Anche marzo siccitoso, forse qualcosa cambierà in aprile
Il mese di marzo ha dimostrato ancora di più, ce ne fosse stato bisogno, come alcune correlazioni tra fattori climatici possono condizionare in maniera pesante il clima sul continente europeo, anche nel caso in cui il fenomeno climatico “dominante” si verifichi sul lato opposto della nostra Terra. Stiamo infatti parlando dell’ENSO (El Niño-Southern Oscillation), ossia l’improvvisa rapida variazione della temperature delle acque marine dell’oceano Pacifico centro orientale con scarti notevoli rispetto alla media. Più in specifico quando si registra un notevole riscaldamento si parla di Niño, mentre con un notevole raffreddamento di Niña. Naturalmente è facile intuire come un fenomeno che interessa una vastissima porzione di superficie oceanica interferisce in maniera diretta con l’evoluzione atmosferica e quindi con il posizionamento delle grandi aree di alta e bassa pressione. Per farla breve, come precedentemente scritto, ciò implica una serie di effetti a catena che nel caso attuale favorisce la frequente presenza di un’area di alta pressione sopra l’Europa centro occidentale con siccità nelle aree comprese tra Inghilterra, Spagna, Italia e Germania. Solamente il sud Italia riesce a sottrarsi a questa regola grazie ad una circolazione depressionaria secondaria alimentata in primis dalle perturbazioni a carattere freddo che, scivolando sul fianco orientale dell’alta pressione, vanno a colpire direttamente l’area balcanica e più in generale dell’est Europa, in secondo luogo dalle perturbazioni che riescono a transitare sui paesi nord africani.
Ora però la domanda alla quale bisogna rispondere è la seguente, quando cesserà questo condizionamento climatico dovuto alla Niña? Qualcosa inizierà a muoversi già ad aprile, un po’ per una decisa, progressiva attenuazione di questo fenomeno, poi per l’avanzamento della stagione primaverile che con il maggior riscaldamento del terreno e quindi una maggiore energia in gioco riesce a minare la stabilità atmosferica anticiclonica, specie nelle aree dove anche l’orografia può fornire un contributo determinante. Oggettivamente, nonostante molti attendano i ponti di primavera per trascorrere qualche giorno in vacanza o all’aperto, di acqua soprattutto al centro nord Italia ne abbiamo bisogno. Le abbondanti nevicate della prima metà di febbraio sono oramai un ricordo ed i dati attuali sul flusso delle sorgenti e delle falde acquifere appenniniche parlano chiaro, evidenziando pesanti deficit che non mancheranno di ripercuotersi sul fabbisogno estivo. Quindi le precipitazioni, ora come non mai, sono attese e ben accette.
Image Per ora comunque, una cosa è certa, questa ultima settimana di marzo 2012 trascorrerà ancora una volta all’insegna del cielo sereno o poco nuvoloso, notevole soleggiamento diurno e temperature spesso superiori alle medie del periodo. Dopo il passaggio, nel fine settimana appena terminato, di una debole perturbazione proveniente dalla Spagna, l’anticiclone sta infatti di nuovo avanzando dall’Europa centro occidentale verso l’Italia, accompagnato almeno inizialmente da correnti nord orientali sostanzialmente asciutte. Entro metà settimana anche le correnti nord orientali si attenueranno notevolmente e la scarsa ventilazione favorirà ancor più il riscaldamento dell’aria con temperature massime oltre i 10°C a 1500 metri di quota lungo l’intera dorsale appenninica.
Una perturbazione proveniente dal nord Europa e diretta ancora una volta sulla penisola balcanica, interesserà marginalmente l’Italia durante il prossimo fine settimana portando effetti limitati in Appennino. E’ infatti atteso un moderato aumento della nuvolosità con scarse precipitazioni seguito da un moderato calo delle temperature con ritorno di venti nord orientali. Il miglioramento atmosferico sarà rapido, successivamente le correnti torneranno ad orientarsi da sud ovest con un rialzo delle temperature generalizzato. Probabilmente per assistere al transito sull’Italia di una prima significativa perturbazione dovremo attendere i giorni precedenti la Pasqua, tra martedì 3 e giovedì 5 aprile.