Consigli di viaggio

Gita fuori porta, in questo punto d’Italia è sempre estate: paesaggi incontaminati, prati e Castelli

Gita fuori porta, in questo punto d'Italia è sempre estate: paesaggi incontaminati, prati e Castelli-meteoappennino.it

Nel cuore pulsante della Sicilia centrale, dove la provincia di Enna si scontra con la piana di Catania, esiste un microclima che sembra ignorare il calendario.

Catenanuova e i suoi dintorni non sono solo un punto sulla mappa autostradale, ma il centro di un anfiteatro naturale dove la luce riverbera sulle colline argillose con un’intensità che ricorda il luglio più profondo, anche quando altrove l’autunno ha già preso il sopravvento. È un’Italia orizzontale, fatta di geometrie agricole e silenzi interrotti solo dal vento che scuote le distese di grano e i campi di fichi d’India.

Il paesaggio si apre come un ventaglio di colori caldi. Non c’è la verticalità oppressiva delle Alpi, ma una successione di dossi e vallate che offrono una prospettiva di libertà quasi metafisica. Il Castello di Centuripe domina dall’alto questa vallata, ergendosi come una sentinella di pietra che sorveglia i passaggi verso l’interno dell’isola. Le sue rovine non parlano di una decadenza malinconica, ma di un presidio strategico che per secoli ha regolato i flussi di merci e uomini tra le montagne e il mare. Qui, la pietra lavica dell’Etna, che si staglia imponente all’orizzonte con il suo pennacchio bianco, si fonde con l’arenaria locale in un contrasto cromatico che definisce l’identità visiva del territorio.

Prati, castelli ed estate: questa è la destinazione che non conosci

Un dettaglio che sfugge spesso ai viaggiatori frettolosi riguarda la gestione delle acque: lungo i sentieri che collegano Catenanuova ai centri limitrofi, è possibile scorgere vecchi abbeveratoi in pietra, ancora utilizzati dai pastori locali, dove le incisioni dei costruttori sono quasi cancellate dal muschio secco. È un’archeologia del quotidiano che sopravvive al turismo di massa.

Prati, castelli ed estate: questa è la destinazione che non conosci-meteoappennino.it

A pochi chilometri di distanza, l’area di Regalbuto e il lago Pozzillo offrono un’ulteriore deviazione dal percorso classico. Le rive del lago, circondate da eucalipti e pini, creano un’oasi di frescura che contrasta con la “vampa” delle colline circostanti. L’intuizione quasi eretica che coglie chi cammina in questi luoghi è che la Sicilia non abbia bisogno del mare per essere isola: l’entroterra ennese è un’isola nell’isola, un continente a sé stante fatto di polvere e castelli. Si potrebbe quasi affermare che il mare, da qui, sia solo un fastidioso rumore di fondo, una distrazione da questa solitudine monumentale e fertile.

I prati, che in primavera esplodono di fiori selvatici, mutano rapidamente in una distesa dorata che trattiene il calore fino a tardi. Passeggiando nei dintorni di Catenanuova, si avverte la presenza di una storia stratificata: dai resti di antiche ville romane ai ponti di epoca normanna che scavalcano torrenti ormai ridotti a letti di ghiaia. La vegetazione è resiliente, fatta di agavi e cardi che sembrano scolpiti nel ferro. Non c’è spazio per il superfluo.

L’economia del luogo è ancora scandita dal ritmo delle stagioni agricole, eppure si percepisce un’energia latente, una modernità che convive con le tradizioni. Non è raro vedere, accanto a un vecchio magazzino di sementi, tecnologie d’irrigazione all’avanguardia che sfidano l’aridità del suolo. Visitare questi luoghi significa accettare un patto con la luce, lasciarsi guidare dai profili delle fortezze che punteggiano le alture, come il Castello di Sperlinga o quello di Gagliano Castelferrato, poco distanti, che sembrano nati direttamente dalla roccia. Una gita fuori porta in questo settore della Sicilia non è una semplice passeggiata, ma un’immersione in un’estate perenne dell’anima.

Change privacy settings
×