po’ per le possibili gelate notturne, poi anche per gli annuvolamenti diurni che potranno limitare il soleggiamento. Tra lunedì 2 e martedì 3 marzo le temperature aumenteranno temporaneamente, specie al nord e sulle regioni tirreniche, grazie a correnti nord occidentali che, impennandosi nell’impattare sull’arco alpino, ricadranno sul territorio italiano comprimendosi, con conseguente deumidificazione e riscaldamento.
Image Un nuovo deciso peggioramento atmosferico da mercoledì 4 marzo quando assisteremo ad una improvvisa e rapida espansione verso nord dell’anticiclone atlantico con conseguente discesa sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo di un fronte freddo nord atlantico che favorirà la formazione di un nuovo centro depressionario sul mar Ligure. Questo nuovo centro depressionario, nella giornata di giovedì 5 marzo, scenderà sul centro Italia approfondendosi notevolmente e richiamando a se impulsi di aria fredda artica provenienti dal mar di Norvegia. Conseguenza diretta sarà la formazione di nuvolosità intensa prima al centro nord poi al sud con contemporaneo calo termico, le precipitazioni più abbondanti sono attese sulle regioni centro settentrionali adriatiche, al sud ed in generale lungo tutta la dorsale appenninica dove nevicherà fino a quote basse. Venerdì 6 marzo il centro depressionario sarà sul Gargano con l’Italia centro settentrionale e parte del sud investiti da correnti molto fredde nord orientali, la neve potrà cadere fin sulle coste o l’immediato entroterra delle regioni adriatiche con accumuli ancora più abbondanti in Appennino.
Nei giorni successivi poi è altamente probabile che l’anticiclone atlantico possa unirsi, con asse sud ovest – nord est, con un anticiclone in irrobustimento sulla Russia nord occidentale, conseguentemente alle correnti miti ed umide nord atlantiche sarà preclusa la strada verso l’Italia almeno fino a domenica 8 marzo, mentre continuerà ad affluire aria fredda dall’Europa nord orientale un po’ su tutte le regioni italiane. Successivamente potrebbe filtrare, attraverso la Francia, un debole impulso perturbato nord atlantico che, però, non farebbe altro che rinvigorire la circolazione depressionaria sopra l’Italia. Probabilmente un significativo miglioramento atmosferico, in particolare una riduzione dell’afflusso di aria fredda, sarà possibili solo dopo martedì 10 marzo.
 
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