Estate calda e siccitosa per l’Appennino. Già nei prossimi giorni sole con temperature elevate Stampa E-mail
Dopo le nevicate record di gennaio l’inverno è andato concludendosi con temperature sopra la norma e precipitazioni sotto le medie, anche la primavera, sostanzialmente mite nonostante il “colpo di coda” freddo di metà aprile, ha registrato precipitazioni spesso inferiori alle medie stagionali su gran parte della dorsale appenninica. Le perturbazioni che hanno raggiunto l’Italia sono state infatti mai molto intense s non per aree localizzate ma soprattutto con durata limitata e quindi non in grado d’incidere in maniera significativa sul trend sostanzialmente siccitoso in atto. Dall’ultima decade di maggio poi, alla scarsità di precipitazioni si sono aggiunte le prime ondate di caldo dalle caratteristiche estive con temperature che nei fondovalle si sono portate intorno ai 30°C. Naturalmente qualche locale rovescio o temporale non è mancato ma sia per la circoscritta area interessata che per la limitata durata, risultano praticamente ininfluenti. Le attuali proiezioni dei principali modelli meteo climatici statunitensi ed europei poi non lasciano fondate speranze che tale trend possa essere invertito o quantomeno interrotto, per l’intera dorsale appenninica è attesa un’estate calda e siccitosa, quindi ancora scarse precipitazioni e temperature oltre le medie. Probabilmente, purtroppo, ci attendiamo che le cronache dei prossimi tre mesi tratteranno spesso di siccità ed incendi, quindi rivolgiamo un appello a tutti i nostri lettori di mantenere alta la vigilanza per proteggere le nostre montagne.
Intanto, come ipotizzato nei nostri ultimi bollettini meteorologici quotidiani, i due deboli impulsi perturbati atlantici che hanno attraversato l’Italia negli ultimi tre giorni, hanno portato molte nubi, piogge e temporali soprattutto sulle regioni alpine mentre più a sud le precipitazioni risultano piuttosto isolate e di breve durata, solo sulla Sardegna qualche pioggia un po’ più consistente nella giornata di ieri lunedì 5 giugno. Le temperature stanno calando lievemente, specie nei valori massimi, principalmente per la copertura nuvolosa e quindi lo scarso soleggiamento più che per l’afflusso di aria più fresca nord atlantica seguente i due deboli impulsi perturbati. Naturalmente le isolate precipitazioni a sud del Po sono concentrate a ridosso della dorsale appenninica, i rilievi montuosi agevolano il sollevamento della masse d’aria e quindi la loco condensazione in nubi con formazione di addensamenti cumuliformi, in grado di produrre rovesci e/o temporali
Image Domani mercoledì 7 giugno anche quest’ultima debole perturbazione atlantica si allontanerà verso oriente mentre da ovest un anticiclone avanzerà sull’Italia riportando un cielo sereno o poco nuvoloso su tutto il territorio italiano. Giovedì 8 giugno l’anticiclone si rafforzerà sopra i settori euro mediterranei centrali con massimi di pressione sopra l’Italia dove avremo cielo sereno o poco nuvoloso e temperature in deciso aumento, venti deboli nord orientali con qualche rinforzo al sud. Nel fine settimana l’alta pressione sul bacino centrale del mar mediterraneo riceverà il supporto di correnti sud occidentali che trasporteranno aria calda, proveniente dall’entroterra nord africano, a tutte le quote. Ciò determinerà un ulteriore aumento delle temperature con valori massimi oltre i 32°C su gran parte dei centri urbani delle regioni centro settentrionali ed oltre 35°C sulle regioni meridionali. In Appennino le temperature massime saliranno su valori compresi tra i 20°C ed i 25°C a 1500 metri di quota. Venti deboli sud occidentali.
A metà della prossima settimana è possibile un lieve aumento dell’instabilità atmosferica prodotto da deboli infiltrazioni di aria umida e più fresca atlantica ma, ad oggi, non sembra ci siano le condizioni per precipitazioni consistenti in grado di interrompere, almeno temporaneamente, questa fase siccitosa. Nella migliore delle ipotesi lungo l’Appennino avremo qualche rovescio o temporale tra mercoledì 14 e venerdì 16 giugno con un lieve o localmente moderato calo delle temperature che comunque resteranno su valori elevati.
 
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