L’inverno può attendere, dopo una fase anticiclonica ancora piogge. Temperature in lento calo.
L’evoluzione meteo climatica sull’Europa continua ad essere condizionata dallo scontro tra una circolazione depressionaria stazionante in prevalenza tra l’oceano Atlantico e l’Europa occidentale ed un’area anticiclonica oscillante tra i settori orientali e parte di quelli centrali del nostro continente. L’Italia si trova nell’area contesa tra le due robuste figure bariche e probabilmente continuerà a restarci fino al termine del mese di novembre.
Questa situazione esporrà ancora il territorio italiano a fasi perturbate piuttosto acute, intervallate da fasi anticicloniche più o meno lunghe. Nel momento in cui la contesa tra l’alta pressione e le basse pressioni in avanzamento da occidente diverrà più accesa le perturbazioni provenienti dalla Francia o dal bacino occidentale del mar Mediterraneo faticheranno a procedere verso oriente insistendo con nubi e precipitazioni proprio nelle aree contese, in primis, come detto, sull’Italia.
Scendendo ancor più sullo specifico i territori più colpiti da intense precipitazioni saranno quelli prossimi al mare, che naturalmente fornisce energia ai sistemi temporaleschi, e quelli con rilievi montuosi disposti perpendicolarmente al flusso delle correnti umide meridionali, con conseguente amplificazione dei fenomeni piovosi per effetto stau o sollevamento orografico.
Attualmente l’anticiclone stazionate sopra l’Europa centro orientale tende ad espandersi sopra l’Italia centro settentrionale mentre sulle regioni meridionali insiste un piccolo ma vivace sistema depressionario formatosi nelle ultime 36 ore da infiltrazioni di aria fresca atlantica e dai resti del vortice depressionario Rolf, responsabile dei disastri dei giorni scorsi sull’Italia centro settentrionale. Mentre sull’Appennino centro settentrionale, quindi, le condizioni atmosferiche sono sostanzialmente migliorate, su quello meridionale sono peggiorate con nubi, piogge e temporali soprattutto sui settori calabro lucani.
Image Nelle prossime ore ed ancor più nel fine settimana il sistema depressionario sull’Italia meridionale tenderà ad indebolirsi ed a spostarsi verso sud fin sul mar Libico, contemporaneamente assisteremo ad una ulteriore espansione sull’Italia dell’anticiclone europeo ma anche una temporanea intensificazione delle correnti orientali che determineranno un afflusso di aria più fredda dai Balcani sulla nostra penisola. In Appennino aumenterà la nuvolosità, specie sui versanti adriatici con qualche pioggia sui settori meridionali, le temperature caleranno soprattutto nella giornata di sabato 12 novembre.
Tra domenica 13 e lunedì 14 novembre, con l’alta pressione in ulteriore rafforzamento sopra l’Italia e l’attenuazione delle correnti orientali, in Appennino diminuiranno le nubi con ampi rasserenamenti, calerà sensibilmente la ventilazione, si raffredderanno le temperature notturne con gelate nelle valli e nelle conche appenniniche mentre aumenteranno le temperature massime.
Nessun nuovo peggioramento atmosferico è poi atteso prima della seconda metà della prossima settimana, sarà poi un nuovo sistema depressionario di origine atlantico ad avvicinarsi all’Italia, intorno al 20 novembre, preceduto da correnti miti ed umide meridionali.
Per quanto riguarda le prime sostanziose nevicate invernali in Appennino dovremo attendere almeno fino a fine novembre, forse anche inizio dicembre. Sulla base delle attuali elaborazioni dei modelli meteo climatici a lungo termine il passaggio ad un clima decisamente invernale potrebbe risultare repentino proprio nei giorni tra fine novembre ed soprattutto inizio dicembre.