Sole, caldo e qualche temporale, specie nella settimana di Ferragosto Stampa E-mail
Gran parte dell’estate mediterranea 2015, specie luglio ed agosto, è stata e sarà fortemente condizionata dal fenomeno El Niño che, secondo le rilevazioni degli ultimi giorni, ha raggiunto livelli d’intensità elevati, classificato quindi come “strong” (forte). Sullo scenario euro mediterraneo infatti, il riposizionamento delle grandi circolazioni di alta e bassa pressione a livello planetario, dovute all’interazione oceano – atmosfera in fase El Niño strong, determina un’ anomala risalita verso nord dell’ITCZ, acronimo di zona di convergenza intertropicale, anche nota come fronte intertropicale. Questa fascia, posta poco al di sotto del Sahara ed interposta tra l’area desertica nord africana e l’area pluviale equatoriale centrafricana, risalendo verso nord comporta la contemporanea risalita verso nord dell’anticiclone afro mediterraneo che, dal cuore dell’Africa sahariana, trasporta masse d’aria molto calda fin sull’Europa mediterranea ed in taluni casi anche più a nord.
In questa fase stagionale quindi, le rilevazioni reali ci indicano un ITCZ spostatosi più a nord della norma sotto l’effetto forzante di El Niño, anzi in alcuni settori, specie quelli più occidentali, ha raggiunto latitudini quasi record. Ciò comporta abbondanti ed anomale precipitazioni sui settori sud occidentali del deserto del Sahara mentre intense ondate di caldo sui paesi che si affacciano sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo ad iniziare da Spagna e Francia.
Per i prossimi giorni come anche per le prossime due settimane, le proiezioni indicano ancora un ITCZ su posizioni piuttosto settentrionali e quindi un anticiclone afro mediterraneo ancora molto ingerente sui paesi euro mediterranei centro occidentali. Probabilmente, dato che El Niño rimarrà strong almeno fino in autunno ed i tempi di reazione sui settori euro mediterranei sono normalmente ritardati di alcune settimane, ci aspetta ancora una lunga estate con possibili ondate di caldo fuori stagione anche in settembre ed ottobre, solo temporaneamente interrotte da passaggi temporaleschi, anche intensi, ma di media o breve durata, prodotti da impulsi perturbati nord atlantici che sfrutteranno gl’intervalli in cui il promontorio anticiclonico afro mediterraneo si sposterà dall’Italia e la penisola balcanica verso Spagna e Francia.
Detto questo, osserviamo come il veloce e debole impulso perturbato atlantico transitato sul bacino centrale del mar Mediterraneo negli ultimi giorni, abbia portato solo pochi, anche se intensi, temporali con un contenuto calo termico, tant’è che i valori delle temperature massime non sono scesi sotto i 30°C se non nelle aree interessate da nuvolosità più compatta ed ancor più da precipitazioni. In generale, com’è naturale nella fase estiva centrale, le aree che hanno beneficiato delle maggiori precipitazioni sono quelle montane, Appennino compreso, dove quindi è stata percepita maggiormente una certa attenuazione del caldo.
Image Attualmente il promontorio anticiclonico afro mediterraneo sta di nuovo irrobustendosi dal bacino occidentale del mar Mediterraneo verso l’Italia, specie sulle regioni centro settentrionali, mentre sul basso bacino centrale del mar Mediterraneo resiste, soprattutto in quota, una blanda circolazione depressionaria che interessa soprattutto l’estremo sud Italia, dove è presente una residua, debole instabilità atmosferica pomeridiana, specie in Appennino. Tale situazione si evolverà molto lentamente, probabilmente non assisteremo a sostanziali cambiamenti almeno fino al prossimo fine settimana quando c’è la possibilità che il promontorio anticiclonico afro mediterraneo indietreggi un po’ favorendo da una parte un lieve avanzamento verso nord, fin sulle regioni centrali italiane, della blanda circolazione depressionaria in quota presente sopra il basso bacino centrale del mar Mediterraneo, dall’altra l’arrivo dalla Francia di un piccolo nucleo perturbato nord atlantico evidente soprattutto in quota.
Attualmente è difficile stabilire in maniera esatta il movimento di queste due piccole perturbazioni in quota che tra l’altro si muovono sostanzialmente in un regime anticiclonico caratterizzato da aria calda ed umida, però di certo assisteremo ad un lieve o moderato aumento dell’instabilità atmosferica, a partire da sabato 8 agosto, prima sull’Appennino meridionale e poi anche su quello settentrionale e parte di quello centrale. A mattinate soleggiate quindi, seguiranno pomeriggi nuvolosi con rovesci sparsi e locali temporali, anche intensi, specie sui versanti tirrenici. Certamente se i due piccoli impulsi perturbati dovessero unirsi in maniera compiuta e soprattutto se l’impulso proveniente dalla Francia dovesse transitare dalle Alpi occidentali sulle regioni centrali italiane, l’instabilità atmosferica risulterebbe un po’ più accesa e duratura, fino ad arrivare ai giorni a ridosso del Ferragosto quando un ulteriore impulso di aria fresca atlantica sopraggiungerebbe sul bacino centrale del mar Mediterraneo riattivando l'instabilità atmosferica sull'Italia.
In generale comunque, per l’Appennino e per tutta l’Italia, sarà ancora un’estate lunga e calda, con temporali prodotti, come nel caso appena descritto, da piccoli impulsi perturbati che riescono ad infiltrarsi in un regime circolatorio che tenderà sempre a riprodurre un promontorio anticiclonico afro mediterraneo. Il calo termico, o meglio l’attenuazione del caldo dovuta a questi temporali, sarà temporanea e limitata al massimo ad una settimana, naturalmente più evidente nelle aree appenniniche maggiormente colpite dai temporali più intensi.
 
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