Neve in Appennino. Il gelo resta sull’Europa orientale, perturbazioni atlantiche sull'Italia Stampa E-mail
Anche in Appennino, nei giorni di passaggio tra il 2015 ed il 2016, assisteremo al passaggio da un clima siccitoso e sostanzialmente mite ad un clima più fresco e con precipitazioni. In un primo tempo saranno le correnti moderatamente fredde nord orientali a prevalere sull’Italia, legate ad un corposo afflusso di aria fredda polare che interesserà direttamente l’Europa orientale, poi quelle atlantiche occidentali, con temperature più miti ma che piloteranno una serie di perturbazioni sull’Italia con piogge e nevicate in montagna. Fino alo scorso fine settimana l’evoluzione atmosferica ipotizzata dai modelli meteorologici per i prossimi giorni risultava piuttosto incerta, soprattutto perché mancava una valutazione sufficientemente attendibile della spinta dell’aria fredda dall’Europa orientale verso l’Italia, oggi invece sembra si sia presa una strada più chiara tant’è che possiamo spingerci fino ai giorni dell’Epifania
Innanzitutto partiamo dal primo significativo evento atteso sullo scenario meteorologico euro atlantico mediterraneo atteso tra oggi e domani mercoledì 30 dicembre, ossia la risalita di un robusto promontorio anticiclonico dall’Italia fin oltre la Lapponia ed il Circolo Polare Artico. Sarà un vero e proprio “muro” anticiclonico, eretto in sole 48 ore, che bloccherà il flusso delle correnti perturbate nord atlantiche, queste ultime, precedute da correnti miti meridionali, saranno costrette a deviare verso nord la propria traiettoria pilotando un flusso di aria calda fin oltre le isole Svalbard, oltre l’80° parallelo, in pieno mar Glaciale Artico. Quasi contemporaneamente, dalla Russia Siberiana si attiverà una risposta fredda con senso opposto, ossia un corposo flusso di aria fredda polare in discesa attraverso la Russia occidentale fin sull’Ucraina, la Romania ed un po’ su tutta l’Europa orientale dove passeranno una notte di San Silvestro con temperature glaciali, tar Ucraina e Romania probabilmente si registreranno temperature anche intorno ai -35°C.
Parte di quest’aria gelida interesserà la penisola balcanica e porterà bufere di neve sia in Grecia che in Turchia, sulla nostra Italia invece arriveranno solo dei refoli di aria fredda, minimi, capaci solo di attivare un po’ di tramontana tra mercoledì 30 e giovedì 31 dicembre, che spazzerà via le nebbie e formare un po’ di nuvolosità da stau lungo l’Appennino.
Da Capodanno poi, partirà una seconda fase, l’alta pressione s‘irrobustirà sopra l’Europa centro settentrionale con punte addirittura di 1050 mb sulla Russia nord occidentale, nei pressi di San Pietroburgo, supportata anche dalla molta aria fredda, più pesante, presente sugli strati dell’atmosfera più prossimi al suolo. In pratica tutta l’Europa orientale, dalla Grecia alla Russia, dalla Polonia al Kazakistan, sarà sotto neve e gelo. Il flusso perturbato atlantico che scorre da ovest verso est, trovando la strada principale bloccata dall’anticiclone russo europeo e dal relativo “mare” d’aria fredda, sarà ancora costretto a deviare le perturbazioni verso nord ed in parte più a sud, a latitudini mediterranee. Quindi, durante la prima settimana di gennaio 2016, assisteremo al transito sull’Italia di alcune perturbazioni atlantiche che, probabilmente, porteranno precipitazioni soprattutto sulle regioni centro meridionali, mentre le regioni settentrionali saranno ancora in parte interessate dall’anticiclone che ridurrà di effetti di tali perturbazioni. Le temperature non subiranno cali eccessivi, mantenendosi su valori prossimi alle medie del periodo.

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Per quanto riguarda l’Appennino, ancora nelle prossime ore prevarrà un cielo sereno o poco nuvoloso, con nubi in aumento solo sui settori tirrenici centro settentrionali per la formazione di banchi di nubi basse. Mercoledì 30 dicembre con l’attivazione di correnti più fredde nord orientali assisteremo ad un generale aumento della nuvolosità con nubi addossate soprattutto ai versanti adriatici, assenza di precipitazioni e temperature in calo. La giornata di giovedì 31 dicembre inizierà con cielo irregolarmente nuvoloso con nubi più presenti sui settori liguri e sui versanti adriatici dell’Appennino centro meridionale, nel corso della giornata le nubi aumenteranno un po’ ovunque, ma specie sull’Appennino centro settentrionale saranno possibili locali precipitazioni, nevose fin sugli 800 – 1000 metri di quota. A Capodanno ancora molte nubi al mattino lungo tutta la dorsale con residue, isolate precipitazioni sui settori centro meridionali, nevose fin sugli 800 – 1000 metri di quota. Dalla tarda mattinata ed ancor più dal pomeriggio degli ampi rasserenamenti avanzeranno da nord ovest sull’Appennino settentrionale, poi su quello centrale tra il pomeriggio e la serata. Ancora molte nubi con precipitazioni sparse sull’Appennino meridionale, nevose fin sui 1200 metri di quota. La giornata di sabato 2 gennaio sarà caratterizzata da un temporaneo, generale miglioramento, in mattinata, poi torneranno ad aumentare le nubi da ovest. Temperature in aumento con venti deboli meridionali al centro nord, deboli o moderati settentrionali al sud.
. Una perturbazione un po’ più corposa transiterà sull’Italia domenica 3 gennaio 2016, le precipitazioni saranno scarse sull’Appennino settentrionale, nevose intorno ai 1000 metri di quota, deboli o moderate su quello centrale, nevose intorno ai 1200 - 1400 metri di quota, più abbondanti su quello meridionale, nevose intorno ai 1400 – 1600 metri di quota. Migliora lunedì 4 gennaio, mentre quello che accadrà nei giorni successi per ora non è molto chiaro, di certo continueranno i passaggi di perturbazioni atlantiche fino alla fine della prima decade di gennaio ma stimare quantitativi di precipitazioni e quota neve non è per ora possibile.
. Per il freddo intenso, il gelo e le nevicate fin sui fondovalle, probabilmente dovremo attendere almeno fino alla seconda decade di gennaio, il Vortice Polare comunque dai prossimi giorni inizierà ad indebolirsi ed a scomporsi a causa di una serie di colpi che riceverà a destra e manca, ad iniziare da quello europeo delle prossime ore per poi proseguire sull’area dell’oceano Pacifico settentrionale e nord americana, quindi saranno sempre più probabili delle ampie ondulazioni della corrente a getto capaci di facilitare gli scambi meridiani di masse d’aria con irruzioni di aria fredda dirette stavolta anche sull’Europa centro occidentale
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