C’è un momento preciso, tra aprile e maggio, in cui la primavera smette di essere un’idea e diventa un’esperienza concreta.
Succede a Villa della Pergola, ad Alassio, dove la riapertura stagionale coincide con uno degli spettacoli botanici più riconoscibili del Paese: la fioritura dei glicini.
Qui non si tratta di una semplice collezione floreale. Oltre quaranta varietà si intrecciano lungo pergolati, scalinate e terrazze affacciate sul mare, costruendo un percorso immersivo che cambia di giorno in giorno, seguendo i ritmi naturali della fioritura. È una scena che si trasforma continuamente, e che proprio per questo richiama visitatori da tutta Italia e dall’estero.
Dietro la bellezza attuale c’è una storia che avrebbe potuto avere un epilogo molto diverso. Nel 2006, la villa e il suo parco rischiavano di finire travolti da un progetto edilizio che avrebbe cancellato un pezzo importante della Riviera di Ponente. L’intervento della famiglia Ricci ha cambiato il destino del complesso, avviando un recupero profondo sotto la guida dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone.
Da quel momento, il lavoro non si è limitato al restauro, ma ha ricostruito un’identità. Le pergole sono state ripensate, la collezione dei glicini ampliata e valorizzata, recuperando anche il legame storico con le famiglie inglesi e scozzesi che avevano abitato la villa tra Otto e Novecento. La fioritura del glicine non era solo un evento naturale, ma un vero rito sociale, celebrato con incontri e feste che segnavano l’arrivo della bella stagione.
Oggi, quel passato torna visibile non solo nei giardini, ma anche nel racconto culturale che accompagna la visita. Non a caso, il complesso è stato riconosciuto anche dalla Royal Horticultural Society, confermando il valore internazionale di questo luogo.
Le novità del 2026: nasce l’esperienza dedicata al glicine
Il ventesimo anniversario del salvataggio diventa anche un’occasione per innovare. La stagione 2026 introduce infatti un nuovo format pensato per chi vuole andare oltre la semplice visita: la “Glicine Masterclass Experience”.
Si tratta di un percorso guidato che si svolge ogni giorno, in due fasce orarie, e che accompagna i visitatori dentro la logica botanica e culturale della collezione. Non è una lezione accademica, ma un’esperienza sul campo, tra pergolati e terrazze, con spiegazioni pratiche sulla cura delle piante e sulla gestione di una collezione così complessa.
Il percorso si chiude nel Garden Museum, dove il glicine viene raccontato anche dal punto di vista storico e simbolico. È qui che si capisce come un fiore possa diventare identità di un luogo, e non solo elemento decorativo.

Come visitare i giardini: accessi e modalità(www.meteoappennino.it)
L’accesso ai giardini è regolato con visite guidate obbligatorie, distribuite in quattro momenti della giornata: mattina presto, tarda mattinata, primo pomeriggio e tardo pomeriggio. Una scelta che punta a mantenere l’equilibrio tra fruizione turistica e tutela del patrimonio botanico.
La prenotazione anticipata è necessaria, soprattutto nei periodi di massima fioritura, quando la richiesta cresce rapidamente. Il costo del biglietto resta accessibile rispetto al livello dell’esperienza offerta, con riduzioni e ingressi gratuiti in casi specifici.
Quello che rende davvero particolare una visita qui, però, è la percezione del tempo: non si entra in un giardino statico, ma in un ambiente che cambia ogni settimana. I colori si intensificano, i profumi si trasformano, e ogni passaggio offre una prospettiva diversa sul paesaggio ligure.
E forse è proprio questo il motivo per cui Villa della Pergola continua a sorprendere anche chi la conosce già: perché ogni primavera, pur seguendo lo stesso calendario, riesce comunque a raccontare qualcosa di nuovo.








