Vivace instabilità atmosferica e fresco per tutta la terza decade di maggio e la prima di giugno Stampa E-mail
Durante le prime due decadi di maggio sono state registrate almeno due ondate di caldo di una certa intensità, inoltre in termini precipitativi possiamo definire lo stesso periodo come mediamente siccitoso per l’Appennino. I primi tepori estivi però, se troppo prematuri, spesso possono nascondere insidie o più semplicemente un traumatico ritorno alla realtà. Il motivo per cui accade ciò, specie quest’anno, va ricercato nella “ritardata implosione” del Vortice Polare, avvenuta tra la fine di aprile e la prima metà di maggio. Attualmente quest’ultimo risulta a dir poco dissestato, se non addirittura deflagrato, con nuclei depressionari disposti in ordine sparso per il nostro emisfero. Se poi per cause climatiche specifiche, legate alle temperature superficiali oceaniche e non solo, l’anticiclone atlantico si mantiene ad ovest delle coste occidentali europee, risulta piuttosto facile che qualcuno di questi “pezzi” di Vortice Polare tendano a trovare spazio a latitudini più meridionali, nel nostro caso tra Groenlandia, Scandinavia e regioni alpine, con diretto interessamento dell’Italia.
Tale scenario, a fasi alterne, potrebbe persistere per tutta l’ultima fase della primavera ed anche per la prima parte dell’estate, dato che l’annunciato fenomeno del Nino, probabilmente anche piuttosto intenso, non entrerà in fase, o meglio non riuscirà ad influenzare l’estate italiana fino almeno a luglio. Poi non è escluso, se non addirittura probabile, che si possa passare ad una seconda parte dell’estate completamente diversa, ossia caratterizzata da lunghe fasi soleggiate e piuttosto calde, addirittura perduranti fino a settembre.
Image Ciò premesso, e tornando più sul breve termine, notiamo come in queste ore la pressione atmosferica sul bacino centrale del mar Mediterraneo sia in calo per l’avvicinamento di una vasta ed intensa area depressionaria che con correnti umide ed instabili sud occidentali già interessa le regioni alpine dove sono in corso, almeno da 36/48 ore, fenomeni piovosi spesso a carattere di rovescio o temporale. Nelle prossime ore poi, l’arrivo, attraverso la Francia, sui mari occidentali italiani di un corposo nucleo di aria fredda nord atlantica, darà luogo alla formazione di un nuovo centro depressionario sopra il mar Ligure. Tale nuovo sistema di bassa pressione attraverserà l’Italia, da nord ovest a sud est, tra giovedì 21 e sabato 23 maggio, producendo molte nubi e frequenti precipitazioni, a tratti intense, spesso a carattere di rovescio o temporale.In Appennino potrebbe tornare a nevicare fin sui 1600 – 1800 metri di quota. Miglioramento atmosferico nella giornata di domenica 24 maggio a partire dalle regioni occidentali italiane, per l’indebolimento e l’allontanamento ad oriente dei settori più attivi del sistema depressionario.
Tra lunedì 25 e martedì 26 maggio situazione decisamente più tranquilla un po’ su tutta l’Italia, con solo una debole instabilità atmosferica pomeridiana, specie a ridosso dei rilievi montuosi, temperature in aumento. Durante la seconda metà della prossima settimana probabile l’arrivo di una nuova perturbazione nord atlantica con formazione di un centro depressionario sui mari occidentali italiani ed instabilità atmosferica in aumento tra mercoledì 27 e venerdì 29 maggio, poi migliora nel fine settimana. Una terza fase perturbate potrebbe iniziare intorno all’1 o 2 giugno, anche in questo caso sarà causata da una perturbazione nord atlantica con prima fase caratterizzata da correnti miti ed umide meridionali ed una seconda fase caratterizzata da precipitazioni prevalentemente temporalesche, temperature in calo e venti che tenderanno a provenire dai quadranti settentrionali.
 
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