Lunga fase mite agli sgoccioli, in arrivo nevicate e temperature più consone per il periodo
Normalmente il vigore tardo autunnale del Vortice Polare tende progressivamente ad attenuarsi tra gennaio e febbraio, qualche volta anche prima ma in taluni casi, come sta accadendo in questi giorni, anche dopo. Oltre ad un'elevata intensità di rotazione che riduce la formazione di pronunciate onde planetarie, il Vortice Polare mostra anche un asse oggettivamente sfavorevole all'afflusso di aria fredda fin nel cuore dello scenario meteorologico euro mediterraneo. Ciò spiega questa lunga fase, iniziata oramai nei primi giorni di dicembre, caratterizzata da un clima sostanzialmente mite ed umido, più da metà novembre che da metà gennaio.
Un primo significativo tentativo di cambiamento, della circolazione atmosferica in ambito euro mediterraneo, sta comunque presentandosi proprio in questi giorni. Un lieve rallentamento con contemporanea curvatura del flusso delle correnti occidentali nord atlantiche ha infatti permesso la formazione e l'irrobustimento di un anticiclone russo scandinavo colmo di aria fredda artica. In altre situazioni, con circolazione depressionaria nord atlantica meno intensa ed un'alta pressione atlantica disposta ad espandersi verso l'Islanda o la Norvegia, questo serbatoio freddo russo scandinavo sarebbe stato funzionale ad una corposa discesa di aria fredda verso il cuore dell'Europa e probabilmente sul mar Mediterraneo centrale. Ad oggi però questa soluzione “classica” invernale non è possibile e quindi l'evoluzione atmosferica mostrerà, nei prossimi giorni, uno schema barico diverso, caratterizzato da perturbazioni nord atlantiche che entreranno sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo da nord ovest, quindi supportate da aria un po' più fredda. Il risultato più evidente in Appennino sarà il calo delle temperature fin su valori in linea e forse anche leggermente inferiori alle medie del periodo, quindi con nevicate, oltre che frequenti, a quote medie, comprese tra i 1000 ed i 1400 metri.
Image Nelle prossime 48 l'Italia sarà progressivamente interessata da un intenso sistema depressionario atlantico in avanzamento da ovest, quindi tutte le regioni italiane verranno investite da un flusso di correnti meridionali miti ed umide in grado di produrre nubi un po' ovunque anche se risulteranno più intense al nord e sulla Toscana dove avremo anche le maggiori precipitazioni, nevose oltre gli 800 – 1000 metri di quota sulle Alpi, generalmente oltre i 1500 – 1700 metri di quota sull'Appennino settentrionale. Al centro sud molte nubi ma spesso poco consistenti e non in grado di produrre precipitazioni. Domenica 19 e lunedì 20 gennaio il centro del sistema depressionario prima raggiungerà la Sardegna poi transiterà sopra l'Italia, conseguentemente nubi più intense e piogge si estenderanno alle regioni meridionali a partire da quelle tirreniche, inoltre affluirà aria più fredda nord atlantica con progressivo calo della quota delle nevicate anche in Appennino, 200/300 metri in meno domenica 19 e 400/500 metri in meno lunedì 20 gennaio. Nel pomeriggio di lunedì 20 gennaio saranno possibili nevicate sparse fin sui 1400 metri di quota un po' su tutto l'Appennino settentrionale e centrale, 1600 metri di quota sull'Appennino meridionale.
Un successivo debole impulso perturbato nord atlantico è poi atteso nella giornata di martedì 21 gennaio con precipitazioni sparse, nevose fin sui 1100 metri di quota sull'Appennino centro settentrionale, 1300 metri di quota su quello meridionale. Parziale, temporaneo miglioramento atmosferico nella giornata di mercoledì 22 gennaio mentre una più intensa perturbazione nord atlantica probabilmente interesserà l'Italia tra giovedì 23 e venerdì 24 gennaio, con precipitazioni più intense ed abbondanti della precedente, nevose in Appennino fin sui 1100 metri di quota sui settori settentrionali ed i 1400 metri di quota sui settori meridionali.
Pausa più stabile nel fine settimana seguente, tra sabato 25 e domenica 28 gennaio, con miglioramento atmosferico e probabile ritorno del sole con temperature in aumento specie nei valori massimi. Possibile nuova fase perturbata a carattere freddo tra lunedì 27 e giovedì 30 gennaio.