Neve appenninica in notevole sofferenza ma a breve torneranno neve e freddo Stampa E-mail
Le nevicate, localmente abbondanti, tra fine novembre ed inizio dicembre, hanno permesso l’apertura anticipata di alcuni impianti sciistici di località montane dell’Appennino centro settentrionale. Tutto quindi stava procedendo bene in ottica turismo invernale, con la dorsale appenninica ben imbiancata e spolverate fino a quote basse a testimoniare valori termici piuttosto bassi, poi, però, dopo il ponte dell’Immacolata, le fredde correnti settentrionali sono state prepotentemente sostituite da correnti miti ed umide meridionali che hanno praticamente vanificato tutti gli sforzi fatti finora, fondendo la quasi totalità del manto nevoso, specie sui settori centrali. Per quanto ci riguarda comunque, non è svanito il moderato ottimismo consolidatosi nelle ultime settimane, consapevoli che come impostazione delle principali variabili climatiche, quest’inverno 2017/2018 sarà sicuramente diverso rispetto agli ultimi.
Responsabile del ritorno di temperature decisamente più miti rispetto al fine settimana dell’Immacolata, è una vasta ed intensa area depressionaria nord atlantica, centrata Tra Inghilterra e Scandinavia, che tuttora interessa gran parte del continente europeo e dei settori mediterranei centro occidentali con nubi e frequenti precipitazioni, nevose sui rilievi montuosi alpini e sulle regioni europee centro settentrionali. L’Italia è quindi investita da un flusso di correnti miti ed umide sud occidentali, instabili o perturbate, soprattutto sui settori tirrenici. Tali correnti hanno determinato una risalita della quota delle nevicate anche sopra i 2000 metri con fusione del manto nevoso a quote inferiori.
Nelle ultime ore il centro di bassa pressione della vasta area depressionaria nord atlantica si è spostato dall’Inghilterra sopra la Scandinavia, contemporaneamente quindi, anche tutto il sistema di bassa pressione si è mosso verso est. Il primo effetto di queste dinamiche è che le correnti presenti sui settori centro occidentali del nostro continente si sono orientate da nord favorendo l’afflusso di aria fredda artica nord atlantica fin sulle regioni alpine. Inoltre, l’arrivo sulla nostra penisola di un nuovo consistente impulso perturbato nord atlantico, seguito dall’aria fredda prima menzionata, ha favorito la formazione di un nuovo centro depressionario secondario sopra la pianura Padana. In queste ore quindi, sono presenti molte nubi e precipitazioni su gran parte del territorio italiano, localmente intense ed abbondanti sul centro sud tirrenico e Sardegna, più localizzate sulle regioni tirreniche settentrionali, Triveneto, Emilia e centro sud adriatico, poche nubi al nord ovest. Sabato 16 dicembre il centro di bassa pressione italico si sposterà verso sud, portandosi prima sopra le regioni centrali ed in serata sopra il Gargano, migliora in maniera decisa sulle regioni alpine e successivamente sulla Sardegna, ancora molte nubi con precipitazioni sparse sull’Appennino settentrionale ed al centro sud con neve in calo fino a quote collinari. Domenica 17 dicembre centro di bassa pressione in spostamento sopra la Grecia, sull’Italia si attiveranno correnti fredde nord orientali con pressione atmosferica in temporaneo aumento e miglioramento atmosferico in estensione dal nord Italia e Sardegna al centro tirrenico e successivamente, dalla sera, al centro adriatico e sud. Temperature in ulteriore calo al sud e centro adriatico, in lieve aumento al nord e centro tirrenico, soprattutto per il maggior soleggiamento.
Image In Appennino precipitazioni frequenti, più intense sui settori tirrenici, ancora per qualche ora, inoltre già in queste ore assisteremo ad un progressivo calo della quota delle nevicate, in serata fin sui 900/1000 metri sui settori settentrionali, 1000/1300 metri sull’Appennino centrale, oltre 1600 metri di quota sull’Appennino meridionale. Domani sabato 16 dicembre ancora moderata instabilità atmosferica lungo l’intera dorsale appenninica con presenza di molte nubi e precipitazioni sparse, nevose fino a quote collinari sui settori settentrionali dove comunque assisteremo ad un miglioramento nel pomeriggio, sui settori centrali quota neve iniziale intorno agli 800 /1000 metri ma in calo fin sui 500/700 metri entro il tardo pomeriggio, sull’Appennino meridionale quota neve al mattino intorno ai 1100/1400 metri ma in progressivo calo fin sui 900/1200 metri tra il pomeriggio e la serata. Domenica 17 dicembre nubi e residue isolate precipitazioni sui settori centro meridionali, nevose fin sui 500/700 metri di quota, sereno o poco nuvoloso sui settori settentrionali.
Lunedì 18 dicembre inizieremo la giornata con una circolazione sostanzialmente anticiclonica sull’Italia, con cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso, specie al centro nord, e gelate estese. Poi però, nel corso del pomeriggio, sopraggiungerà da nord un piccolo ma intenso nucleo di aria molto fredda di origine artica, presente soprattutto in quota, che penetrerà nella circolazione anticiclonica presente sopra l’Italia come “un coltello nel burro”. Alla nuova, stretta circolazione depressionaria in quota, si aggiungerà probabilmente una circolazione depressionaria, a livello del mare, sopra il medio alto mar Tirreno con conseguente richiamo di aria più mite ed umida verso le regioni centrali. Questo incrocio di correnti sembra poter favorire una certa instabilità atmosferica con formazione di nubi e precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, a partire da basso Veneto, Romagna ed Appennino settentrionale, in discesa verso il centro Italia. Nella giornata di martedì 19 dicembre poi, il centro di bassa pressione a livello del mare seguito dal nucleo di aria fredda in quota, si muoverà velocemente verso sud fino a raggiungere la Tunisia, sull’Italia le condizioni atmosferiche miglioreranno rapidamente e resteranno più asciutte ma ancora fredde correnti nord orientali. Evoluzione atmosferica ancora incerta per il fine settimana che precede il Natale.
Se i prossimi aggiornamenti dei modelli meteorologici dovessero confermare l’evoluzione appena descritta, nubi e precipitazioni, nevose fin sui fondovalle, dovrebbero interessare essenzialmente l’Appennino centro settentrionale, tra il pomeriggio di lunedì 18 e la prima mattinata di martedì 19 dicembre. Successivamente, con correnti fredde nord orientali, debole, residua instabilità sui settori adriatici dell’appennino centro meridionale dove avremo ancora qualche rovescio nevoso fino a quote basse.
 
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