Alta pressione fino al 18 dicembre poi potrebbero tornare le perturbazione ed anche un po' di freddo
Dopo un autunno molto piovoso e sostanzialmente mite, l'ultima decade del mese di novembre ha riportato le temperature su valori inferiori alle medie del periodo mantenendo però pressoché invariato il trend precipitativo. Ciò ha garantito un ottimo innevamento lungo l'Appennino, manto nevoso poi ridotto ad inizio dicembre, dove più e dove meno, dall'arrivo di correnti miti ed umide sud orientali che hanno prodotto molte nubi e piogge fino a quote medio alte, specie sui settori centro meridionali della dorsale. Responsabile di tutto ciò è come sempre il Vortice Polare con le sue oscillazioni. Nelle scorse settimane, nonostante un progressivo raffreddamento ed un sostanziale ricompattamento, con una riduzione d'ampiezza delle ondulazioni della corrente a getto, ha orientato il proprio asse in maniera favorevole allo stazionamento di un robusto anticiclone tra l'oceano Atlantico orientale e l'Europa occidentale. Come conseguenza il bacino centrale del mar Mediterraneo è divenuto l'obbiettivo di corposi impulsi di aria fredda proveniente dalla Groenlandia o dalla Scandinavia che sono andati poi a favorire la formazione di intensi vortici depressionari sopra l'Italia.
Durante la prima settimana del mese di dicembre comunque, questa situazione è andata modificandosi in maniera radicale. Il Vortice Polare ha infatti nuovamente mutato la disposizione del proprio asse ruotandolo di qualche grado in senso antiorario, tanto che il flusso di aria fredda proveniente da latitudini artiche è andato spostandosi più ad oriente colpendo l'Europa orientale, tra la penisola balcanica e la Russia, mentre l'anticiclone tra oceano Atlantico orientale ed Europa occidentale si è posizionato ed irrobustito sopra i settori euro mediterranei centro occidentali.
Sull'Italia quindi circolazione anticiclonica robusta, anche se periferica, per più giorni. Qualche debole refolo di aria fredda proveniente dall'est Europa può interessare di tanto in tanto ed in maniera alquanto marginale le regioni centrali adriatiche e soprattutto quelle meridionali dove, comunque, non si va oltre qualche annuvolamento e qualche isolata, breve precipitazione. L'alta pressione è inoltre responsabile del fenomeno dell'inversione termica, in qualche caso anche piuttosto marcato, quindi nebbie, gelate e basse temperature nei fondovalle, sole splendente di giorno e temperature anche sopra le medie del periodo in collina e montagna.
Image Detto questo, anche le prospettive per il medio lungo termine non possono definirsi positive per quanto concerne la neve e le nevicate sulla dorsale appenninica. L'ipotesi più negativa, ma attualmente meno probabile, contempla un ulteriore raffreddamento della stratosfera in corrispondenza del Circolo Polare Artico, con il rischio che possano essere raggiunti dei valori che con elevata probabilità statistica condizionerebbero ulteriormente il comportamento del Vortice Polare nelle prossime settimane. Ossia andremmo ad assistere ad un ulteriore compattamento del Vortice Polare con il risultato che l'attuale circolazione atmosferica sullo scenario euro atlantico mediterraneo possa protrarsi fino almeno a metà gennaio 2014, quindi almeno altre cinque settimane con prevalenza dell'alta pressione sull'Italia con tutte le conseguenze negative precedentemente elencate per la resistenza del manto nevoso in Appennino. L'altra ipotesi, quella che in questo caso pensiamo più probabile, si basa sul fatto che si siano già raggiunti i livelli massimi di raffreddamento e ricompattamento del Vortice Polare e che quest'ultimo, specie a partire dall'ultima decade del mese di dicembre, possa iniziare a perdere colpi e quindi diminuire la propria compattezza. In questo modo le perturbazioni sia nord atlantiche che, in misura minore, provenienti dall'Europa orientale, potrebbero quindi tornare a transitare sull'Italia con nevicate in Appennino fino a quote medio basse. Un'ulteriore indebolimento del Vortice Polare nella prima metà di gennaio potrebbe poi portare sull'Italia delle più intense e durature irruzioni di aria fredda artica.
Fino a domenica 15 dicembre quindi, alta pressione robusta su tutta l'Italia con inversione termica marcata e temperature sopra le medie in montagna, successivamente, durante la settimana che va da lunedì 16 a domenica 22 dicembre, sulla base di quanto abbiamo detto, la circolazione atmosferica sullo scenario meteorologico euro mediterraneo potrebbe cambiare leggermente. Sarà possibile un un primo calo pressorio sui settori nord occidentali europei, lo stesso anticiclone potrebbe in parte migrare verso i paesi che si affacciano sul mar Baltico mentre la matrice subtropicale tenderà ad abbassarsi di latitudine posizionandosi tra il Nord Africa ed il medio basso bacino del mar Mediterraneo. Ciò implicherà una maggiore forza penetrativa delle perturbazioni nord atlantiche che raggiungeranno abbastanza agevolmente l'Europa occidentale e forse riusciranno a spingersi anche sull'Italia. Le temperature in montagna caleranno su valori più vicine alle medie del periodo, mentre saranno possibili delle precipitazioni sulle regioni centro settentrionali italiane, nevose in Appennino fin sui 1100 – 1300 metri di quota. Per un vero e proprio sblocco di tale situazione, con ritorno delle precipitazioni e freddo un po' più consistenti, come ipotizzato in precedenza, bisognerà però attendere l'ultima settimana di dicembre se non anche la prima di gennaio.