Inizio 2017 con tanta neve per l’Appennino, ancora freddo e nevicate fino almeno al 22 gennaio Stampa E-mail
Dopo un autunno caratterizzato dalla anomala debolezza del Vortice Polare quest’ultimo è andato improvvisamente rafforzandosi durante le prime due decadi di dicembre smorzando in pochi giorni le ottimistiche previsioni di un inverno potenzialmente freddo e nevoso fin dalle primissime settimane. Tutto poi è di nuovo precipitosamente cambiato tra fine dicembre ed inizio gennaio quando il Vortice Polare ha iniziato a subire una serie di attacchi “caldi”, dei flussi di calore provenienti generalmente provenienti dalle medie latitudini che ne hanno minato la compattezza aumentandone in maniera significativa le ondulazioni planetarie e quindi i corposi scambi di masse d’aria tra latitudini artiche e medie latitudini. Le corpose discese di aria fredda, grazie anche alla disposizione dello stesso Vortice Polare, hanno preferito fin da subito l’area europea rispetto a quella nord americana tant’è che tra Capodanno e l’Epifania un primo corposo ed intenso flusso di correnti fredde provenienti dall’artico russo scandinavo hanno riportato l’inverno, quello rigido, su gran parte del nostro continente fin sul bacino del mar Mediterraneo. Ricordiamo infatti le abbondantissime nevicate sulla Puglia ma anche sulla Sicilia, fin sul lungomare. La debolezza del Vortice continua tuttora e come abbiamo avuto la possibilità di constatare i flussi di aria fredda insistono anche sull’Italia, in particolare al centro sud, mentre il nord risulta più riparato dall’arco alpino in fasi con correnti settentrionali.
Proprio in queste ore stiamo assistendo all’inizio di una nuova fase fredda per l’Italia, dopo quella dell’Epifania, stavolta con prospettive maggiormente nevose anche per l’Appennino settentrionale, specie per i versanti adriatici, finora praticamente escluso. Una prima veloce perturbazione nordatlantica tra giovedì 12 e venerdì 13 gennaio ha interessato l’Italia con piogge e nevicate in Appennino, da nord a sud, fino a quote basse sui settori centro settentrionali. La perturbazione poi, nella giornata di sabato 14 gennaio, si è rapidamente allontanata ad oriente favorendo un generale, temporaneo miglioramento atmosferico, con ritorno ad un cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte del territorio italiano a partire dalle regioni settentrionali e centrali tirreniche. Ora è atteso un secondo e più intenso peggioramento atmosferico prodotto da un fronte freddo nord atlantico in discesa sul bacino centrale del mar Mediterraneo attraverso la Francia. L’aria fredda al seguito del fronte ha infatti favorito la formazione e l’approfondimento, sul medio mar Tirreno, di un nuovo centro depressionario. Tale sistema depressionario, con minimo di pressione in movimento tra Sardegna, Campania e Sicilia settentrionale, sarà alimentato da aria mite umida mediterranea ed aria fredda di origine artica. Sull’Italia centro meridionale quindi, avremo per più giorni nubi e precipitazioni, più frequenti ed intense su Emilia Romagna, regioni centrali adriatiche e regioni meridionali, nevose fino a quote medio basse lungo l’Appennino.
Image Scendendo ancor più nelle specifico, per quanto riguarda l’Appennino, tra la tarda mattinata di domani domenica 15 e domenica 22 gennaio, avremo frequenti precipitazioni, più intense ed abbondanti sulel regioni adriatiche. In particolare avremo accumuli anche superiori ad 1,5/2 metri oltre i 1200 metri di quota sull’Appennino umbro marchigiano, abruzzese e molisano, che in alcuni casi si aggiungeranno ad un manto nevoso già abbondante, specie tra Abruzzo e Molise. Sull’Appennino settentrionale gli accumuli saranno praticamente nulli sui settori liguri, pochi centimetri sui settori toscani nord occidentali, poche decine di centimetri sui settori emiliani e Toscani orientali mentre si potranno superare i 50 centimetri sui settori romagnoli. Abbondanti le precipitazioni anche sull’Appennino meridionale, anche oltre i 100 centimetri sopra i 1500 metri di quota, qui però la quota neve tenderà lentamente ad aumentare portandosi dagli iniziali 400/600 metri ad oltre 1400 metri durante il prossimo fine settimana.
Probabilmente un’attenuazione se non una totale cessazione delle precipitazioni, è attesa non prima del 26 gennaio con l’ultima parte del mese che potrebbe segnare anche un rialzo delle temperature fin sopra le medie del periodo, è però altrettanto probabile che con un Vortice Polare ulteriormente indebolito da febbraio tornino le irruzioni di aria artica con altre nevicate fino a quote basse e prolungate fasi fredde.
 






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