Piogge e nevicate abbondanti in Appennino, novembre si prospetta ben più dinamico di ottobre Stampa E-mail
Dopo un ottobre che in termini di precipitazioni è sembrato più un luglio e per quanto riguarda le temperature un settembre, il mese di novembre è iniziato all’insegna di una significativa svolta, una cambio di circolazione che ha riportato basse temperature su gran parte d’Europa e precipitazioni frequenti, localmente abbondanti, sui settori mediterranei, prima in Spagna, poi in Francia, Italia e Balcani. Durante il primo fine settimana del mese infatti, sul bacino centrale del mar mediterraneo, ancora con superficie marina molto calda e quindi capace di fornire molta energia ai sistemi perturbati, si sono incontrati un’area depressionaria in indebolimento proveniente dalla Spagna ed un corposo impulso perturbato a carattere freddo proveniente dai settori europei nord atlantici. La fusione di queste due perturbazioni ha favorito l’approfondimento nei pressi del mar Ligure di un nuovo centro depressionario che da circa 48 ore si sta lentamente muovendo verso sud tanto da essersi posizionato in queste ore tra Sardegna e Lazio. Durante il tragitto appena descritto, il nuovo centro depressionario ha prodotto nubi e precipitazioni che hanno interessato un po’ tutto il territorio italiano, in qualche caso con quantitativi abbondanti, sulle alpi con neve a quote generalmente comprese tra i 1000 ed i 1500 metri, sui gli Appennini tra i 1100 ed i 1600 metri. Nevicate più abbondanti nelle ultime ore sull’Appennino settentrionale, meno significative sull’Appennino centrale, a quote più elevate sull’Appennino meridionale.
Nelle prossime ore comunque in sistema depressionario si muoverà ulteriormente verso sud est portando il proprio centro sopra la Campania e la Basilicata ma allo stesso tempo s’indebolirà sensibilmente, ciò favorirà un generale, parziale miglioramento atmosferico con attenuazione delle precipitazioni e nubi in calo su tutta l’Italia nella giornata di mercoledì 8 novembre. Il miglioramento atmosferico però durerà poco, specie al nord ovest ed al centro sud. Nella stessa giornata di mercoledì 8 novembre infatti, un nuovo corposo impulso di aria fredda nord atlantica scenderà sulla Francia per poi gettarsi sul bacino occidentale del mar Mediterraneo. Giovedì 9 novembre l’intero sistema depressionario si rinvigorirà e darà vita ad un nuovo centro di bassa pressione, a livello del mare, tra Corsica e Sardegna. La bassa pressione tornerà a produrre nubi e precipitazioni più consistenti che, tra giovedì 9 e venerdì 10 novembre, interesseranno prima basso Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna, centro Italia e Campania, poi anche tutto il resto del sud Italia. Sabato 11 novembre il centro della bassa pressione, in indebolimento, si porterà sul basso mar Tirreno, deciso miglioramento quindi, con schiarite e rasserenamenti, al nord, centro tirrenico e Sardegna, ancora molte nubi e piogge abbastanza frequenti sul centro adriatico e soprattutto al sud. Tra mercoledì 8 e venerdì 10 novembre le temperature non varieranno di molto mentre sabato 11 novembre saliranno un po’, soprattutto al centro nord. Venti deboli o moderati, prima meridionali poi nord orientali, con dei rinforzi soprattutto lungo le coste dei mari occidentali e meridionali.
Image Lungo la dorsale appenninica precipitazioni intermittenti nei prossimi tre giorni con quota neve in rialzo rispetto ad oggi, specie tra giovedì 9 e venerdì 10 novembre, mentre sabato 11 novembre schiarite e successivi rasserenamenti prima sull’Appennino settentrionale poi su quello centrale con nubi e residue precipitazioni sull’Appennino meridionale dove la quota neve salirà fin sopra i 2000 metri.
Domenica 12 novembre invece, mentre il sistema depressionario precedentemente descritto, centrato sul mar Ionio, continuerà ad interessare le estreme regioni meridionali, un nuovo intenso fronte freddo artico nord atlantico, legato ad una vasta ed intensa area depressionaria di origine artica centrata sulla Lapponia, raggiungerà e valicherà le Alpi. Stavolta le correnti fredde settentrionali che accompagnano il fronte freddo, favoriranno la formazione di un nuovo centro depressionario, a livello del mare, sopra le regioni sette che subito si muoverà verso il centro Italia approfondendosi rapidamente e richiamando a se ulteriore aria fredda dal nord Europa. Attualmente viene stimato che durante le prime ore di lunedì 13 novembre avremo un minimo di bassa pressione, a livello del mare, di circa 993 hPa sopra l’Umbria, nel pomeriggio 990 hPa sopra il Molise mentre martedì mattina 14 novembre il centro depressionario dovrebbe poi raggiungere la Basilicata con minimo di pressione risalito fin sui 995 hPa ma solo tra il pomeriggio e la serata, quando il centro depressionario si sarà portato sopra il mar Ionio, l’intero sistema perturbato inizierà un progressivo indebolimento. Mercoledì 15 novembre il centro di bassa pressione dal mar Ionio dovrebbe spostarsi verso la Grecia con tutta l’Italia investita ancora da intense correnti nord orientali ma meno fredde, specie al centro nord. Le precipitazioni inizieranno ad intensificarsi notevolmente già dalla serata di domenica 12 novembre a partire da Triveneto, Emilia Romagna, Liguria ed alta Toscana, lunedì 13 novembre nubi e precipitazioni più frequenti ed intense sull’Emilia Romagna, centro Italia, Sardegna e soprattutto Sicilia, martedì 14 novembre con correnti prevalentemente nord orientali, nubi e precipitazioni intense concentrate su medio adriatico, Sardegna orientale e sud Italia mentre migliorerà al nord e centro tirrenico. Mercoledì 15 novembre migliora anche su Sardegna, Marche successivamente sulla Sicilia, ancora nubi e qualche precipitazione sulle regioni ioniche peninsulari. Temperature in deciso calo tra domenica 12 e lunedì 13 novembre, in rialzo a partire da martedì 14 e soprattutto mercoledì 15 novembre.
In Appennino le precipitazioni tra domenica 12 e mercoledì 15 novembre potranno risultare veramente abbondanti, specie sui versanti adriatici, lunedì 13 novembre la neve potrebbe scendere fin sui 400/600 metri di quota sull’Appennino settentrionale, 700/1000 metri di quota sull’Appennino centrale e 1100/1400 metri sull’Appennino meridionale. Ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni sui nostri bollettini quotidiani e sulle news nella nostra pagina Facebook.
 
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