Inizio inverno avaro di neve in Appennino Stampa E-mail

La stagione sciistica 2010/2011 non si è certo aperta nel migliore dei modi in Appennino, ancora mai interessato da nevicate abbondanti, se non si esclude quella di metà dicembre, che ha permesso una temporanea apertura di tutti i principali impianti di risalita appenninici.

In seguito, sia le alte temperature che l'assenza di precipitazioni, non hanno permesso finora l'uso degli impianti di risalita in molte località di media quota, che rimangono tuttora chiuse. Fanno eccezione alcune stazioni dell'Emilia Romagna e della Toscana, e le più alte vette abruzzesi, dove grazie alla quota si riesce ancora a sciare.

 

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Ovindoli (AQ). Sul Monte Magnola, grazie agli oltre 2000 metri di quota, ancora si riesce a sciare.

Fino al 19 di gennaio non si prevedono variazioni significative all'attuale tema atmosferico, con temperature assai miti in montagna, e cielo sereno o poco nuvoloso. Più freddo a valle, con nebbie anche diffuse durante la notte ed al primo mattino.

 

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Qui, nella webcam di Selva Rotonda (RI), lampante la quasi totale assenza di neve alle quote medie.

Primi segnali di cambiamento della circolazione atmosferiche si avranno a partire dal 20 gennaio, quando aria più fredda affluirà da nord-est, apportando un primo sensbile calo delle temperature, che quantomeno permetterà l'uso, ove presente, dell'innevamento artificiale. La sitazione tra il 20 ed il 24 del mese potrebbe farsi più interessante, ma vista la distanza temporale, non possiamo esporci in tal senso, rimandandovi alla lettura del prossimo editolriale.

Tuttavia, occorre ricordare che situazioni simili sono tuttaltro che inusuali in Appennino centro-meridionale. Ricordiamo ad esempio il 2005, quando fino al 25 di gennaio l'Appennino risultava completamente verde e brullo, mentre a febbraio caddero fino a 5 metri di neve in Abruzzo, dove si sciò fino ad apriule inoltrato. A fine inverno quello risultò uno degli anni più nevosi del secolo. Statisticamente, infatti, l'Italia peninsulare riceve i maggiori apporti precipitativi nella seconfa fase dell'inverno, mediamente tra febbraio e marzo, e con essi spesso arriva la neve in Appennino.

 

 Alessandro Campana, 13 gennaio 2011

 

 
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