Neve a quote medio basse lungo l’Appennino, localmente abbondanti, specie sui versanti adriatici. Stampa E-mail
Da novembre 2015 a febbraio 2016 l’interazione tra una serie di specifici fattori climatici hanno permesso al Vortice Polare, che regola la circolazione atmosferica sul nostro emisfero, di “girare” ad alta intensità, limitando notevolmente le ondulazioni della corrente a getto nord atlantica e quindi riducendo al minimo l’arrivo di perturbazioni di una certa consistenza sul bacino centrale del mar Mediterraneo. Da metà febbraio però, sostanzialmente per motivi stagionali, lo stesso Vortice Polare ha iniziato a perdere colpi vistosamente e di riflesso, quasi automaticamente, le perturbazioni sono tornate ad interessare le nostre latitudini. Negli ultimissimi giorni, anche impulsi perturbati a carattere freddo, provenienti dal mar del Nord, hanno raggiunto l’Italia dando luogo a fasi atmosferiche instabili o perturbate abbastanza consistenti soprattutto al centro nord. Nei prossimi giorni la situazione non cambierà di molto, mentre da metà marzo una probabilissima implosione del Vortice Polare potrebbe presentarci scenari meteorologici abbastanza estremi e differenti tra loro. Stiamo parlando di una disgregazione, uno split (divisione) del Vortice Polare che causerà notevoli ondulazioni della corrente a getto, con flussi di masse d’aria da nord a sud, e viceversa, piuttosto marcati ed intensi. L’area euro mediterranea, quindi, potrà trovarsi investita da un flusso di correnti miti meridionali in grado di irrobustire un campana anticiclonica afro mediterranea sopra l’Italia con temperature primaverili, ma più probabilmente potrebbe essere interessata da una corposa irruzione di aria fredda polare proveniente dalla Lapponia o dalla Siberia occidentale. L’ipotesi intermedia, invece, prevede un’iniziale flusso di correnti moderatamente fredde seguito a breve da un progressivo ritorno a condizioni anticicloniche con temperature in aumento. Attualmente la prima ipotesi è la meno probabile, la terza un po’ più probabile, la seconda la più sottolineata dai modelli, tra l’altro, dovesse essere confermata, si potrebbe ipotizzare la possibilità di sciare su gran parte dell’Appennino durante le vacanze di Pasqua. Naturalmente servono ancora dati e conferme, quindi meglio riparlarne nei prossimi giorni.
In queste ore il bacino centrale del mar Mediterraneo è interessato da una vasta area depressionaria estesa dal mar di Norvegia alla Tunisia, alimentata da aria fredda artica nord atlantica ed aria mite umida afro mediterranea. Il principale centro di bassa pressione attualmente è posto sopra la Danimarca mentre un centro depressionario secondario s’è formato sopra le regioni nord occidentali italiane. Nelle prossime ore quindi, gran parte dell’Italia sarà interessata da correnti instabili sud occidentali con formazione di nubi, spesso cumuliformi, e precipitazioni sparse soprattutto al centro sud, mentre al nord, dopo le precipitazioni abbondanti dell’ultimo fine settimana, è in corso un temporaneo, parziale miglioramento atmosferico. L’aria fredda sopraggiunta nelle ultime ore permette alla neve di scendere fin sui 1000 – 1200 metri di quota lungo l’Appennino.
Image Tra martedì 8 e mercoledì 9 marzo un impulso di aria fredda artica nord europea raggiungerà il mar Tirreno intensificando temporaneamente la circolazione depressionaria sopra l’Italia con conseguente generale peggioramento atmosferico. Nubi e precipitazioni interesseranno gran parte d’Italia con neve fin sui fondovalle sull’Appennino emiliano ed a quote medio basse sul resto dell’Appennino centro settentrionale, mentre sull’Appennino meridionale neve fin sui 1000 – 1200 metri di quota. Giovedì 10 marzo un secondo ma meno corposo impulso di aria fredda nord atlantica si getterà, attraverso la Francia, sul mar Mediterraneo occidentale ad ovest della Sardegna. Conseguentemente il centro della bassa pressione dal mar Tirreno si sposterà verso la Tunisia e tutto il sistema depressionario tenderà ad isolarsi dal flusso perturbato nord europeo grazie anche alla fusione tra l’anticiclone atlantico e l’anticiclone russo. Sull’Italia tenderà a migliorare al nord e sul centro tirrenico mentre, fino almeno a sabato 12 marzo, persisteranno condizioni atmosferiche instabili o localmente perturbate al sud e sul centro adriatico con quota neve in lento rialzo. Domenica 13 marzo nubi e residue precipitazioni concentrate sul centro adriatico ed al sud mentre su quanto potrà accadere da lunedì 14 marzo in poi torneremo a parlarne nei prossimi aggiornamenti quando avremo qualcosa di più concreto in mano.
Ricapitolando, in breve, per quanto riguarda la dorsale appenninica, durante la settimana appena iniziata assisteremo ad un considerevole incremento del manto nevoso sui settori settentrionali con miglioramento atmosferico nel fine settimana. Sull’Appennino centro meridionale invece, avremo le prime serie nevicate con accumuli più significativi sui settori marchigiani ed abruzzesi, attenuazione delle precipitazioni nel fine settimana.
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